PESCARA – Un’organizzazione criminale per il traffico di droga tra la Campania e l’Abruzzo, guidata da Salvatore Puccinelli, capo clan camorristico del rione Traiano di Napoli, è stata smantellata questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Pescara che stanno eseguendo una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 18 persone, 15 delle quali sono state prese mentre per il momento tre sono ancora da acciuffare.

Sono accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti.

Puccinelli, 55 anni, detto ‘Totore straccetta’, sottoposto dal 2009 al regime di sorveglianza speciale con obbligo di dimora a Montesilvano (Pescara), si era trasferito nella città adriatica con la moglie, Angela Savarese, 55 anni, e il figlio Ciro Puccinelli, 22 anni.

Per i carabinieri i tre avevano dato vita a un’associazione a delinquere, con tanto di capi e gregari, ognuno con i propri compiti e il proprio ruolo, finalizzata a commettere una serie indeterminata di delitti.

Provvedevano cioè al reperimento, alla detenzione, al trasporto continuativo e alla cessione costante di ingenti quantitativi di cocaina, in arrivo da Napoli, per venderla nelle province di Pescara e Teramo attraverso un sodalizio subordinato e strettamente collegato all’organizzazione.

L’operazione in corso è dei militari del Nucleo investigativo di Pescara insieme ai carabinieri di Napoli.

A disporre gli arresti è stato il gip dell’Aquila su richiesta della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila.

ROSSINI: ”PRONTI CONTRO MAFIOSI CHE SI TRASFERISCONO QUI PER SFRUTTARE L’ABRUZZO”

L’AQUILA – “Siamo allarmati a tutto. Pronti con le armi a tutto”.

Con toni molto duri il procuratore distrettuale antimafia dell’Aquila, Alfredo Rossini, torna a ribadire l’attenta vigilanza della procura contro “mafiosi che vengono e si stanno stabilendo all’Aquila, non con una struttura militare, ma per creare una situazione di sfruttamento delle conseguenze delle attività mafiose da altri posti”.

Il procuratore capo ha incontrato la stampa assieme al suo sostituto David Mancini e al comandante provinciale dei Carabinieri di Pescara, Marcello Galanzi, dopo l’arresto per un traffico di droga tra la Campania e l’Abruzzo di 15 persone (più tre ancora da prendere) tra cui il capo clan del “Rione Traiano”, Salvatore Puccinelli, noto come “Totore straccetta”.

Parlando dei gruppi di criminalità organizzata, Rossini ha ricordato che “loro cercano i posti dove è più facile lavorare. L’Abruzzo – ha aggiunto – era un posto ‘forte e gentile’, non immaginava che ci fossero tanti mafiosi in giro, però adesso glielo facciamo sapere e quindi staremo più attenti”.

Il procuratore ha anche rievocato i suoi allarmi lanciati all’indomani del sisma. “Quando finì per fortuna il terremoto – ha affermato – dicemmo adesso ci stiamo preoccupando per quelli che sono morti, ma domani ci dovremo preoccupare per le invasioni delle organizzazioni criminali che cercheranno di prendere questi quattro soldi, se questi quattro soldi verranno, che servivano per la povera gente che ha perso la casa. Purtroppo è stato così ed è così”.

Per Rossini l’operazione di oggi ha portato alla luce “un aspetto leggermente diverso, persone”

“Questa situazione di spostamento di mafiosi veri e propri che arrivano qui con altre finalità e si vogliono stabilire qui controllando economicamente il territorio ha bisogno di essere affrontata immediatamente e con rigore. Speriamo che con la dura opposizione delle forze dell’ordine se ne vadano a lavorare da qualche altra parte!”.

GLI ARRESTATI

Dei 18 ordini di custodia cautelare per traffico di stupefacenti, 15 sono stati portati a termine questa mattina dai carabinieri di Pescara mentre tre sono in corso di esecuzione

Dei quindici già arrestati, 9 sono residenti in Abruzzo e 6 in Campania.

In Abruzzo Salvatore Puccinelli (55 anni); Angela Savarese (55); Ciro Puccinelli (22); Rudy Apetino (29); Luca Sanna (36); Sergio Morelli (34); Giovanna Fatigati (39); Walter Adorante (39); Simone Neri (32).

In Campania: Antonio Cozzolino (46); Rosa Ciotola (42); Assunta Cozzolino (27); Antonino Forte (28); Francesco Pisa (35); Nunzia di Napoli (35).

I DETTAGLI DELLE INDAGINI

PESCARA – “Gli arresti di oggi – si legge in una nota a firma del colonnello Marcello Scocchera – sono la conclusione di una lunga indagine condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Pescara, realizzata attraverso innumerevoli servizi di appostamento, osservazione e intercettazioni, con il costante coordinamento della magistratura della Dda dell’Aquila”.

L’indagine è cominciata a seguito di un’attività investigativa dei carabinieri di Teramo che ha consentito di ricostruire e documentare come il gruppo operante in quella zona dell’Abruzzo fosse sottomesso a quello smantellato oggi. Anche su Teramo il capo indiscusso era Puccinelli, sostegnono i carabinieri.

Il napoletano deve scontare una pena definitiva con scadenza nel 2051 per una sentenza di condanna per il 416 bis, passata in giudicato ma la cui esecuzione è stata sospesa per le precarie condizioni di salute dei Puccinelli.

Durante le indagini sono stati eseguiti alcuni arresti tra cui quello di una latitante a Napoli e quelli di due persone fermate in flagranza di reato per spaccio di stupefacente, e altre persone sono state denunciate in stato di libertà.

Sono stati accertati e documentati circa 50 episodi di spaccio al dettaglio, nel periodo tra settembre 2009 e febbraio 2010, a carico di alcuni personaggi locali, ritenuti pedine terminali della “filiera”.

L’operazione di oggi, denominata “Neapolis”, pone un argine al tentativo di infiltrazione della malavita campana nella provincia abruzzese, commentano i carabinieri, in particolare per quanto riguarda il traffico di sostanze stupefacenti.

I militari dell’Arma mettono in evidenza “lo spessore criminale dei soggetti coinvolti, che non sono semplici spacciatori ma esponenti di spicco di un sodalizio organizzato”.