L’AQUILA – “L’Abruzzo attraversa ancora una fase congiunturale che continua a essere lontana da una vera ripartenza. Occorre senza più ritardi e scusanti uno scatto di responsabilità di tutte le forze politiche”.

È stato categorico il presidente di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci, nel presentare questa mattina all’Aquila l’indagine semestrale sull’Industria abruzzese relativa al 1° semestre 2011, giunta alla 29ª edizione e realizzata dal Centro studi di Confindustria Abruzzo, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del vicepresidente della Giunta regionale con delega allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione e il capogruppo del Partito democratico al Consiglio regionale Camillo D’Alessandro.

La ricerca di Confindustria evidenzia un sistema economico regionale ancora in forte affanno che risente dell’andamento non positivo dell’economia nazionale e di quelle dei principali paesi industrializzati.

“In questi giorni – ha dichiarato Angelucci – stiamo vivendo a livello nazionale un rinnovamento, speriamo sia il cammino giusto. Ci auguriamo che questo nuovo governo possa avere effetti positivi anche sull’economia abruzzese”.

Il dato più drammatico riguarda il limitatissimo ricorso agli investimenti in tutte e quattro le province. Meno del 25 per cento delle aziende nei primi 6 mesi del 2011 ha fatto degli investimenti e le previsioni sono altrettanto nere. Per il 2° semestre del 2011, infatti, nella maggior parte dei settori (tra i quali Alimentari, Legno e mobili, Prefabbricati e prodotti per l’edilizia, Tessile e abbigliamento) gli imprenditori non prevedono alcun tipo di investimento.

“Dobbiamo innescare un percorso di sviluppo – ha sottolineato l’economista Pino Mauro – immettendo tutte le risorse che abbiamo a disposizione sul mercato ed evitare che non ci sia più liquidità”.

Drammatico il dato sulla demografia aziendale che evidenzia un saldo negativo per le sole aziende manifatturiere di 251 unità, mentre l’analisi a livello settoriale su produttività e fatturato evidenzia una situazione competitiva brillante solamente per il settore farmaceutico, mentre è diffusa una tendenza alla stabilità.

Tra i dati positivi appare il fatto che le esportazioni continuano a dare un contributo positivo all’economia regionale facendo registrare un aumento del 19,76 per cento rispetto al secondo semestre del 2010. Nella lettura di questo dato, però, bisogna fare attenzione. “Le imprese che esportano sono relativamente poche, meno del 50 per cento”, ha sottolineato il professor Luciano Fratocchi dell’Università dell’Aquila, curatore dell’Indagine insieme al direttore di Confindustria Abruzzo, Giuseppe D’Amico e a Massimo Parisse.

Piccoli spiragli vengono dai dati sull’occupazione. Sul fronte del mercato del lavoro si registra infatti un incremento del tasso di occupazione nel secondo trimestre dell’anno mentre i primi tre mesi avevano evidenziato una contrazione. La disoccupazione scende di oltre un punto percentuale rispetto al picco di dicembre 2010.

Con riferimento agli ammortizzatori sociali, si evidenzia una contrazione significativa della Cig (Cassa integrazione) ordinaria (-18,50 per cento) e di quella straordinaria (-32,67 per cento), ma si assiste anche a una vera e propria esplosione di quella in deroga, con un aumento del 67,51 per cento.

Particolarmente drammatica appare, infine, la contrazione di oltre il 35 per cento delle domande di brevetto, il che denota un’ulteriore riduzione della propensione all’innovazione degli attori economici residenti nella regione.

Per Castiglione “il quadro che esce dall’indagine semestrale di Confindustria conferma le nostre intuizioni e le nostre scelte di politica industriale. Dobbiamo insistere, infatti, sulla strada delle riforme strutturali e nel percorso di dotare il sistema economico regionale di attori che siano interlocutori forti, locali e credibili: i Poli di innovazione e le Reti di imprese”.

