L’AQUILA – “Si ritiene opportuno l’intervento da parte di questa autorità di vigilanza con la nomina di un commissario governativo” per verificare “la persistenza delle condizioni per la continuità aziendale” e ove necessario “domandare l’accesso a una delle procedure regolatrici previste dal Codice della crisi e dell’insolvenza”.

Nelle parole messe nero su bianco del 4 novembre, a firma di Giulio Mario Donato, direttore generale del Ministero  delle Imprese e del Made in Italy, l’epilogo, con il commissariamento governativo, della tormentata vicenda imprenditoriale della cooperativa sociale San Rocco, gravata dai debiliti, e con i dipendenti spesso senza stipendio sul piede di guerra. E con l’ipotesi in caso di mancato risanamento della liquidazione coatta amministrativa.

La San Rocco, di cui è amministratore il 70enne pescarese Umberto Aimola, ex presidente del consiglio regionale del Partito democratico della sinistra (Pds), nella sesta legislatura dal 1995 al 200o, con presidente della regione Antonio Falconio del Partito popolare,  e poi  vice presidente della Provincia di Chieti, gestisce importanti residenze assistenziali in provincia dell’Aquila, come la Residenza dei Marsi San Bartolomeo ad Avezzano, la San Rocco a Collelongo e Villa Dorotea di Scoppito, ceduta da anni al sodalizio Aimola dall’imprenditore Enrico Vittorini, proprietario della clinica privata villa Letizia, strutture accreditate a cui il sistema sanitario riconosce e affida l’integrazione di alcuni servizi.

Una coop che naviga però in pessime acque e da almeno due anni si registrano le proteste e le offensive dei sindacati per assicurare almeno il pagamento degli stipendi e avere certezze sul futuro. Ultimo episodio la manifestazione davanti a palazzo dell’Emiciclo dei dipendenti della coop che operano a Villa Dorotea, che non ricevevano lo stipendio da luglio, con il segretario aquilano della Cgil Francesco Marrelli che era arrivato qualche giorni prima ai incatenarsi ai cancelli della struttura insieme ai lavoratori e ad alcuni dei loro familiari.

Nell’atto di commissariamento si legge che la procedura era stata avviata il 16 ottobre, e dall’esame controdeduzioni inviati al ministero della cooperativa, si sottolinea, si costata che non sono state sanate tutte le regolarità rilevate in sede di revisione”

E ancora si evidenzia che “l’ente si trova in una situazione di particolare difficoltà economica come affermato dallo stesso presidente”, e come “emerge dai dati patrimoniali del bilancio dell’esercizio 2022, ultimo depositato presso il Registro delle imprese”.

Infine si ricorda che come vuole la prassi, “nell’ipotesi in cui il Commissario incaricato dovesse riscontrare l’impossibilità di risolvere la situazione attuale, tramite uno degli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza, chiederà l’adozione del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa, procedura concorsuale applicabile nel caso di specie, tenuto conto della categoria ‘cooperative sociali’ cui l’ente appartiene”.

Altra tegola per la San Rocco l’inchiesta della procura di Avezzano, con Aimola indagato, con accuse tutte da dimostrare, per presunto abbandonato nella Residenza dei Marsi San Bartolomeo, degli  anziani ospiti presenti incapaci, per vecchiaia o malattia, di provvedere a loro stessi.

Le indagini, durate quasi due anni, sono partite a giugno 2022 in seguito alla denuncia presentata dai parenti di un anziano ospite della struttura.

Secondo le contestazioni Aimola non avrebbe “adottato le misure necessarie per garantire sia la dovuta assistenza personale e sanitaria, sia il numero di personale sufficiente a provvedere alle esigenze dei pazienti e alla cura della loro igiene personale con particolare riferimento alle ore di assistenza giornaliera degli operatori socio-sanitari, degli infermieri e dei medici secondo le linee guida previste dal Piano sanitario regionale”.

Aimola ha respinto  tutte le accuse, assicurando che le persone erano accudite e l’assistenza garantita”, citando a conferma verbali della Guardia di Finanza, e ricordando che “la Regione non ha mai emanato una tabella che indichi il numero di persone da impiegare in relazione al numero degli ospiti. La verità uscirà presto”.