L’AQUILA – Il deputato campano del Movimento 5 stelle Carlo Sibilia, in un recente incontro all’Aquil,a, ha promesso che si lavorerà sul capoluogo, per le prossime comunale, per convergere i dissensi e i dissapori su un unico candidato, espressione piena del movimento, ma la strada verso l’unità delle fazioni grilline sembra ancora lontana-

Da mesi è cominciato un tam-tam fatto di nomi papabili, si è parlato anche di Nicola Trifuoggi, vice sindaco dell’attuale amministrazione ed ex procuratore della Repubblica a Pescara.

Il primo meet-up aquilano, denominato “Amici di Beppe Grillo L’Aquila”, che riunì i primi seguaci del capoluogo, fu aperto da Giorgio Fioravanti, imprenditore e deejay, che figura, oggi, anche tra i probabili nomi per la candidatura alla poltrona del primo cittadino.

“Eravamo un unico gruppo fino alle Regionali del 2014, poi hanno creato la rottura proprio quelle elezioni, alle quali si è candidato anche Giuseppe Gandolfo, aquilano”, queste le parole di Fioravanti ad AbruzzoWeb che, sulla sua possibile discesa in campo, non si sbilancia e non dice nulla.

“La rottura è stata una scelta della stessa senatrice Enza Blundo, che si è fatta promotrice di una serie di di iniziative, tra cui l’esposto alla seggiovia delle Fontari, criticate da me e da altri del movimento. Queste critiche, invece di creare una costruttiva discussione, l’hanno portata alla decisione di crearsi un suo meet-up”, accusa, in riferimento a quello denominato “L’Aquila 5 Stelle Beppegrillo.it”.

Gandolfo, alle Regionali del 2014 ha collezionato 503 preferenze ma, da quanto si apprende, non avrebbe intenzione di candidarsi di nuovo sul palcoscenico comunale.

Si parla anche di Marilena De Ciantis, oggi a capo del gruppo a cui fa riferimento anche Fioravanti, ma non c’è nessuna certezza anche su questo.

“Si cerca un nome che possa essere espressione dei due gruppi – spiega ancora Fioravanti – in modo da mettere la parola fine alla spaccatura che si è venuta a creare tra i blundisti e noi”

Il toto nomi comprende anche due avvocati del capoluogo, Fausto Corti e Fabrizio Fiaschetti e l’architetto Antonio Perrotti, quest’ultimo del terzo meet-up, “Comitatus Aquilanus”.

Tutti nomi comunque nuovi, estranei alla classe politica aquilana tradizionale. “Non vogliamo riciclati delle vecchie amministrazioni o persone molto interessate alla poltrona poco alla causa”, chiarisce ancora Fioravanti.

“Chi vuole candidarsi nella lista come consigliere non può venire a ridosso delle elezioni e presentare la propria candidatura, dobbiamo avere i nomi per tempo, per controllare la regolarità e soprattutto arrivare alle elezioni con i numeri per avere una lista riconosciuta”, rimarca.

Certo è che la spaccatura non facilita questo compito e i tempi cominciano a stringere. “Senza unione è molto difficile trovare la persona giusta – ammette ancora – soprattutto perché il movimento cerca comunque volti nuovi e in ogni caso non residui bellici scartati da altre forze politiche”.

Tentativi di riappacificamento ci sono stati, concentrati in 2 appuntamenti, uno di questa estate a palazzetto dei Nobili, e un altro dentro la sala “Benedetto Croce” della Regione Abruzzo, a ottobre. “In quell’occasione – ricorda Fioravanti – sono volate tante critiche e qualche insulto, anche contro di me. Così non ci siamo, non vogliamo sederci al tavolo con dei facinorosi o gente non propositiva”.

“Dopo il referendum tenteremo ancora una volta un pacifico scambio di idee che vadano a convergere sul nome definitivo del candidato – conclude – estromettendo per sempre, non solo le critiche, ma le persone che ci sono dietro. Abbiamo i numeri per vincere e mandare a casa la vecchia politica come successo a Roma, dobbiamo solo trovare un’unica strada e la persona giusta”.