Di tutt’altro avviso D’Alessandro, secondo il quale “l’indagine di Confindustria chiarisce definitivamente la condizione ormai strutturale di stallo dell’economia abruzzese”.

Hanno partecipato all’incontro anche il presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, il consigliere incaricato del Centro studi di Confindustria Silvano Pagliuca, il presidente Ance Abruzzo, Giuseppe Girolimetti e il direttore generale della Carispaq, Vittorio Iannucci.

ANGELUCCI: ”SIAMO LONTANI DALLA RIPARTENZA”

“Nell’attuale contesto, caratterizzato da violente perturbazioni dei mercati finanziari e delle finanze pubbliche, oltre che della politica, l’Abruzzo attraversa ancora una fase congiunturale che continua ad essere lontana da una vera ripartenza”.

Con queste parole il presidente di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci, ha presentato l’indagine semestrale sull’industria abruzzese relativa al primo semestre 2011.

“La situazione che oggi stiamo vivendo a livello nazionale ed europeo – ha continuato Angelucci – è quanto mai critica e instabile e rende difficile, a tutti i livelli, qualsiasi previsione, programmazione e pianificazione. È una situazione grave, ormai ai limiti del sostenibile”.

Secondo il presidente, “quella dell’Abruzzo è una situazione veramente particolare, accentuata da problemi di assoluta difficoltà quali quelli legati al sistema sanitario e al devastante evento tellurico dell’aprile 2009. La consapevolezza della situazione abruzzese, come noto, per fortuna da noi ha determinato in tutte le espressioni politiche e sociali responsabili la volontà di sottoscrivere un ‘Patto per lo Sviluppo’”.

Oltre al Patto in questione, nelle prossime settimane, il confronto tra Regione e Confindustria sarà incentrato anche sul Documento di programmazione economico-finanziaria regionale (Dpefr).

Per Angelucci, “i temi di grande importanza e decisivi per il futuro economico e sociale quali quelli relativi ad una rapida individuazione o all’attuazione di riforme strutturali, come la semplificazione della pubblica amministrazione, la legge sull’industria; la riforma dei consorzi industriali, che possano contribuire a migliorare il contesto di vantaggio per le imprese”.

E ancora, l’ottenimento per l’Abruzzo del nuovo obiettivo dei fondi strutturali proposta dalla Commissione europea per la programmazione 2014-2020, l’apertura di altri tavoli tecnici con il governo per sbloccare le altre risorse finanziarie come quelle relative al Masterplan, un confronto con il governo per reinserire la regione nel Piano infrastrutturale nazionale di opere che possano fare aumentare la capacità competitiva/attrattiva del territorio e portarvi risorse e lavoro.

Gli altri punti sono le priorità infrastrutturale, tra cui quelle relative all’energia, lo smaltimento dei rifiuti e la banda larga, e poi alla zona franca urbana e all’accelerazione della ricostruzione nel cratere sismico.

CASTIGLIONE: ”INSISTERE SULLA STRADA DELLE RIFORME”

“Il quadro che esce dall’indagine semestrale di Confindustria conferma le nostre intuizioni e le nostre scelte di politica industriale. Dobbiamo insistere, infatti, sulla strada delle riforme strutturali e nel percorso di dotare il sistema economico regionale di attori che siano interlocutori forti, locali e credibili: i Poli di innovazione e le Reti di imprese. Un sistema che l’attuale governo regionale sta ridisegnando e che vede, come elemento portante, il protagonismo delle imprese votate all’innovazione”.

Così Alfredo Castiglione, vicepresidente della Giunta regionale con delega allo Sviluppo economico.

“Quello che ritengo più importante qualsiasi nave potrebbe essere inghiottita dai flutti di un mare in burrasca, è mantenere l’orientamento prefissato per approdare al porto individuato come più sicuro. Il porto è rappresentato dalle riforme legislative messe in campo come la riforma dei consorzi fidi, dei consorzi industriali e la nuova legge sull’industria, che verrà portata in Giunta entro il mese di novembre”.

