L’AQUILA – È morto Franco Marini, sindacalista, ex ministro del Lavoro ed ex presidente del Senato. Aveva 87 anni. A inizio gennaio era stato ricoverato all’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti per Covid-19, per poi essere dimesso a fine mese con “completa guarigione del quadro respiratorio e discrete condizioni generali del paziente”.

Nato a San Pio delle Camere, comune della provincia dell’Aquila, legatissimo all’Abruzzo, è stato segretario generale della Cisl, presidente del Senato, ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, segretario del Partito Popolare Italiano e parlamentare europeo. Eletto senatore alle elezioni politiche del 2006, fu scelto come candidato alla presidenza del Senato, sfidante dell’altro candidato espresso dalla Casa delle Libertà, il senatore a vita Giulio Andreotti.

Il 29 aprile 2006, con 165 voti, Marini è diventato presidente del Senato della Repubblica Italiana, e nel suo discorso di insediamento volle richiamare i suoi colleghi all’unità dichiarando: “Sarò il presidente di tutti voi con grande attenzione e rispetto per le prerogative della maggioranza e per quelle dell’opposizione come deve essere in una vera democrazia bipolare, che io credo di aver modestamente contribuito, anche con il mio apporto, a realizzare nel nostro Paese”.

Il 21 febbraio del 2007, dopo le dimissioni del governo guidato da Romano Prodi, era stato indicato come possibile nuovo Presidente del Consiglio di un eventuale governo tecnico. Tuttavia, pochi giorni dopo il governo Prodi si ripresentò alle camere incassando nuovamente la fiducia. Il 30 gennaio 2008 dopo la caduta del governo Prodi, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, gli conferì un mandato esplorativo per formare un governo, Marini accettò ma dopo quattro giorni rimise l’incarico nelle mani del Capo dello Stato.

A dare l’annuncio, su Twitter, Pierluigi Castagnetti. “Ci ha lasciato Franco Marini. Uomo integro, forte e fedele a un grande ideale: la libertà come presupposto della democrazia e della giustizia. Quella vera”.

“L’Abruzzo perde una delle sue figure più autorevoli e rispettate. A nome mio e della giunta regionale esprimo il cordoglio per la scomparsa di Franco Marini, politico e sindacalista che ha svolto la sua attività raggiungendo i massimi livelli istituzionali prestando sempre particolare attenzione alla sua terra d’origine”, ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

San Pio delle Camere è in lutto, l’amministrazione  ha proclamato il lutto cittadino.

“E’ stato per noi una persona straordinaria, sempre presente, e un politico di primissimo ordine che non ha mai dimenticato la sua terra nonostante gli altissimi incarichi. Il nostro paese sicuramente lo ricorderà con il cuore e con celebrazioni”.

E’ il pensiero del sindaco di San Pio delle Camere (L’Aquila), Pio Feneziani, sulla scomparsa “inaspettata e molto dolorosa” del celebre compaesano Franco Marini.

“La notizia ci ha colto all’improvviso, l’ho appreso dalla Tv, nella mia mente scorrono 40 anni di ricordi in virtù di una amicizia sincera – spiega il primo cittadino  -, sono stato vicino a Franco fin dai tempi in cui ha lasciato il sindacato per entrare in politica, anche se lui ha optato per il centrosinistra ed io per il centrodestra. Tra di noi c’è stato un rapporto personale ed umano che ci portava ad avere una interlocuzione politica ma anche a fare camminate, mangiare una pizza e vedersi al bar”.

Feneziani ricorda che a San Pio della Camere Marini era venuto l’ultima volta per le feste di Natale e fine anno del 2019: “poi con il covid non lo abbiamo più visto, non so se è venuto a fare visita al cimitero dove riposa la moglie, l’ho sentito alcune volte al telefono, sulle sue condizioni ci informava il cugino Leonello”.

