L’AQUILA – “Il voto dell’Aquila vale doppio, perché la resistenza dei cittadini aquilani è una prova, ogni appuntamento elettorale è una prova di civiltà, di fiducia nelle istituzioni. E in questo senso c’è il rinnovamento nella continuità alla guida del Comune, nella sinistra riformista con questa lista Democratici e socialisti”.
Così Bobo Craxi, ex sottosegretario, storico esponente del Partito socialista e figlio del leader del Psi Bettino Craxi, oggi all’Aquila al comitato elettorale della lista Democratici e socialisti per L’Aquila e frazioni’, in via Vicentini, a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra alle amministrative dell’11 giugno, Americo Di Benedetto.
Presenti diversi candidati della lista, tra cui Giuliano Di Nicola ed Elisabetta Vicini.
“Avete visto un garofano – le parole di Craxi – penso che un vecchio elettore socialista, ma anche uno nuovo, non ha dubbi su dove mettere la croce sulla scheda. Questa campagna elettorale, ma anche questa elezione in particolare rappresenta un grande atto di fiducia nelle istituzioni. Il fatto che ci sia stata una grande partecipazione alle primarie del centrosinistra, che si preannuncia per domenica una buona partecipazione al voto, significa che non solo la democrazia è solida, è salda, ma anche che c’è un buon grado di fiducia in un’area in cui la sfiducia avrebbe dovuto pervadere la cittadinanza”.
“Invece, i cittadini dell’Aquila – ha aggiunto – danno un segno positivo per tutto il Paese”.
Sulla situazione del governo nazionale, Craxi ha affermato che “Il partito di maggioranza relativa vuole disfarsi del governo, si sono messi in quattro per portarci a votare praticamente quasi in mezzo all’estate. Naturalmente, considero questo atto lo considero abbastanza irresponsabile, però è difficile frenare questo treno in corsa, soprattutto quando poi si mettono assieme delle forze che dicono tutto e il contrario della verità. Erano a favore del voto dei cittadini e hanno tolto le prefenze; erano a favore di una democrazia plurale e hanno messo uno sbarramento; erano a favore della governabilità e ci consegneranno presumibilmente l’ingovernabilità. Penso che a sinistra si realizzerà una convergenza di forze, una unità di forze, un insieme di forze che si oppone a questo stato di cose e che rappresenterà quelli che in questo momento devono essere i nostri referenti più importanti, cioè coloro che in questi anni hanno sofferto di più la crisi e in particolare nel mondo del lavoro che ha subìto anche delle vistose e diverse sconfitte”.
Sulla disoccupazione all’Aquila, ha detto “Credo sia evidente che la grande emozione che suscitò quella calamità col passar del tempo è diventata un fatto più ordinario. Quando dallo straordinario si passa all’ordinario, si rischia di essere omologati. Poi abbiamo avuto anche altre tragedie nazionali, altri terremoti non lontano da qui. Detto questo, la nuova amministrazione ha il compito di suscitare nuovamente non solo la speranza in chi attende un’occupazione, ma anche suscitare nei confronti del governo l’interesse in un intervento che probabilmente è mancato. Tuttavia, se volgo lo sguardo verso l’alto, vedendo tutte queste gru devo dire che la cosa mi dà una certa soddisfazione perché capisco che comunque non siete rimasti soli”.






