L’AQUILA – “La relazione e gli allegati sono pronti, la prossima settimana spedisco tutto alla Corte dei conti”.
Va dritto per la sua strada il coordinatore della Struttura per la gestione dell’emergenza, Roberto Petullà, in merito alla questione delle oltre 500 coppie di coniugi aquilani, con la residenza in due diverse abitazioni, che prendono il doppio contributo di autonoma sistemazione senza essere né separati né divorziati, vicenda che è emersa nel corso di una seduta della commissione comunale di Vigilanza presieduta dall’ex sindaco, ora consigliere di Forza Italia Enzo Lombardi.
“Devo solo finire la quantificazione del danno erariale – spiega Petullà – prima di inviare le carte alla magistratura contabile”.
“Le denunce alla Corte dei conti, infatti – precisa il coordinatore della Sge – devono essere accompagnate da una stima delle somme erogate impropriamente oppure bisogna dare a chi controlla gli elementi utili a fare tale valutazione”.
Sulle affermazioni del dirigente dell’Avvocatura del Comune dell’Aquila Domenico de Nardis che ha definito “legittimi” i Cas erogati e ha detto che la direttiva del vice commissario Antonio Cicchetti del 14 dicembre 2010 “vale meno di niente”, Petullà risponde: “l’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri numero 3754 del 2009, stabilisce che sia il commissario a decidere sul Cas, per cui all’avvocato de Nardis la circolare di Cicchetti potrà anche non piacere, ma ciò non significa che non debba rispettarla e farla rispettare, attraverso i suoi pareri, dall’amministrazione comunale”.
Una nuova occasione, come molte altre che riguardano l’assistenza alla popolazione, in cui si ripropone la guerra tra il Comune dell’Aquila e la Sge, con le rispettive posizioni che si sono irrigidite, talvolta oltre misura.
La soluzione potrebbe essere un pronunciamento univoco da parte di un organismo competente che indichi chiaramente agli aquilani qual è la strada da seguire, però sarebbe necessario che chi rappresenta i cittadini, oltre a svolgere il proprio ruolo “ispettivo”, non lasci i problemi chiusi dentro il Comune ma li porti alla luce del sole e, se necessario, denunciare se si ravvisano ipotesi di reato.