“Era uscito dal covid ma evidentemente il suo fisico era stato indebolito –  continua il primo cittadino -. Fino alla fine comunque è stato lucido, come lo abbiamo conosciuto quando ci vedevamo dal vivo. E’ stato per noi un punto di riferimento, sempre legato alla sua terra, ricordo che nel 2018 è venuto per essere presente alla inaugurazione della sede comunale ristrutturata dopo i danni del terremoto”.

Il sindaco rivela che “Marini, persona molto intelligente, aveva elaborato anche la delusione per la sconfitta nella corsa alla presidenza della Repubblica nel 2015, tanto che a volte uscivano fuori anche delle battute su quel passaggio storico”. Secondo quanto si è appreso, Marini sarà sepolto nel cimitero di San Pio delle Camere accanto alla moglie.

Commenta anche l’ex sindaco, Gianni Costantini: “Ha fatto tanto per la nostra nazione ma non si è mai dimenticato della sua terra. Anche con i suoi alti incarichi è stato sempre presente, non dimenticandosi mai della sua gente. Eravamo amici anche fuori dalla politica, mi dispiace molto ma questa è la vita”.

“Da mesi non si vedeva per via delle condizioni di salute non buone – spiega ancora -, l’ho sentito al telefono, era sempre molto lucido – dice ancora Costantini, per molti anni sindaco del piccolo centro aquilano che ha dato i natali all’ex presidente del Senato, elezione che Marini ha voluto festeggiare con un grande evento con i suoi paesani e con gli abitati del territorio. Costantini ha appreso della morte di Marini dal cugino Leonello.

D’ALESSANDRO, “AMAREZZA MANCATA ELEZIONE A PRESIDENTE REPUBBLICA, PER IMPAZZIMENTO PD”

“Con la scomparsa di Franco Marini l’Abruzzo si è svegliato più solo, è stato  punto di riferimento per tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Ma in questo triste giorno non si può non dimenticare il mancato appuntamento con la storia, rappresentato dalla sua non elezione a presidente della Repubblica, non votato dall’allora senatrice del Partito Democratico, Stefania Pezzopane, e a causa dell’impazzimento del Pd, che ha ceduto per la prima volta e fatalmente davanti al populismo”.

A parlare, nell’intervista streaming di Abruzzoweb, è il deputato chietino di Italia Viva, Camillo D’Alessandro, per il quale Marini  è stato padre politico, essendo stato tra i fondatori del Partito popolare, poi della Margherita e infine del Pd, leader e padre nobile di quella corrente post-democristiana e moderata a cui apparteneva anche D’Alessandro prima del passaggio dal Pd alla formazione politica di Matteo Renzi.

Ma D’Alessandro è stato anche tra gli elettori del presidente della Repubblica nell’aprile 2013, come rappresentante della Regione Abruzzo, in qualità di esponente dell’opposizione di centrosinistra, assieme al presidente della Regione di centrodestra Gianni Chiodi e dell’assessore Paolo Gatti, entrambi di Forza Italia.

Fu proprio Marini ad essere stato indicato come candidato alla presidenza della Repubblica da parte del Pd, del Pdl, dalla Lega Nord, da Fratelli d’Italia, dai centristi e altre formazioni minori.

Tuttavia alla prima votazione Marini non riuscì a raggiungere il quorum richiesto di 672 voti, fermandosi a 521. Dopo quella di Marini è fallita anche l’elezione dell’ex premier Romano Prodi, e alla fine i partiti si accordarono per il Giorgio Napolitano bis.

