L’AQUILA – Sono previsti per lunedì e mercoledì prossimi i primi confronti sul Documento di programmazione economico finanziario regionale (Dpefr).

Le parti economico-sociali e istituzionali hanno già ricevuto la relativa bozza e “tutto procede nella massima serenità”, come annuncia il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che, afferma, “qualora al consigliere dell’Italia dei valori, Carlo Costantini, fosse sfuggito, perchè magari in ferie”, rinnova “lo stesso, tranquillizzante, concetto già espresso lo scorso 25 agosto; stavolta in replica al collega di partito, Cesare D’Alessandro“.

“Non esiste da parte nostra alcun ritardo – assicura il presidente – Qualcuno, e con esso Costantini e l’Idv, ignora probabilmente che la riforma del bilancio dello Stato ha di fatto spostato i termini di presentazione del Dpef nazionale al 15 ottobre. Giocoforza, non possiamo anticipare, e quindi non tener conto, quelle scelte di finanza pubblica che significano trasferimenti di risorse”.

“Preparando prima il nostro Dpefr – fa notare Chiodi – avremmo rischiato di fare previsioni poco attendibili”.

Del resto, per il presidente “nessuna amministrazione regionale, in passato, ha rispettato la canonica scadenza di giugno”.

A maggior ragione quest’anno, con l’entrata in vigore della legge 196 del 31 dicembre 2009, che riforma tempi e modalità di presentazione del Dpef statale.

“Prima del 15 ottobre – argomenta ancora Chiodi – tutti gli elementi sui quali noi costruiamo il nostro Dpefr non sono noti. E parlo di dati importanti: risorse che lo Stato trasferisce alle Regioni; principali azioni programmatiche del governo centrale, ivi inclusi i provvedimenti che andranno in Finanziaria; cofinanziamenti che lo Stato intende porre in atto per le infrastrutture”.

Chiodi ricorda, comunque, che con sindacati e istituzioni incontri si sono avuti sin dall’inizio dell’estate e che quelli in programma la settimana prossima potranno contare su indicazioni più concrete.

Infine, il presidente ribadisce come il termine del 15 ottobre consenta di tener conto nel Dpefr di altre decisioni del governo nazionale, fondamentali per la Regione, come la determinazione del fabbisogno del sistema sanitario regionale, tradizionalmente deliberato dal Cipe ogni anno, ma mai prima di settembre.