L’AQUILA – Timidi segnali di ripresa dell’economia abruzzese dopo la pesante recessione degli ultimi due anni.
A fronte di una lieve ripresa complessiva, è il dato sull’occupazione giovanile a destare maggiori preoccupazioni: nella fascia compresa tra i 15 e i 24 anni nel 2010 la disoccupazione si è attestata al 29,5, mentre nel 2008 il dato era fermo al 20 per cento.
Inoltre la cassintegrazione, straordinaria e o in deroga. In generale il tasso di disoccupazione abruzzese è aumentato, collocandosi all’8,8 per cento, un livello superiore alla media nazionale.
Continua a pesare dunque la recessione, penalizzando soprattutto le categorie di lavoratori più deboli.
È la fotografia scattata questa mattina all’Aquila dalla Banca d’Italia durante la presentazione del rapporto “L’Economia dell’Abruzzo” nell’auditorium del Rettorato dell’ateneo alla Reiss Romoli.
A segnare il passo, come ha dichiarato è anche il settore edilizio, nonostante gli interventi post sisma: “C’è troppa burocrazia, la ricostruzione è ferma” ha dichiarato il presidente dell’Ance dell’Aquila, Gianni Frattale. Un capitolo del rapporto è dedicato interamente alla ricostruzione post terremoto. Per la rinascita del centro storico sono previsti almeno otto miliardi di euro
“Alcuni segnali di ripresa ci sono – conferma Luigi Bettoni, responsabile della filiale aquilana della Banca d’Italia – Anche solo alcuni settori, come il commercio, iniziano a vedere la luce in fondo al tunnel. Il dato positivo riguarda le imprese medio grandi, nelle quali registriamo un trend positivo grazie agli investimenti effettuati sulle nuove tecnologie e l’innovazione. Dati meno buoni giungono dalle aziende medio piccole, in particolare quelle operanti nel ‘made in Italy’,che hanno continuato a risentire degli effetti della recessione, cercando soprattutto di ridurre i costi”.
Uno sviluppo a macchia di leopardo, insomma, caratterizzato dall’aumento delle esportazioni (+18,8 per cento) dove la locomotiva è rappresentata dal settore dei mezzi di trasporto, che da solo copre l’80 per cento dell’incremento complessivo nell’export; i livelli, seppur incoraggianti, rimangono comunque inferiori rispetto a quelli registrati prima della recessione.
A livello provinciale c’é una ripresa da parte del chietino per quanto riguarda il trasporto su gomma, nell’aquilano dovuto alla ricostruzione mentre Pescara e Teramo sono stabili.
“Dall’avvio della ripresa, nell’estate di due anni fa – ha continuato Bettoni – l’economia italiana ha recuperato soltanto 2 dei 7 punti percentuali di prodotto persi in precedenza. In Abruzzo, alla flessione della domanda causata dalla crisi si sono associati gli effetti del terremoto che ha colpito nel 2009 L’Aquila e le zone limitrofe. Ne è seguita una caduta del Pil che nel complesso del biennio 2008-2009 è risultata superiore al calo, pure eccezionalmente ampio, registrato a livello nazionale. L’Abruzzo, ancor più del complesso del Paese, ha sperimentato anche prima della crisi internazionale una fase di prolungato ristagno della crescita”.
L’attività produttiva ha ristagnato: all’impulso espansivo derivante dalla ricostruzione dopo il terremoto si contrappongono un ulteriore calo degli appalti pubblici e degli arrivi di provenienza estera.
Le esportazioni sono aumentati grazie alla crescita della domanda interna.
In Abruzzo, inoltre, crescono i finanziamenti bancari con un aumento di prestiti alla clientela (+1,1) nel 2010 rispetto al -0,5 per cento del 2009. Il credito alle famiglie consumatrici è cresciuto al 4,6per cento e la ripresa de prestiti, aumentati del 6,3 per cento si è avuta per l’acquisto di abitazioni.
In aumento nel 2010 il flusso delle nuove sofferenze bancarie in rapporto ai prestiti al settore produttivo (dal 2,9 al 4,4 per cento; rispetto al 2,5 per cento in Italia) e la frequenza con cui le posizioni creditizie transitano verso stati di deterioramento progressivamente più gravi.
A parlare della controversa situazione economica abruzzese, a margine del convegno “L’economia dell’Abruzzo” è stato anche il presidente della Camera di Commercio della provincia dell’Aquila, Lorenzo Santilli. “Le luci e le ombre – ha detto – dipendono dai settori di appartenenza, per esempio l’export tira in tutti i territori con risultati all’incontrario sulle varie province”.
“All’Aquila – ha proseguito – la ripresa è dovuto agli effetti sulle imprese del dopo sisma, per quanto riguarda il futuro la prossima settimana presenteremo il rapporto sulla congiuntura trimestrale, i dati sono confortanti sull’export e sul manifatturiero c’é una leggera ripresa conseguenza di quanto accaduto nei precedenti periodi”.
CASTIGLIONE: “DATI CONFROTANTI”
L’AQUILA – “Dopo i confortanti dati sull’export abruzzese del primo trimestre 2011, resi noti nella giornata di ieri, il vice presidente della Regione ed assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, accoglie postivamente anche l’autorevole valutazione di oggi di Bankitalia sull’andamento 2010 dell’economia regionale.
