L’AQUILA – Il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, si è dimesso dal suo incarico.

Da quanto si apprende la stessa cosa sta per fare il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio.

GUARDA LA LETTERA DI DIMISSIONI DI DEL CORVO

Il motivo della decisione, sempre secondo le voci raccolte da AbruzzoWeb, è riconducibile alla prossima campagna elettorale per le politiche e al decreto legge emanato dal governo che prevede che le cause di ineleggibilità per i presidenti di provincia vengano meno se si cessa dalla carica entro sette giorni dal decreto di scioglimento delle Camere firmato dal presidente della Repubblica.

Il provvedimento del governo fissa a domani la data di scadenza che, però, essendo un festivo per alcune pubbliche amministrazioni ha costretto Del Corvo ad anticipare di qualche ora la formalizzazione delle dimissioni, mentre Di Giuseppantonio si è preso ancora del tempo, ma il dato è praticamente tratto.

Del Corvo, esponente del Popolo della libertà, ha confermato che una forza politica gli ha chiesto la disponibilità a una sua candidatura alle elezioni del 24 febbraio 2013, ma ancora non scioglie il nodo su quale sia stato il partito a farsi avanti.

Per Di Giuseppantonio, invece, lo spazio sarebbe all’interno della lista dell’Unione di centro.

COSA SUCCEDE ORA

Comunque non si tratta di un passo irreversibile: a norma del testo unico degli enti locali le dimissioni diventano efficaci e irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al Consiglio.

In tal caso si procede allo scioglimento del rispettivo Consiglio, con contestuale nomina di un commissario e la convocazione di nuove elezioni, che si dovrebbero tenere alla prima scadenza utile.

LA MOTIVAZIONE UFFICIALE

Del Corvo ha chiarito con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio provinciale, Filippo Santilli, al segretario generale dell’ente, Francesco Belmonte, e per conoscenza al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, le sue motivazioni.

“Fra le motivazioni poste alla base di questa mia scelta – si legge nella lettera – vi è, primariamente, il venire meno delle condizioni ideali necessarie per poter adempiere fedelmente al mandato elettorale affidatomi dai cittadini nel marzo del 2010, dato questo non scollegabile con una mancanza di collaborazione tra istituzioni, frutto di mere strumentalizzazioni politiche e lontana dagli interessi dei cittadini (confronta, da ultimo, il comma 417 della legge di stabilità 2013): i cittadini di una provincia terremotata non meritano questo trattamento e necessitano di veri rappresentanti (degli interessi dei cittadini e non personali) in seno al parlamento”.

Il comma a cui Del Corvo fa riferimento è quello relativo alla proroga del personale precario del settore Politiche sociali e Urbanistica del Comune dell’Aquila, finanziata con uno stanziamento di 1,5 milioni di euro.

E QUELLA POSTATA SU FACEBOOK

Ma, con un successivo post su Facebook, ha precisato: “avendo ricevuto proposte di candidature, sulle quali sto ancora riflettendo, al fine di non pregiudicare una eventuale decisione di accettazione diventa atto d’obbligo rispettare il termine imposto dal decreto legge”.

“Motivi a favore dell’accettazione della candidatura: necessità di dare alla provincia una voce che rappresenti le istanze dei cittadini tese a dare risposta agli interessi della collettività e non agli interessi dei singoli, cosa che non ho trovato negli attuali rappresentanti soprattutto di sinistra che si vogliono proporre come i salvatori della provincia – aggiunge – Motivi a favore della non accettazione della candidatura: necessità di portare a termine le innumerevoli attività poste in essere in questi due anni dall’amministrazione provinciale”.

“Si necessita di qualche giorno in più per prendere una decisione – conclude – altri motivi non ci sono”.

DI GIUSEPPANTONIO: “DIMISSIONI? DIPENDE DAL PARTITO”

Di Giuseppantonio non ha mai fatto mistero della sua aspirazione a diventare parlamentare e dunque in questo momento non nega di essere al lavoro per vedere se ci sono le condizioni per una eventualità del genere.

Lo conferma lui stesso ad AbruzzoWeb: “Sto valutando l’ipotesi di dimettermi per potermi candidare in Parlamento – ha detto – è una decisione che ovviamente non dipende solo da me ma soprattutto dal partito in cui milito che deve dare una risposta definitiva”.

Il presidente ha anche ricordato che le dimissioni, una volta presentate, possono essere ritirate nell’arco di venti giorni successivi. (ar.ia.)