Ricorda dunque D’Alessandro: “ci fu un impazzimento della politica, in particolare del Partito democratico, che non solo ha ‘bruciato’ Franco Marini, ma poi successivamente anche un altro padre del centrosinistra, Romano Prodi, per arrivare infine al Napolitano bis. Per me che ho sostenuto con forza Marini, quei giorni sono stati giorni amari, non solo per la sua mancata elezione, ma perché  la politica perse nei confronti del populismo, che urlava fuori dal palazzo il nome di Stefano Rodotà, sostento in particolare dal Movimento 5 stelle, con cui si contava di fare una alleanza, ipotesi poi miseramente naufragata. E la responsabilità di questa disfatta è stata in primis dell’allora segretario Pierluigi Bersani, incapace di mantenere la barra dritta su Marini, che alla prima votazione prese talmente tanti voti, che se si fosse andati avanti fino alla quarta votazione sarebbe stato eletto senz’altro presidente della Repubblica”.

Ma soprattutto, incalza D’Alessandro, “ad ostacolare l’elezione a presidente della Repubblica di un abruzzese, per la prima volta della storia, una parte del Partito democratico emiliano-romagnola ed anche esponenti del Pd abruzzese”, con riferimento alla senatrice Stefania Pezzopane, ora deputata dem, che come lei stessa scrisse su twitter, “Ho votato Rodotà secondo la mia coscienza, non potevo tradire la mia gente, stima e rispetto per Marini, necessario cambiamento vero”.

Tanto che si scatenò un duro scontro a mezzo stampa tra Pezzopane e D’Alessandro, che arrivò ad accusare la senatrice di “aver votato contro l’Abruzzo” e di essersi “schierata anche contro le ragioni dell’Aquila e dei centri del cratere sismico. Oggi, che avevamo la possibilità di eleggere un Capo dello Stato abruzzese, tra l’altro della provincia dell’Aquila, la Senatrice Pezzopane ha scelto di non sostenere Franco Marini solo per una presunta questione di coscienza”.

Dopo otto anni dagli accadimenti e nel triste giorno della scomparsa di Marini, l’ora esponente di Italia viva ricorda anche che “ad onor del vero anche l’allora sindaco di Firenze, ora leader del mio partito, Matteo Renzi si era schierato contro Marini. Ma il suo è stato un legittimo punto di vista, era fuori dal palazzo. Quello che per me resta ancora oggi inaccettabile è che Marini non sia stato sostenuto dal segretario del Pd, che aveva in parlamento la più grande rappresentanza nella storia repubblicana, superiore a quella della Democrazia cristiana. Non è questo il giorno delle polemiche, già abbondantemente consumate allora, ma restando alla verità storica, è stato e resta per me incomprensibile che una parlamentare abruzzese, Stefania Pezzopane, non abbia sostenuto il primo abruzzese ad un passo dal diventare presidente della Repubblica”

LE REAZIONI

“La politica come passione e organizzazione, il mondo del lavoro la sua bussola, il calore nei rapporti umani. Ci mancherà Franco Marini – scrive in un tweet il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni -. Ha accompagnato i cattolici democratici nel nuovo secolo”.

“Una preghiera accompagni Franco Marini. Ricordo il suo impegno da parlamentare europeo nella comune casa del Ppe e le lunghe chiacchierate sulla politica italiana. Non la pensavamo sempre alla stessa maniera, ma era una gran persona”. E’ quanto scrive su Twitter il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani. “Ci mancherai Presidente Marini”, scrive su Twitter Debora Serracchiani del Pd.

Scrive l’ex presidente del Consiglio Enrico Letta: “Tanti pensieri, tanti ricordi. Un grande protagonista. Un grande amico”, scrive sui social. “Una preghiera accompagni Franco Marini. Ricordo il suo impegno da parlamentare europeo nella comune casa del Ppe e le lunghe chiacchierate sulla politica italiana. Non la pensavamo sempre alla stessa maniera, ma era una gran persona”.

“Mi mancherà Franco Marini, combattente e appassionato. Sempre a difesa della democrazia e dei diritti dei lavoratori”, il saluto su Twitter del ministro della Salute, Roberto Speranza.

