L’AQUILA – “Morgante parla di ricostruzioni fantapolitiche. Smentisca le mie affermazioni invece di perdersi in parole, tanto roboanti quanto vuote!”.
Questo l’invito provocatorio dell’assessore regionale Gianfranco Giuliante al capo della segreteria del commissario per la ricostruzione, Antonio Morgante, che aveva replicato alle sue accuse in tema di donazioni e fondi per il sociale.
“Ho parlato di cordate – scrive Giuliante, ricordando la sua conferenza stampa – e il giudice Marco Billi parla di ‘cordata commissariale’. Ho parlato di un quadro che prevedeva la gestione complessiva dei fondi ‘Giovanardi’ più quelli della Regione, 19 milioni, e ho citato lo stesso Morgante”.
Ancora, “ho inquadrato la scelta convergente di Cialente e De Matteis di spendere tutto sul Comune dell’Aquila, sostenendo che, forse, per entrambi interferiva la loro condizione di ‘candidaturi’. Ho sostenuto che i fondi pubblici si assegnano con bando pubblico e ho parlato di una legge in vigore, la 38 del 2010, che giace da circa un anno senza che venga attuata”.
“Cosa c’è di fantapolitica? – si chiede Giuliante, che incalza ancora il segretario – Neghi, dimostrandolo, la non veridicità di queste affermazioni e sarò felice di liberarlo della mia presenza. Vorrà, Morgante, convenire che sono stato generoso. Ho offerto quattro possibilità per liberarsi dello scrivente. Se non ci riesce si consoli, neanche lo scrivente riuscirà a liberarsi di Morgante, nonostante sia in condizione di provare tutto quanto affermato nei punti di cui sopra”.
Poi Giuliante fa una citazione dalla Divina Commedia per rispondere all’augurio di diventare un “Cincinnato aquilano”, cioè fuori dalla politica attiva, che gli ha rivolto Morgante. “Cincinnato – ricorda GIuliante – viene posto da Dante nel Paradiso come esempio di dedizione al suo Paese. Avrà la stessa sorte Morgante per la sua dedizione a Magliano, alle sue scuole, al centro ricerche e agli amici di Magliano cooptati per gestire il sociale all’Aquila?”.
“Infine – conclude caustico – non mi occupo di odori (Morgante aveva chiesto “aria nuova”, ndr). Soprattutto perché sono convinto che la vita politica, come i matrimoni, siano la somma di malumori di giorno e maleodori di notte. Con Morgante condivido i malumori politici di giorno, chiedermi di passarci anche le nottate per la verifica degli odori mi sembra eccessivo!”.



