L’AQUILA – All’Aquila, Spoltore (Pescara) e San Salvo (Chieti) giochi già fatti per le Giunte comunali dopo le elezioni amministrative di maggio, che hanno consegnato cinque su sei sindaci al centrosinistra.
A Ortona (Chieti) l’esecutivo è praticamente fatto, ma la maggioranza ne esce con le ossa rotte, visto che Sel, rimasta fuori dalle nomine, si è schierata all’opposizione.
In alto mare la composizione dello scacchiere ad Avezzano (L’Aquila), con il neo sindaco, Gianni Di Pangrazio, che tiene per sé i nomi, dovrebbero comunque essere tutti tecnici, e a Montesilvano (Pescara), dove si attende ancora la proclamazione degli eletti.
Tante conferme per la Giunta del riconfermato Massimo Cialente.
Per sei decimi il primo cittadino del capoluogo ha scelto la continuità.
A Roberto Riga (Api), viene assegnata la poltrona di vice sindaco, anche se perde la delega, ambitissima, all’Urbanistica, il Pd mantiene i tre uscenti Stefania Pezzopane, Alfredo Moroni e Pietro Di Stefano.
Tornano in pista pure Marco Fanfani (Socialisti) e Fabio Pelini (Federazione della sinistra).
Le “quote rosa” sono rappresentate dalle due new entry Emanuela Iorio (Cattolici e democratici) e Betty Leone (Sel).
Chiude il quadro il redento Lelio De Santis (Idv), un tempo feroce oppositore del sindaco e adesso morbido alleato che dovrà farsi carico di comporre il traballante bilancio del Comune.
Bocche cucite nello staff di Di Pangrazio, che riconsegna la città al centrosinistra dopo il decennio di Antonio Floris (Pdl ex An).
Del nuovo esecutivo si sa solamente che probabilmente sarà formato esclusivamente da tecnici e da esponenti della società civile e non pescando tra i consiglieri eletti o tra i candidati.
Una cosa che ha fatto storcere il naso a qualche lista, che avrebbe preferito una soluzione più politica.
Il sindaco tra lunedì e martedì dovrebbe compilare l’elenco dei papabili che poi sarà sottoposto alle forze di maggioranza per un ok di massima, tra questi sceglierà i nomi dei sei definitivi.
In attesa della proclamazione degli eletti, gravata dalle ombre dei ricorsi degli esclusi (una situazione simile a quella aquilana), il giovane dipietrista Attilio Di Mattia è al lavoro per stilare l’elenco dei nuovi assessori.
Contrariamente ad Avezzano, nella città rivierasca il sindaco dovrebbe pescare a piene mani tra i consiglieri.
Per il ruolo di vice sindaco si fa il nome di Lino Ruggero, in un’inedita accoppiata Idv-Udc.
Tra i membri dell’esecutivo, molte chance per i tre alfieri delle preferenze del Pd: Feliciano D’Ignazio, Gabriele Di Stefano e Adriano Chiulli.
Anthony Aliano è il prescelto della civica “Bene comune”.
Casella vuota per l’Idv, che dovrà accontentarsi di avere incassato il primo cittadino.
La presidenza del Consiglio, infine, dovrebbe essere appannaggio di Fli, con il plurivotato Carlo Tereo de Landerset, il ribelle della Giunta di Pasquale Cordoma che si dimise clamorosamente in aperta polemica con l’ex sindaco.
Luciano Di Lorito, unico candidato sindaco della tornata ad aver colto la vittoria al primo turno nei comuni con più di 15 mila abitanti, ha già ufficializzato la sua squadra.
Numero due dell’amministrazione è Enio Rosini (Fli), nel 2006 esponente di punta dell’allora Casa delle libertà per la fascia tricolore, oggi convertito alla causa finiana, che assume le deleghe al Bilancio, ai Lavori pubblici e alla Polizia municipale.
Massimo Di Felice (Udc) prende l’Edilizia scolastica e il Turismo. Tre posti al Pd: Chiara Trulli (Attività produttive, Politiche comunitarie e Politiche giovanili), Quirino Di Girolamo (Ambiente, Personale ed Edilizia sportiva) e Lorenzo Mancini (Urbanistica).
Nasce tra le polemiche la nuova Giunta di Ortona e del nuovo sindaco Vincenzo d’Ottavio: a poco più di dieci giorni dalla chiusura delle urne si registra già al defezione di Sel.
Parole di fuoco quelle dell’unico consigliere eletto dai vendoliani, Patrizio Marino, che ha accusato il Pd di aver tradito il patto di centrosinistra lasciando Sel fuori dall’esecutivo.
I giochi di potere dentro i democrat hanno avuto la meglio e le tre anime del partito sono state accontentate: in Giunta entreranno i consiglieri Roberto Serafini e Giannicola Di Carlo, nonché il figlio d’arte Gianluca Coletti, che sarà amorevolmente seguito dai banchi dell’aula dal suo papà Tommaso, ex parlamentare e presidente della Provincia di Chieti, primo degli eletti tra i piddini.
L’Idv ha indicato Valentino Di Carlo, mentre l’Udc Maria D’Alessandro, unica donna della partita.
Anche la “ridotta” del Pdl di San Salvo, unica trincea a resistere al disastro elettorale del centrodestra, ha la Giunta già al lavoro.
Il sindaco, Tiziana Magnacca, ha dosato gli equilibri mixando rinnovamento ed esperienza.
Ad Angiolino Chiacchia, uno dei fondatori di Forza Italia del 1994, è stato assegnato il ruolo di vice sindaco con delega all’Ambiente.
Il giovane consigliere Giancarlo Lippis del Pdl prende i Lavori pubblici, anche per le Attività produttive si è scelta la “linea verde” con l’indicazione di Oliviero Faienza, non eletto in San Salvo città nuova, chi era entrata in Consiglio ma dovrà dimettersi per accomodarsi tra i banchi dell’esecutivo, invece, è Maria Travaglini (Sociale).
Il secondo esterno è lo storico “prestato” dalla società civile Giovanni Artese, cui è stata affidata la Cultura.
Il più votato della tornata sansalvese, il consigliere regionale Nicola Argirò, ha fatto due passi indietro, rinunciando sia all’assessorato sia alla carica di presidente del Consiglio, lasciata all’ex inquilino dell’Emiciclo Eugenio Spadano (Proposta popolare).
Argirò, in qualità di consigliere anziano, avrà comunque l’onore di presiedere l’aula nella storica seduta di insediamento che segnerà, dopo oltre un ventennio, la sconfitta del centrosinistra al governo della città. Pierluigi Biondi