“La sua battaglia per l’equità sociale, durata una vita intera, dovrà essere monito per tutte le classi dirigenti. Il legame con la sua terra e le sue origini ci restituiscono il senso di una abruzzesità vera e profonda, quasi iconografica: uno stimolo per tutti a tenere sempre in estrema considerazione la tutela della nostra regione”, ha detto l’assessore regionale di Fdi, Guido Liris

Scompare con Franco Marini un grande italiano e un grande abruzzese. Uomo appassionato, mediatore dalla schiena dritta, ha sempre anteposto le ragioni della politica alle sue sorti personali. Ha onorato il mondo sindacale e quello delle istituzioni con un’energia e una generosità rare a quel tempo e ancor più in quello presente, così liquido che di una persona della sua umanità si avvertirà ancora di più l’assenza”, ha dichiarato il senatore Gaetano Quagliariello, di ‘Idea-Cambiamo’.

“Se ne va punto riferimento cattolici-democratici. Franco Marini ci ha lasciato. Con la sua scomparsa perdiamo un punto di riferimento della politica italiana nel periodo più difficile per i cattolici democratici in politica – ha affermato Camillo D’Alessandro, deputato di Italia Viva -. È stato un uomo di battaglia, di saggezza, di equilibrio per il mondo della politica e del lavoro.Ha formato e avviato alla politica e al sindacato tanti giovani ora diventati classe dirigente. Marini ha fatto la storia, e l’Abruzzo perde uno dei suoi figli più illustri”.

“L’Abruzzo dice addio a una figura che ha segnato profondamente la sua storia. Legatissimo alla sua terra, Franco Marini è stato un esempio di determinazione, lealtà, rispetto delle istituzioni – ha aggiunto il coordinatore della Lega Abruzzo Luigi D’Eramo -. Ho appreso della sua morte con dolore, di certo la regione e il Paese perdono un uomo forte, fedele all’ideale di democrazia e giustizia sociale che ha declinato nella sua sconfinata esperienza politica e sindacale. Un vero esempio. Alla famiglia giungano i miei sentimenti di vicinanza e cordoglio”.

Il segretario regionale del Pd Michele Fina ha sottolineato: “L’intera comunità del Partito Democratico abruzzese esprime il più profondo cordoglio e si stringe intorno ai cari e ai tanti amici di Franco Marini. Se ne va un padre, un maestro, un amico. Franco Marini è stato un pilastro della Repubblica italiana, un gigante del mondo del lavoro e un grande erede del cattolicesimo democratico. Ed è stato un grande abruzzese perché in ogni ruolo che ha svolto non ha mai dimenticato la sua terra. Dei tanti episodi che ho avuto la fortuna di ascoltare da lui, nei mille incontri che abbiamo avuto, ricordo il racconto dei primi anni da sindacalista in Marsica, territorio che attraversava in bici in lungo e largo per raggiungere i luoghi di lavoro e di lotta. La voce, i consigli severi e la saggezza di Franco Marini ci mancheranno in modo insostituibile. Di certo sarebbe stato un grande Presidente della Repubblica. Ciao Franco”.

“Ci ha lasciato uno dei grandi protagonisti del sindacato e della politica degli ultimi 40 anni. Uno degli artefici della nascita dell’Ulivo e del centrosinistra, quando con coraggio impedì che il Ppi scivolasse a destra. Io perdo un Maestro, un Padre, un Amico”, ha dichiarato Dario Franceschini dopo la notizia della morte di Franco Marini.

“Ci ha lasciato Franco Marini”. Così sui social Pierluigi Castagnetti. “Già presidente del Senato, ministro del Lavoro, segretario generale Cisl e segretario generale Ppi. Uomo integro – ha scritto Castagnetti -, forte e fedele a un grande ideale: la libertà come presupposto della democrazia e della giustizia. Quella vera”.

“Il mio cordoglio per la scomparsa di Franco Marini, un uomo delle istituzioni. Grande protagonista nella politica e nel sindacato. Ai suoi cari va la vicinanza mia e di Montecitorio”. Così su Twitter il presidente della Camera, Roberto Fico.

