L’AQUILA – Secondo l’assessore dimissionario alle Politiche sociali dell’Aquila, Giustino Masciocco, “la città subisce giornalmente una violenza, sia essa amministrativa, politica, contabile, finanziaria. Per coprire i torti e le mancanze fatte a questo territorio – aggiunge – di fronte all’opinione pubblica nazionale siamo spesso rappresentati come una massa di ingrati o di ‘menti fragili’ e rancorose”.
“Non meritiamo questo – prosegue – né vogliamo che si nasconda dietro alle difficoltà della crisi economica mondiale la discriminazione che subiamo rispetto al trattamento di altri terremotati. Lei, sindaco, ha il dovere di impedire in maniera più energica che tutto ciò avvenga. Vogliamo essere percepiti per quello che siamo, una città ferita che cerca con dignità e sacrificio di rimettersi in cammino”.
“I cittadini – attacca l’esponente di Sinistra ecologia e libertà – non trovando in Berlusconi, Letta, Tremonti degli interlocutori affidabili, rivolgono la loro protesta all’amministrazione comunale, in generale, che non ha i poteri per affrontare le questioni irrisolte. Queste sono ambiguità di fondo che depistano sulle reali responsabilità e che vanno risolte. Non per la ricerca dei colpevoli, ma per trovare le soluzioni percorribili”.
Mascicco, poi, sottolinea che “la Giunta comunale dell’Aquila non ha mai potuto visionare preventivamente alcun documento per proporre eventuali modifiche. Subiamo anche in questo caso una prevaricazione continua che la legge permette. Sembra che ci sia una grande confusione, ma chi ha già disegnato la ricostruzione della città è il solo in grado di avere una visione nitida”.
“Mi sembra giusto – conclude – che questo percorso venga partecipato a chi poi nella città dovrebbe tornare a viverci. Da soli non si va da nessuna parte a meno che non ci si voglia ritagliare un ruolo (piccolo) che permetta una sopravvivenza (politica)”.