“Con le riforme di sistema richiamate – continua Castiglione – i risultati a breve saranno decisivi per il nostro sistema regionale. La mia visione da sempre ha la caratteristica di essere prospettica e non è legata a dati congiunturali che, tra l’altro, assegnano all’Abruzzo un export molto positivo, un dato occupazionale in crescita e quello della disoccupazione in media con il valore nazionale. Noi dobbiamo lavorare per un Abruzzo che da solo possa in un futuro molto prossimo, reagire ed essere pro-attivo sulle situazioni congiunturali, che diventi attore protagonista e non spettatore passivo di eventi non controllabili”.

“È un percorso complesso e articolato, ma è l’unico perché non possiamo farci distrarre da ciò che può essere indicato come urgente. Molte esigenze urgenti – spiega l’assessore – sono spesso vitali, ma bisogna restare fedeli al progetto e concentrare tempo, risorse ed energie su ciò che si ritiene più importante. Non sempre ciò che è percepito come urgente, in una scala di priorità è poi la cosa più importante. Spesso l’urgenza è soggettiva, mentre l’importanza deve essere oggettiva”.

“Sin dall’inizio del mio mandato – dichiara ancora Castiglione – abbiamo saputo che le nostre scelte sarebbero state difficili, ma so che sono scelte importanti perché cambieranno per sempre il nostro sistema economico. I cambiamenti del nostro sistema economico, dunque, non possono avvenire solo rispondendo ad elementi contingenti che imporrebbero solo risposte contingenti”.

“Quello che intendo dire – conclude Castiglione – è che qualsiasi dato, qualunque analisi, qualsiasi informazione, anche negativa, circa lo stato di salute della nostra economia, non ci distrarrà dal nostro progetto, perché sappiamo che, attraverso le riforme epocali messe in campo, il cambiamento sarà decisivo per il futuro della nostra regione”.

D’ALESSANDRO (PD): “CONFERMATO STALLO STRUTTURALE DELL’ECONOMIA”

“L’indagine semestrale di Confindustria, presentata oggi all’Aquila – afferma il Capogruppo del Pd in Regione Camillo D’Alessandro, tra i relatori al convegno Confindustria – chiarisce definitivamente la condizione di ormai strutturale stallo dell’economia abruzzese, altro che inversione di tendenza annunciata da Chiodi e Castiglione”.

“Come abbiamo sempre sostenuto – riprende D’Alessandro – la crisi andava aggredita, iniettando nel circuito dell’economia regionale tutte le risorse disponibili, a partire da quelle messe a disposizione dell’Europa, che non vengono spese e rischiano di essere restituite”.

“Ormai – insiste l’esponente del Pd – raccogliamo ‘morti’ sul campo. Rispetto all’anno precedente ci sono circa 250 imprese manifatturiere in meno, cioè non esistono piu’. Siamo secondi in Italia per una nuova emigrazione dei laureati abruzzesi che lasciano la Regione per andare altrove. L’altro pezzo di futuro che viene cancellato, nell’assoluta indifferenza del governo regionale, è il dato relativo alla diminuzione del 35 per cento del deposito di brevetti: il capitale umano se ne va, il sistema produttivo non ha capacità di investire in innovazione e ricerca, il sistema produttivo, di conseguenza, rimane ancorato al vecchio modello produttivo, non brevettare significa essere condannati al passato, che una volta consumato tutto non rimarrà più nulla”.

“L’Abruzzo – conclude D’Alessandro – registra le peggiori performance in Italia sulle partite vitali per la ripresa e la ripartenza, per esempio siamo ultimi nella capacità di riceve investimenti diretti dall’estero in Abruzzo. Siamo al diciassettesimo posto sulla produttivà. Chiodi e la maggioranza continuano a fare finta di nulla, a negare gli effetti della crisi in Abruzzo”.