AVEZZANO – Nella terra dei Marsi, audace popolo italico, per cui la fedeltà e lo spirito di appartenenza era valore sacro, la destra, il centro e la sinistra sono diventati concetti molto relativi. Porte girevoli, carri su cui salire, a seconda dei viaggi da voler intraprendere. Un brand intercambiabile nell’outlet delle cose politiche.
In vista delle elezioni comunali dell’11 giugno ad Avezzano (L’Aquila), infatti, dietro al candidato di centrosinistra e sindaco uscente Giovanni Di Pangrazio, del Partito democratico, si accalcano vecchi e nuovi esponenti del centrodestra.
Di Pangrazio strizza l’occhio in particolare ai delusi di Forza Italia, dopo che il partito nella città marsicana si è pressochè disintegrato, a seguito della clamorosa decisione di non correre con il simbolo. A sbattere la porta Maurizio Bianchini, vice presidente regionale di Forza Italia e coordinatore cittadino appena dimessosi, pronto a correre da solo.
Nel centrodestra, poi, il candidato è Gabriele De Angelis, per ben tre anni ex assessore della giunta Di Pangrazio di centrosinistra, più volte rimpastata, anche qui senza guardare troppo all’appartenenza politica.
Sostenuto da un assessore regionale della maggioranza pure di centrosinistra, Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico, che, conquistata la sua Sulmona, prepara ora la campagna di primavera per mettere una bandierina anche sulla vicina Avezzano regno del suo “nemico” Giuseppe di Pangrazio, presidente del Consiglio regionale e fratello di Giovanni, con il quale chissà che non sarà sfida in futuro per un posto in Parlamento.
Gerosolimo dovrà muovere i fili, tuttavia, assieme al consigliere regionale di Forza Italia Emilio Iampieri, come pure della senatrice di Forza Italia Paola Pelino, altra peligna che ha commissariato il partito ad Avezzano, su iniziativa del presidente regionale, Nazario Pagano.
Ancora indeciso sul da farsi un altro uomo forte della politca marsicana, il consigiere regionale Lorenzo Berardinetti di Regione facile anche lui nel centrosinistra in Regione, con la tessera Pd in tasca, che nella sua terra rivendica autonomia di scelta.
“Siamo un laboratorio politico? Non c’è dubbio, ma speriamo che resti circoscritto qui nella Marsica, perché l’elisir che ne viene fuori è alquanto indigesto…”, ironizza un esponente politico di spicco di Avezzano, che prega di mantenere l’anonimato, essendo anche lui in corsa.
E alla fine c’è chi teme che, ad approfittare di questo caos, possa essere il Movimento 5 stelle, che candida il ristoratore Francesco Eligi e che, alle Politiche, è risultato il primo partito, con il 30,4%. Ma anche il Cinque stelle è diviso in tre, nell’aveniristico laboratorio politico di Avezzano.
DI PAGRAZIO STRIZZA L’OCCHIO A DESTRA E MANCA
Giovanni Di Pangrazio ha lanciato la sua candidatura in pompa magna al castello Orsini pochi giorni fa, alla presenza in prima fila dello stato maggiore del centrosinistra in Regione, ovvero il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, il vice presidente, Giovanni Lolli, il coordinatore della maggioranza, Camillo D’Alessandro, e ovviamente del fratello.
Oltre ad annunciare ulteriori tagli alle tasse, una galleria coperta per il centro storico, la chiusura del progetto scuole sicure e tanto altro, Di Pangrazio ha teso una mano, “al di là degli steccati e provenienze politiche”, a tutti coloro che intendono sostenere “una candidatura non teleguidata da personaggi fuori di Avezzano”, con velenoso riferimento alla matrice gerosolimiana del suo avversario.
Appello in primis rivolto al citato Bianchini che, dopo la rinuncia al simbolo, e dopo la scelta caduta su De Angelis, si è dimesso da coordinatore cittadino di Forza Italia. Ma Bianchini per ora correrà da solo.
Grandi manovre di avvicinamento al dem Di Pangrazio anche da parte di Benedetto Di Censo, ex sindaco di centrodestra di Aielli, salito alla ribalta delle cronache nazionali per aver dedicato una piazza con tanto di busto a Guido Letta, prefetto fascista e parente dell’ex potentissimo sottosegretario dell’era berlusconiana Gianni Letta.
Dialogo aperto pure con Vittorio Forte, un forzista della prima ora, coordinatore provinciale negli anni ‘90, e poi legale rappresentante del Centro Studi di Forza Italia.
Rinnoveranno la loro fedeltà a Di Pangrazio i civici “Per Avezzano” ovvero Mario Babbo, Gianfranco Gallese e Mario Madonna. Una civica “fuori dai vecchi schemi novecenteschi”, assicurano, ma più a destra che a sinistra.
Presente, infine, alla cerimonia di investitura anche il consigliere regionale Giorgio D’Ignazio, di Alternativa popolare. Che a palazzo dell’Emiciclo ha dovuto smentire più di una volta il suo ingresso in maggioranza di centrosinistra, dichiarandosi uomo di centrodestra. L’ultima volta, quando D’Alfonso gli ha assegnato una speciale delega “per il rilancio delle attività produttive nei comuni del teramano e dell’aquilano ricompresi nel cratere sismico”.
Ma D’Ignazio, a scanso di equivoci, ha assicurato che ha preso parte all’iniziativa “solo per amicizia con Giovanni Di Pangrazio”. Nulla di politico, ci mancherebbe.