“Oggi piangiamo la scomparsa di Franco Marini, politico e sindacalista di spessore, uomo di indiscussa integrità morale. Presidente del Senato e Ministro, è stato un importante protagonista della nostra storia repubblicana. L’Italia ricorderà il suo prezioso contributo, nei ruoli politici e istituzionali, sui temi del lavoro e sul rafforzamento della democrazia parlamentare. Ai familiari giunga il mio cordoglio e quello del Senato della Repubblica”, ha dichiarato il presidente del Senato Elisabetta Casellati.

“Con Marini scompare un grande abruzzese, un nome che ha fatto storia per essere stato a servizio del sindacato, della politica e dello Stato nella sua lunga parabola professionale e personale. Per quanti in questi anni sono cresciuti facendo politica e amministrando la cosa pubblica, è stato un interlocutore prezioso e un riferimento importante, sempre disponibile e attento. Perdiamo un esponente di primissimo piano di una classe prestigiosa di dirigenti e di maestri. Il suo Abruzzo, sia quello delle origini in cui amava tornare, che quello della politica e dell’impegno civile, gli deve molto”, ha detto il capogruppo regionale dle Pd Silvio Paolucci.

“Franco Marini è stato uno splendido esempio di bella politica. E tutti noi che l’abbiamo conosciuto e l’abbiamo avuto al nostro fianco dobbiamo esserne orgogliosi. Era appassionato e rigoroso, onesto e intransigente, autorevole e semplice al tempo stesso. Un punto di riferimento sempre: dalle aule del Senato all’amore per la sua terra, dalle lotte sindacali agli incontri con gli alpini. Ha vissuto intensamente e ha segnato la storia nazionale. La sua saggezza ci mancherà. E noi dovremo cercare di portarne avanti l’eredità”, ha aggiunto il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci.

“Perdiamo un amico, un uomo delle istituzioni e un politico di grande saggezza. Molto triste per la scomparsa di Franco Marini”. Così Sandro Gozi (Renew Europe) su Twitter.

Gli alpini abruzzesi lo piangono, perchè “Franco Marini era l’Alpino abruzzese con la A maiuscola”. Lo ha ricordato con affetto Pietro D’Alfonso, il presidente della Sezione Abruzzo dell’Ana, perchè “nessuno di noi si può dimenticare che appena poteva scappava da noi, ex alpino semplice, col cappello con la penna sotto al braccio che si infilava sulla testa alla prima occasione. Anche da presidente del Senato, da solo, prendeva la macchina e si presentava ai nostri incontri. Era iscritto alla sezione di Barisciano, lui che era nato a Sa. Pio delle Camere – ha proseguito Di Pietro – direi che è nella storia vera dell’alpinità abruzzese: anche il suo passo era da alpino, cadenzato, lento ma sicuro, come se ogni volta mettesse il piede su una roccia pericolosa”. Quanto il Marini politico e sindacalista era vicino all’Alpino Marini Franco? “Lui anche da alpino si sforzava di far capire che bisognava sempre stare dalla parte di chi era in difficoltà, vicino agli altri, e lo diceva sempre, tra un canto e un bicchiere di birra nei nostri raduni. E diceva sempre che bisognava far tornare la naja negli alpini, era d’accordo con la proposta del servizio militare di leva accorciato. E’ un dolore per noi, ci rappresentava davvero”.

“È con dolore che apprendiamo la notizia della scomparsa di Franco Marini. Da segretario della Cisl, del Partito Popolare, come da ministro della Repubblica e da Presidente del Senato, Marini è stato in grado di coniugare la forte passione che investiva nei suoi mandati con un altrettanto saldo rispetto dell’avversario, anche negli scontri più aspri”. Lo ha detto la presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi, che aggiunge: “Se ne è andato l’uomo, ma il segno del suo agire resterà nella mondo del lavoro, della politica e nelle istituzioni”.

