L’AQUILA – Gianfranco Giuliante dichiara guerra a Giorgio De Matteis, “la replica di una disfatta”.
Dopo mesi di reciproci dispetti, frecciate e controfrecciate, una volta di più viene rimarcata oggi in una nota la netta divisione nel percorso politico dei due che porterà alle elezioni di maggio.
Per Giuliante, De Matteis ripropone quello che ha fatto nel 2007 e che vale poco meno del 10 per cento, la soglia di voti raccolti cinque anni fa dalla coalizione capeggiata dal candidato sindaco Angelo De Nicola.
Largo alle primarie, con la data che verrà decisa nel congresso di domani, l’11 o il 18 marzo. Nessuna possibilità di trattativa.
Inoltre Giuliante evoca lo spettro dei provvedimenti disciplinari sui malpancisti che non si adegueranno alla sua linea, da Carla Mannetti (non nominata) in giù: “eccezioni”, scrive, di cui il Pdl si occuperà dopo il congresso.
LA NOTA DI GIULIANTE
Da qualche giorno si assiste a un susseguirsi di dichiarazioni di appoggio alla candidatura di Giorgio De Matteis, schegge di varia umanità esprimono legittimamente la loro preferenza.
Tutto normale, salvo alcune eccezioni di cui il Pdl si dovrà occupare dopo il congresso.
Ma siccome “facciamo politica” l’analisi deve prescindere dal piano marketing dell’Mpa che prevede adesioni parcellizzate con conseguente rilievo mediatico perché ció non deve distrarci dalla realtà.
L’Mpa di Giorgio De Matteis fa parte del Terzo polo insieme all’Udc, all’Api e a Fli.
Orbene, qual è la situazione attuale? L’Udc all’Aquila, per vicende cittadine, è una sigla priva di rappresentanza e anzi, a oggi, ha ancora un suo uomo in giunta con Cialente.
L’Api non appoggia De Matteis e si è espresso a favore di Cialente. Fli non appoggia De Matteis e candida Enrico Verini.
De Matteis, di contro questa debolezza strutturale ha chiesto il soccorso di ambienti, che già nel 2007 appoggiarono la sua ipotesi moderata, e che raggiunsero con tre liste il 9,8 per cento dei consensi.
Appare evidente che la situazione aquilana, oggi, dopo il 6 aprile è completamente cambiata. Ma proprio per questo non si comprende il perché le motivazioni che si adducono per “lanciare un nuovo corso necessario” in termini di approccio sono simmetriche a quelle del 2007.
Se De Matteis dice: “la nostra sfida sarà quella di cercare l’appoggio di tutti gli elettori moderati, anche quelli di centrosinistra, che non si riconoscono in Cialente. Di qui la necessità di mettere in campo uno schieramento e un programma che venga incontro alle forze moderate a prescindere dal loro orientamento politico”, la cosa ci deve far riflettere perché non è una novità ma la replica di una disfatta.
La citazione di De Matteis, infatti, è del 2007, l’ha ripetuta oggi ed è il programma del 2012. È questa la novità che sta aggregando con tanto fervore?
Il Pdl si appresta a celebrare un congresso nel quale indicherà la data delle primarie. La politica non ammette vuoti.
De Matteis occuperà, si spera, il centro politico, noi con altrettanto impegno cercheremo di intercettare un consenso altro.
Ci sarà sicuramente un ballottaggio, noi sappiamo quale sarà il nostro posto, auspichiamo che anche altro da noi lo sappia.
Gianfranco Giuliante




