L’AQUILA – “In Italia non possiamo continuare a pagare bollette energetiche così pesanti, oramai siamo fuori mercato ed inoltre con questa crisi non si può rinunciare a priori e a cuor leggero a 15 miliardi di investimenti destinati a creare un importante indotto e tantissimi posti di lavoro. Per non parlare delle royalty di cui beneficerebbero le casse di Regione e Comuni”.
È questa una parte consistente della posizione di Fabio Spinosa Pingue, presidente di Confindustria L’Aquila, sul decreto Sblocca Italia con cui il governo di Matteo Renzi intende dare il via libera anche in Abruzzo a trivelle e piattaforme petrolifere in mare, come Ombrina 2, Elsa 2, Rospo Mare 2, riconosciute di fatto dal decreto come strategiche per le politiche energetiche nazionali.
“Ai progetti di estrazione petrolifera – precisa però Spinosa Pingue – non si può dire un ‘no’ ideologico, e il governo non deve però imporre un ‘sì’ a prescindere, va valutato caso per caso”.
Se la Regione Abruzzo promette battaglia contro questo decreto, allineandosi alle posizioni di movimenti ambientalisti, sindaci, Confesercenti ed altre associazioni di categoria, la Confindustria ha comunque una posizione articolata.
“Sbaglia però il governo a voler imporre per decreto le trivelle – spiega Pingue – ma questo è il risultato di anni di muro contro muro, delle barricate dei comitati ambientalisti, che ora provocano prove di forza. Deve sere il territorio a scegliere, a valutare i pro i contro”.
“Esperienza insegna – prosegue – che una piattaforma petrolifera può essere poco inquinante e del tutto compatibile con il turismo, e l’agricoltura, la pesca e un alta qualità ambientale. Basti guardare alle vicine Marche dove da anni un turismo fiorente convive con piattaforme offshore, portando inoltre grandi vantaggi economici. E questo accade anche in Abruzzo, dove c’è già un industria petrolchimca nell’area di Ortona”.
“In altri casi – conclude – invece un attività petrolifera può essere troppo impattante, compromettere altre attività, portare più svantaggi che vantaggi, e allora in quel caso bisogna dire no”.