“Se ne è andato un amico caro. Il sindacato è stato parte fondamentale della nostra vita politica. Negli anni del grande protagonismo sociale siamo stati su posizioni opposte ma con la stessa passione, con lo stesso impegno, sempre dalla parte dei lavoratori e sempre legati da un’amicizia che è durata fino ad oggi”. Lo ha affermato Fausto Bertinotti, ex presidente della Camera. “Franco è stato un politico forte, determinato e coraggioso e il suo impegno nel cattolicesimo politico-sociale è stato da lui vissuto sempre per il popolo e per il bene del paese. Ciao Franco”, ha concluso.

“Apprendo con dolore della scomparsa di Franco Marini con cui ho condiviso una parte importante della mia vita politica. Mi stringo alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene”. Così l’ex premier Romano Prodi ha ricordato l’ex presidente del Senato.

“Era andato via giovanissimo dalla sua terra amatissima, da San Pio delle Camere in Provincia dell’Aquila per cercare lavoro e futuro nella capitale. La sua intelligenza e la sua tenacia lo hanno portato a successi e traguardi incredibili. Sindacalista ha lottato per i diritti dei lavoratori e da parlamentare, ministro del lavoro e Presidente del senato è sempre stato un promotore di modernità e di libertà. Non ha mai dimenticato la sua terra, a cui era legato da una forza antica. Vicino ai lavoratori e agli amministratori, orgoglioso alpino sempre in marcia per le strade d’Abruzzo. Lui guardava sempre oltre, giovane nei suoi 87 anni. Avevo gioito perché aveva superato anche il Covid ed ora piango invece la sua perdita. Addio, caro Franco, riposa in pace tra gli angeli. Qui noi tutti ti vogliamo un gran bene e serberemo un ricordo perenne dei tuoi insegnamenti”. Lo ha detto Stefania Pezzopane, deputata del Pd.

Anche il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, esprime il suo personale cordoglio per la scomparsa del presidente Franco Marini e la sua vicinanza a tutti i familiari. “Il territorio aquilano perde una figura esemplare, autentico riferimento negli anni, per passione e competenza, della scena politica e sindacale nazionale, che ha vissuto da protagonista senza mai perdere la continua e affettuosa attenzione per la sua terra d’origine”, ha scritto in una nota.

“Ho incontrato il presidente, Franco Marini, circa due anni fa durante un incontro promosso a Navelli, e in quell’occasione abbiamo parlato a lungo del ruolo delle province e le problematiche legate alla riforma Delrio ma abbiamo altresì affrontato le difficoltà della crisi economica e il rilancio delle aree interne. Conservo il ricordo di una persona profondamente legata al proprio territorio e a questa provincia con tante idee e progetti da realizzare. L’Abruzzo e la Provincia dell’Aquila perde una delle figure più rappresentative del panorama politico nazionale e internazionale ma lascia anche insegnamenti e un’eredità importante da tramandare alle future generazioni”, ha sottolineato il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, esprimendo il proprio cordoglio in una nota a firma di tutto il consiglio provinciale.

“Scompare con Franco Marini un grande uomo, forse l’ultimo di una generazione che sapeva cosa sia la politica e cosa siano le istituzioni – ha proseguito Mimmo Srour, coordinatore regionale di ‘Idea-Cambiamo’-. Protagonista della vita pubblica – prosegue -, prima nel sindacato, poi in un impegno che lo ha portato ai vertici dello Stato con una traiettoria altalenante tra riconoscimenti ricevuti e amarezze subìte, vissuti gli uni e le altre conservando la medesima passione. Non ha mai dimenticato il suo essere abruzzese, non ha mai reciso il legame con il territorio e le sue tradizioni che ha trasfuso in maniera così pregnante nella dimensione nazionale da essere uno dei pochi statisti dei quali in ogni angolo d’Italia sia nota la provenienza geografica. Uomini come lui mancheranno, oggi più che mai. Per la sua scomparsa – conclude Srour – esprimo il cordoglio mio personale e di ‘Idea-Cambiamo’ Abruzzo, e vicinanza ai suoi familiari”.

