L’AQUILA – “Non mi risulta questo, io non so chi sostiene che ci siano dei paracadutati da Roma, la verità sarà un’altra e a giorni uscirà”.
Così il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, a margine di un incontro con la stampa, ha smentito la possibilità che in vista delle elezioni del prossimo 4 marzo possano essere imposti nelle liste abruzzesi dei nomi dal livello nazionale, appunto dei “paracadutati”.
Eppure, nei giorni scorsi, D’Alfonso per primo, parlando con AbruzzoWeb, aveva ammesso che, comunque, sul maggioritario decidono i territori ma sul proporzionale comanda Roma.
La voce, trapelata dal centrodestra, ha trovato conferme anche all’interno dello stesso centrosinistra, e dovrà essere vagliata entro i prossimi due, tre giorni, decisivi per la formazione delle liste. A quel punto si vedrà se il Partito democratico subirà la stessa sorte dei concorrenti di Liberi e uguali, così come anche il centrodestra.
Un periodo, questo di formazione delle liste, in cui inevitabilmente gli organi di informazioni hanno contatti più che giornalieri con una teoria di fonti, che forniscono indicazioni valutate con il miglior grado possibile di sicurezza e quindi pubblicate, mentre gli scenari sono passibili di variazioni anche da un momento all’altro.
Su questo tema D’Alfonso si è, poi, anche avventurato in una lezione di giornalismo non richiesta. “Sulla scrittura della stampa digitale e cartacea c’è una certa libertà, anche di organizzare papere varie e sistemi da stampa strappata – ha detto – Mi auguro che si stabilisca una qualche regola sullo scrivere cose o esattamente conosciute o addirittura le cose vere, le papere lasciamole alle papere”.
Quanto alla sua candidatura da capolista al Senato nel proporzionale, ormai considerata certa dagli stessi vertici abruzzesi del Pd, il refrain è sempre lo stesso.
“Ho ricevuto un invito pressante a candidarmi, come ho detto se dovessi ascoltare la mia suitas rimarrei in Regione e voglio rimanere in Regione, però la comunità politica nazionale e territoriale mi sta chiedendo di candidarmi – ha ribadito – Sto misurando il di più di convenienza per l’Abruzzo e gli abruzzesi laddove io andassi a fare un’esperienza politica nazionale, che naturalmente non sarà di consumatore di biscotti bagnati al rum alla galleria Sordi”.
Anche in questo caso, tra appena qualche giorno, si saprà chi ha prodotto papere e chi no.