“E’ importante sottolineare – ha dichiarato Castiglione – che la ripresa, seppur limitata ad alcuni comparti, ci sia stata e continui a dispiegare i suoi effetti. Nella relazione della Banca d’Italia – ha aggiunto – emerge che fatturato e produzione in Abruzzo sono tornati ad avere un segno positivo grazie soprattutto al forte traino del’export. E’ ovvio che le piccole e medie imprese abbiano registrato una crescita più modesta rispetto a quelle di grandi dimensioni ma il dato importante è che la capacità innovativa delle imprese, strettamente collegata ai risultati, è aumentata in misura considerevole ed è questo il valore che poi fa la differenza”.
Castiglione, inoltre, non nega che “il numero degli occupati stenti ancora a salire ma, a lungo andare, l’aumento della produzione produrrà necessariamente effetti positivi anche in questo ambito”. Ancora il vice presidente.
“E’ un dato di fatto – ha messo in evidenza Castiglione – che le banche abbiamo, nel frattempo, incrementato il volume degli investimenti sul territorio attraverso interessanti quote di finanziamento ai privati. Circostanza che fa ben sperare per un rilancio più compiuto dell’intera economia regionale anche alla luce delle azioni che la Giunta Chiodi ha avviato da tempo attraverso il rafforzamento del sistema dei consorzi fidi, il superamento dei consorzi industriali, la valorizzazione dei poli di innovazione, del mondo della ricerca e dei servizi”.
“Tuttavia, – ha concluso – va dato atto anche alle stesse imprese di aver adottato, in risposta alla crisi, strategie di miglioramento qualitativo indirizzando risorse importanti verso settori finora non molto tenuti in considerazione”.
FRATTALE, ANCE: “TROPPA BUROCRAZIA, RICOSTRUZIONE FERMA”
L’AQUILA – “La ricostruzione è in una fase di stallo, di pericolosa paralisi, la cassa integrazione guadagni è raddoppiata negli ultimi due mesi. Chiediamo che siano sburocratizzate le procedure, che siano quindi velocizzate le pratiche e che siano approvati a progetti già depositati in modo veloce con i fatti non con le chiacchiere”.
Lo ha detto il presidente dell’associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila, Gianni Frattale, a margine del convegno “L’economia dell’Abruzzo”, durante il quale la Banca d’Italia ha presentato il rapporto annuale sull’andamento economico abruzzese.
“Sbloccare la situazione – ha spiegato – significa far partire 700-800 cantieri, il che vuol dire 14 mila unità lavorative e quindi considerando al mattino 14 mila caffé, 14 mila pranzi e 14 mila soggiorni tutta l’economia del territorio ripartirebbe così come l’occupazione e la salute delle stesse imprese”.
Secondo Frattale “la ricostruzione non è ancora partita per una serie di cause, una delle quali rappresentata dalla questione delle macerie che è stata sbloccata due giorni fa con l’autorizzazione al trasporto da parte dei privati. Questa situazione ha bloccato anche la ristrutturazione di case B e C che poteva essere già terminata”.
“I ritardi sono da ascriversi anche ad alcune decisioni prese strada facendo e che hanno creato dei dubbi sui procedimenti autorizzativi ed anche per il braccio di ferro in atto – ha concluso – con gli ordini professionali”.
SANTILLI, CONFCOMMERCIO: “EXPORT TIRA IN TUTTI I TERRITORI”
L’AQUILA – “Le luci e le ombre dipendono dai settori di appartenenza, ad esempio l’export tira in tutti i territori con risultati all’incontrario sulle varie province”. Lo ha detto il presidente della Camera di Commercio della provincia dell’Aquila, Lorenzo Santilli, a margine del convegno “L’economia dell’Abruzzo” nel quale è stato presentato il Rapporto sull’andamento economico dell’Abruzzo prodotto dalla Banca d’Italia.
“All’Aquila – ha spiegato – la ripresa è dovuto agli effetti sulle imprese del dopo sisma, per quanto riguarda il futuro la prossima settimana presenteremo il rapporto sulla congiuntura trimestrale, i dati sono confortanti sull’export e sul manifatturiero c’é una leggera ripresa conseguenza di quanto accaduto nei precedenti periodi”.
8 MILIARDI PER LA RICOSTRUZIONE IN CENTRO
L’AQUILA – Nel rapporto un capitolo è dedicato all’avvio della ricostruzione nell’area interessata dal sisma del 6 aprile 2009.
Su un totale di 71mila edifici privati situati all’interno dell’area colpita, il 15,9 per cento dei fabbricati è stato dichiarato temporaneamente o parzialmente inagibile (classificazione ‘B’ e ‘C’) e il 32,1per cento è risultato del tutto inagibile (classificazione ‘e’).
A fine 2010 sono state oltre 12mila le richieste di indennizzo presentate, di cui 9.200 hanno riguardato gli edifici classificati ‘B’ e ‘C’, mentre le domande per le abitazioni classificate ‘E’ sono di poco superiori a 2.900.
Risultavano evase circa 9.600 domande, di cui 760 circa relative a edifici classificati ‘E’.
A beneficiare di circa 700 milioni di euro di indennizzi erogati per la ricostruzione sono state un gran numero di piccole imprese aventi sede in regione.
Per la ricostruzione del centro storico del capoluogo le stime della Struttura tecnica di missione si attestano sui 4 miliardi di euro, più 4,2 miliardi per gli investimenti sulla parte rimanente degli edifici inagibili.
Per gli interventi di recupero dei centri storici un il decreto numero 24 del 2010 ha stanziato circa 118 milioni di euro, destinati alla riparazione di edifici pubblici e di interesse pubblico nel centro storico aquilano e una serie di opere di urbanizzazione.
È risultato pari a circa 48 milioni di euro, all’inizio del 2011, l’importo degli appalti rivolti alla sistemazione di edifici pubblici.