Parole di cordoglio anche da Daniele D’Angelo, consigliere di ‘Cambiamo’ al Comune dell’Aquila: “Il presidente Franco Marini – ha dichiarto D’Angelo – è stato e continuerà ad essere per le generazioni più giovani un esempio di passione politica, di senso istituzionale e di attaccamento al territorio. La dimostrazione di come si possa raggiungere posizioni di vertice senza dimenticare le proprie radici. Cordoglio e vicinanza ai suoi familiari”.

“Con Franco Marini scompare un protagonista della vita democratica, delle istituzioni, del mondo del lavoro. Ne ho sempre ammirato la determinazione, la tempra ma anche il buon senso e l’equilibrio manifestato in ogni circostanza. Pur militando in un campo diverso dal nostro non l’ho mai considerato davvero un avversario, quanto piuttosto un interlocutore con il quale ragionare in modo costruttivo nell’interesse generale del Paese. Mentre l’Italia attraversa un momento così difficile, proprio a causa della tragica malattia della quale lo stesso Marini è stato vittima, un momento che richiede l’unità della Nazione e il concorso delle migliori energie del Paese, mancheranno il suo equilibrio, il suo senso delle istituzioni, la sua passione politica lucida e priva di faziosità”, ha scritto in una nota Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia.

“Non dimenticherò mai la frase che Franco Marini disse al suo collaboratore andando via da Atreju: ‘Guardali, loro sono l’ultimo movimento giovanile rimasto. C’è molto da imparare qui dentro’. Un pensiero commosso per la scomparsa di Franco Marini da me e da Fratelli d’Italia. Se ne va un uomo che dedicato la sua vita alla politica e alla difesa dei lavoratori”. Lo ha affermato il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

“Il senatore Franco Marini ha indubbiamente rappresentato la voce dell’Abruzzo in una importante stagione politica che è stata quella del ‘fare’. Dal sindacato ai ruoli di Governo, così come di partito, ha fatto sentire la propria presenza autorevole, senza mai negare il confronto e il dialogo, anche con i propri avversari politici, mai nemici, ma interlocutori di parte contrapposta. Pensavamo avesse superato la crisi del Covid-19, che lo aveva colpito a inizio gennaio, e mai avremmo pensato che quella drammatica pandemia che ormai ci affligge da un anno potesse sconfiggere la sua forza da leone. A nome mio personale e di tutto il Consiglio regionale esprimo il cordoglio e la vicinanza alla famiglia e agli amici più cari. Della sua figura, che ha avuto un ruolo importante in Abruzzo come nella storia politica del nostro Paese, resteranno indelebili i ricordi di franchezza e autorevolezza. Sui problemi del Paese, da amministratore nelle più alte cariche dello Stato e da sindacalista, aveva uno sguardo concreto, disincantato, ma mai disilluso, una visione che gli ha permesso di coltivare passioni e sogni, di pensare sempre in grande e di immaginare, di prefigurare. Ed è questa forse l’eredità più importante che lascia ai suoi abruzzesi, quella comunità alla quale ha sempre sentito di appartenere sebbene la vita familiare lo abbia condotto a vivere, studiare e lavorare a Rieti, ma l’Abruzzo era sicuramente il suo cuore”. È il commento del presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri sulla scomparsa odierna del senatore Marini.

