L’AQUILA – Sono 42 le “manifestazione di interesse” arrivate al Comune dell’Aquila da cittadini che vogliono sviluppare attività pubbliche nelle aree polivalenti del progetto C.a.s.e., gli alloggi antisismici realizzati dopo il terremoto del 6 aprile 2009 in 19 plessi diversi della città e dell’hinterland con una maxi operazione immobiliare.
In seguito alla delibera del luglio scorso dove si richiedeva di aprire negozi o attività sociali e culturali, fino al 19 luglio, giorno della scadenza, sono stati proposti complessivamente 8 bar, 5 alimentari, 4 tabaccai ed edicole, 7 attività per servizi sociali, 3 esercizi per servizi medici, 6 per servizi scolastici, 6 per ristorazione e 3 , infine, per consulenti fiscali.
A tirare le somme con AbruzzoWeb è l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano che spiega: “Fino al 19 luglio scorso abbiamo acquisito tutte le domande. Ora, invece, stiamo facendo una sintesi per capire se rimarranno vuoti alcuni insediamenti e in questo caso decideremo se riaprire i termini attraverso una nuova delibera”.
Proprio in merito alla locazione di alcune attività, l’assessore non manca di sollevare una critica nei confronti dei candidati che, “nella scelta tra le aree di interesse dove vorrebbero realizzare la propria attività, le hanno richieste tutte. Che fanno? Aprono un bar per ogni progetto C.a.s.e.? Questo mi fa capire che c’è qualcuno che non ha le idee chiare e noi non possiamo far rimane aperta la questione in attesa che si decida dopo. Non è serio”.
Per tutti quelli che sceglieranno di aprire attività pubbliche su terreni comunali, avrà valore il diritto di superficie, cioè il Comune lo darà lo spazio “gratuitamente, ma dovranno fare un investimento iniziale che poi noi daremo il tempo di recuperare e trarre anche un buon guadagno”.
“Ma non si deve dimenticare – conclude l’assessore – che dopo un tot di anni, stabilito caso per caso, l’attività andrà in mano al Comune”.



