L’AQUILA – Dimissioni in massa per i parlamentari abruzzesi del Popolo della libertà (alcuni dei quali già si firmano come appartenenti alla rediviva Forza Italia), alle prese con la vicenda della decadenza di Silvio Berlusconi, che deve essere votata dall’aula di palazzo Madama.
La pattuglia eletta in regione ha consegnato nelle mani dei rispettivi capigruppo, Renato Schifani per i senatori, Renato Brunetta per i deputati, la lettera con la quale si schierano al fianco del Cav, minacciando di lasciare il seggio conquistato alle elezioni del febbraio scorso.
La conferma arriva dalla senatrice Federica Chiavaroli e dall’onorevole Filippo Piccone, coordinatore del partito in Abruzzo.
“È un gesto di vicinanza al nostro presidente, all’appello mancano solo tre o quattro colleghi – spiega la Chiavaroli – che sono fuori Roma, ma per il resto ci siamo tutti”.
“Adesso dobbiamo vedere l’evoluzione delle cose – aggiunge – non sappiamo come verranno utilizzate le nostre dimissioni, aspettiamo anche il rientro del premier Enrico Letta dagli Usa, che domani avrà una prima verifica nella riunione del Consiglio dei ministri”.
Dal Capo dello Stato, invece, dice ancora la senatrice “non ci aspettiamo nulla, non ha fatto niente per noi e continuerà su questa strada”.
Cellulare caldissimo per Piccone, che trova giusto il tempo di rendere ufficiali anche le sue dimissioni, mentre il deputato Fabrizio Di Stefano, numero due del Pdl abruzzese, non commenta la notizia.
Un gesto, comunque, sostanzialmente dimostrativo, come sottolinea la Chiavaroli: “la procedura è abbastanza lunga, le dimissioni vanno votate e accettate dalle due assemblee”. Pierluigi Biondi