“Apprendo con profondo cordoglio della scomparsa di Franco Marini. Abruzzese, sindacalista e politico, protagonista indiscusso della vita istituzionale italiana. Sempre attento ai diritti dei lavoratori e delle categorie più deboli della società civile. Per 40 anni è stato al centro della scena politica nazionale, raggiungendo l’onore ed il prestigio di essere eletto Presidente del Senato – seconda carica dello Stato – sfiorando il meritato traguardo della Presidenza della Repubblica, che avrebbe coronato la sua carriera pubblica. Franco ci mancherà. Mancherà la sua attenzione per la nostra regione, la terra che lui ha amato e che non lo dimenticherà”, ha detto invece il vice presidente del Consiglio regionale Roberto Santangelo.

“La scomparsa di Franco Marini è fonte di profondo dolore e commozione. Se ne è andato un uomo al quale il nostro Paese deve molto”. A dirlo è il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini. “Franco era un combattente per i diritti dei lavoratori e sociali, e una personalità politica con un altissimo senso delle istituzioni. Durante il suo lungo percorso prima sindacale e poi politico, è stato capace di trasmettere i suoi solidi valori democratici e di solidarietà, riuscendo a parlare ai lavoratori e agli ultimi così come a tutta la classe dirigente del Paese, comunicando sempre quella elevata dimensione etica che ha caratterizzato tutto il suo impegno pubblico”. Il commissario ha ricordato come Marini sia stato “protagonista delle fasi di passaggio più complesse della storia repubblicana degli ultimi decenni, che ha saputo affrontare con grande lucidità, coerenza e lungimiranza”. “Lo ricordo con grandissimo affetto, gratitudine e amicizia: non dimenticherò mai i suoi consigli e insegnamenti negli anni difficili della sua presidenza del Senato, nella condivisione quotidiana del lavoro parlamentare e nell’impegno incessante per il nostro amato Abruzzo, alle cui sorti ha dedicato molte delle sue energie. Grazie Franco, ci mancheranno la tua grande umanità e saggezza”, ha concluso Legnini.

“La scomparsa di Franco Marini, al quale sono stato legato per anni da stima e amicizia, e la cui collaborazione ho avuto modo di apprezzare durante il mio mandato di presidente della Repubblica, mi addolora profondamente. Va ricordato il suo lungo impegno ai vertici del sindacato, e la successiva attività politica nella Democrazia Cristiana prima, nel Partito Popolare e da ultimo nel Partito Democratico. Di grande spessore è stato il suo contributo fattivo ai lavori parlamentari, e in particolare al Senato, di cui è stato autorevole presidente. Con questo spirito partecipo al cordoglio dei famigliari e di chi lo ha conosciuto e stimato”. Sono le parole del messaggio di condoglianze del presidente emerito Giorgio Napolitano.

“Appresa la notizia della scomparsa del Sen. Franco Marini esprimo il mio cordoglio per la perdita di un illustre ed importante protagonista della storia della Repubblica Italiana, già Presidente del Senato e Ministro, abruzzese ma profondamente amante della terra reatina, ci lascia un personaggio politico e delle istituzioni ma soprattutto un membro della nostra comunità, che le mie più sentite condoglianze arrivino alla famiglia e agli amici più cari”. Così in una nota il parlamentare reatino di FdI, Paolo Trancassini.

“Franco Marini è stato un sindacalista tenace e un appassionato politico con una chiara visione del Paese. Un grande uomo delle Istituzioni, da ex presidente del Senato sempre prodigo di consigli. Un esempio di senso dello Stato”, ha invece scritto su Twitter il senatore Pietro Grasso (LeU).

“L’Aquila si unisce al cordoglio per la scomparsa di Franco Marini. Una persona per bene, ancor prima che uomo delle istituzioni, che nel corso della sua vita ha condotto importanti battaglie nel sindacato e ha ricoperto incarichi apicali in Parlamento e nel governo sino a raggiungere la carica di presidente del Senato. Se ne va un simbolo della politica del Paese, un figlio di questa terra che amava e di cui seguiva attentamente le vicende. Ai famigliari giungano le sincere condoglianze della municipalità e a nome mio personale”. Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.