L’AQUILA – Dall’indagine congiunturale del Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali (Cresa) sulle imprese manufatturiere, nel terzo trimestre 2011 è emerso che rispetto al terzo trimestre 2010, un aumento del 2,5 per cento nella produzione, del 6,2 nel fatturato, dell’11,6 per cento nel fatturato estero, ma un calo dell’occupazione dello 0,8.
Il sistema manifatturiero abruzzese rallenta nel complesso il ritmo di recupero dei livelli pre-crisi.
Contrae il valore delle commesse provenienti dall’Italia e conferma l’andamento discendente dei livelli occupazionali.
Ottime le performance sui mercati internazionali con incrementi dell’export e degli ordini esteri superiori al 10 per cento.
Tornano ad essere negative le previsioni per i prossimi sei mesi.
L’indagine Congiuntura economica abruzzese del Cresa relativa al terzo trimestre 2011 è stata condotta su 425 imprese manifatturiere con almeno 10 addetti operanti nella regione.
I risultati evidenziano nel complesso un rallentamento della crescita su base annua e una flessione su base trimestrale.
Rispetto al terzo trimestre 2010 il sistema industriale abruzzese, nonostante i buoni risultati sui mercati internazionali messi a segno principalmente dalle grandi imprese (export: +11,6 per cento; ordini esteri: +9,0 per cento), decelera l’incremento dei livelli di produzione (+2,5 per cento) e fatturato (+6,2 per cento) e fa segnare decrementi del portafoglio ordini interni (-0,7 per cento) e dell’occupazione (-0,8 per cento).
Discendente l’andamento su base trimestrale.
Dopo un periodo di sostenuta crescita congiunturale, seguito nel trimestre precedente da un rallentamento, le variazioni assumono segno negativo: produzione, fatturato e ordini esteri fanno registrare decrementi intorno al 10 per cento, il valore delle vendite all’estero cala del 7 per cento, le commesse estere interne del 15 per cento e l’occupazione del’1,5 per cento.
Fanno registrare decrementi diffusi, anche di consistente valore, sia su base trimestrale che annua, legno e mobili, metalmeccanico, lavorazioni di minerali non metalliferi e chimico-farmaceutico (quest’ultimo occupazione esclusa); l’elettromeccanico e i mezzi di trasporto segnano variazioni congiunturali negative e tendenziali positive; l’alimentare e il tessile mostrano una discreta capacità di tenuta su ambedue gli orizzonti temporali.
Pessimistico è il clima di opinione tra gli operatori per l’andamento dei prossimi sei mesi.
Le piccole imprese (10-49 addetti) mostrano un andamento congiunturale nel complesso decrescente anche se migliore di quello delle altre classi dimensionali.
Peggiori sono, invece, le performance su base annua, con variazioni negative di produzione, ordini interni e occupazione, e aumenti inferiori alla media regionale dell’export e gli ordini esteri.
Rispetto al II trimestre 2011 le medie imprese (50-249 addetti) vedono contrazioni sui mercati esteri e dell’occupazione peggiori delle altre classi dimensionali e variazioni negative di produzione, fatturato e ordini interni più importanti solo di quelle delle piccole imprese.
Nel confronto con il terzo trimestre del 2010 crescono lievemente produzione e fatturato, si contraggono export, portafoglio ordini e occupazione.
Sono le grandi imprese (oltre 250 addetti) a mostrare la maggiore capacità di incremento dei livelli raggiunti nello stesso trimestre dell’anno precedente.
Si osservano variazioni positive a due cifre delle performance sui mercati esteri e del fatturato e aumenti superiori alla media regionale di produzione, ordini interni e occupazione.
Negativo è l’andamento congiunturale.
Chieti fa registrare elevati incrementi su base annua e diffuse contrazioni su base trimestrale.
L’Aquila e Pescara mostrano andamenti negativi su ambedue gli orizzonti temporali.
Le aziende teramane mettono a segno aumenti tendenziali e congiunturali migliori di quelle del sistema manifatturiero abruzzese nel complesso.
I DATI DEL CRESA SULLA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI
Il Cresa si è posto l’obiettivo di confrontare i dati relativi alla Cassa integrazione guadagni (Cig) e all’occupazione.
La Cig, infatti, agisce come “ammortizzatore” del mercato del lavoro, permettendo alle imprese di ridurre l’input di lavoro effettivamente impiegato con la contrazione del monte ore lavorate, cercando di mantenere quanto possibile invariato il numero di occupati e di contenere la disoccupazione soprattutto in periodi di congiuntura economica sfavorevole.
I dati dell’indagine congiunturale trimestrale del Cresa rilevano che il peso delle aziende manifatturiere che hanno fatto ricorso alla Cassa integrazione guadagni è passato dal 22,4 per cento, del campione rilevato nel I trimestre 2009, al 21,9 per cento di quello del III trimestre 2011, con un picco nella seconda metà del 2009 (periodo in cui rappresentavano circa il 30 per cento delle aziende intervistate).
Tali risultati devono essere interpretati considerando anche i dati Inps relativi alla Cig. Alle imprese industriali abruzzesi nel III trimestre 2011 sono state autorizzate 4.466.380 ore, pari all’87,8 per cento di quelle (5.082.217 ore) autorizzate nel I trimestre 2009.
Durante questo arco temporale sono stati osservati tre picchi: secondo trimestre 2009 (9.351.609 ore), quarto trimestre 2009 (7.345.226 ore) e secondo trimestre 2010 (7.062.884 ore).
La Cassa integrazione guadagni del settore industriale rappresenta al terzo trimestre del 2011 i due terzi del totale, valore notevolmente inferiore al 90 per cento registrato nei primi due trimestri 2009.
Riguardo alle tipologie si nota la prevalenza durante il 2009 della Cig ordinaria (legata a crisi temporanee di mercato) e nel 2010 di quella straordinaria (connessa a crisi aziendali e procedure concorsuali, processi di ristrutturazione e riorganizzazioni).
La Cig in deroga (concessa alle imprese escluse dalla Cig straordinaria, cioè quelle artigiane e le altre industriali) aumenta sensibilmente a partire dal terzo trimestre 2009, a causa delle difficoltà produttive conseguenti al terremoto del 6 aprile, e
predomina nella prima metà del 2011.
La rilevazione trimestrale sulle forze lavoro dell’Istat mostra che gli occupati nell’industria in Abruzzo sono diminuiti più che in Italia (nel quarto trimestre 2010 erano l’87,6 per cento di quanti registrati nel primo trimestre 2009 mentre in Italia erano il 95,7 per cento) e che il recupero successivo ha permesso di raggiungere livelli comunque inferiori a quello nazionale (Abruzzo: 94,8 per cento; Italia: 95,9 per cento).