LE GIRAVOLTE DIETRO IL CIVICO DE ANGELIS
Dietro al candidato civico di centrodestra De Angelis, ex assessore di centrosinistra, l’amalgama è ancora più eterogenea. Come detto, nella stessa barca hanno trovato posto Iampieri e anche Alternativa popolare, che nel territorio ha come uomo forte il deputato di Celano Filippo Piccone.
C’è, però, chi assicura che la navigazione non sarà certo una crociera di piacere. Per dirne una tra il capitano di fregata Gerosolimo e la commissaria Pelino, imposta da Pagano, non corre buon sangue.
L’esponente di Abruzzo civico, componente “ribelle” della maggioranza di centrosinistra in Regione, firmatario di un duro di documento contro l’operato ‘’poco neutrale e attento” del presidente del Consiglio Di Pangrazio, punta infatti a replicare il successo personale ottenuto lo scorso anno a Sulmona, con la vittoria della coalizione civica capeggiata da Annamaria Casini. E la Pelino a Sulmona appoggiava invece Elisabetta Bianchi, racimolando un misero 7,2 per cento.
Lo “straniero” Gerosolimo può vantare di avere la moglie di Avezzano, Marianna Scoccia, attualmente sindaco di Prezza, assessore provinciale e sin da giovanissima attiva tra le fila di Alleanza nazionale.
Non c’è, comunque, solo Forza Italia a rinunciare al simbolo e ad accodarsi con una civica a De Angelis. Lo stesso ha fatto Alternativa popolare con Piccone, assieme al coordinatore provinciale Massimo Verrecchia, i capigruppo al Comune di Avezzano e alla Provincia dell’Aquila, rispettivamente Claudio Tonelli e Felicia Mazzocchi.
Piccone, va ricordato, il 14 dicembre non ha votato la fiducia al governo di Paolo Gentiloni, dove pure è sottosegretario il coordinatore regionale Federica Chiavaroli, e ministro degli esteri il leader Angelino Alfano, di cui è compagno di partito.
Si registrano manovre di avvicinamento a De Angelis anche da parte di un altro storico potentato della politica avezzanese, quello che fa riferimento al sempreverde Ezio Stati, ex assessore regionale prima della Democrazia cristiana e poi di Forza Italia. E alla “figlia d’arte” Daniela Stati, esponente prima di Forza Italia, poi assessore regionale alla Protezione civile con il centrodestra di Chiodi, poi uscita dalla maggioranza per approdare nella non fortunata esperienza di Futuro e libertà di Gianfranco Fini, dunque candidata con D’Alfonso ma non rieletta sotto le insegne di Abruzzo civico. Infine è approdata, dopo l’ennesimo rimpasto, nella Giunta di Giovanni Di Pangrazio. Un’esperienza durata poco, visto che a ottobre scorso la Stati è andata via sbattendo la porta con il dente avvelenato contro il sindaco. E questa tornata elettorale potrebbe essere l’occasione buona per servire la sua vendetta politica.
BIANCHINI CORRE DA SOLO
Una strategia quella di Forza Italia che ha mandato su tutte le furie Bianchini pronto a correre da solo, appoggiato in primis da Antonio Morgante, candidato di Forza Italia alle ultime Regionali, che ora fa parte del movimento Idea di Gaetano Quagliarello, assieme ai consiglieri regionali forzisti Gianni Chiodi e il civico di centrodestra Mauro Di Dalmazio.
Con Bianchini anche l’ex presidente della Regione Antonio Del Corvo, ex Ncd per anni fedelissimo di Piccone, entrato con lui in rotta di collisione in occasione delle elezioni comunali di Celano, in quanto Piccone aveva sostenuto il candidato sindaco, poi risultato vincente Settimio Santilli, contrapposto proprio a Del Corvo anche lui in corsa. Ora Del Corvo aderisce al movimento politico di centro destra Rivolta Italia, fondato senatore forzista ed ex ministro Antonio Martino e che come presidente nazionale Giuseppe Moles.
CINQUE STELLE DIVISE PER TRE
A contendere il Comune a queste due composite coalizioni ci sono l’avvocato Leonardo Casciere, con la lista civica “Progetto Casciere”, l’ex assessore con l’ex sindaco comunista Mario Spallone, morto nel 2013, l’imprenditore del mondo dello sport Nazzareno Di Matteo, con la civica “Libertà è partecipazione”, Stefano D’Andrea, con la civica “Riconquistiamo Avezzano”, nata nel 2015 per impulso di dieci componenti avezzanesi del Fronte sovranista italiano, da non confondere con i sovranisti di destra capeggiati da Storace e Alemanno.
Infine il Movimento 5 stelle che ha come uno dei punti di riferimento ad Avezzano il consigliere regionale Gianluca Ranieri e il suo collaboratore Giorgio Fedele, esponente del “Meetup Avezzano, Amici del Movimento 5 Stelle”.
Inaugurato il punto informativo in via Trento, e ottenuta pochi giorni fa la certificazione della lista da parte della Casaleggio Associati, è stata ufficializzata la candidatura a sindaco di Francesco Eligi, ristoratore, che insieme ai genitori gestisce l’agriturismo “Le acacie” di Corcumello.
Le aspettative sono alte, ma nel laboratorio politico di Avezzano anche i pentastellati si sono divisi, per tre.
A settembre 2016 è nato infatti il meet up “Marsi 5 Stelle, città di Avezzano”, i cui coordinatori sono Michele Rossi e Antonina Cofini. E poi a gennaio di quest’anno il nuovo meet up “Amici di Beppe Grillo Avezzano” guidato da Biagio Solimeo.
Entrambi sono tuttora in polemica con la gestione verticistica di Ranieri e Fedele. Nulla di nuovo sotto il cielo assai burrascoso della politica avezzanese.



