CELANO – Il diabete in Abruzzo riguarda oggi circa 90.000 persone.
Il dato attiva la necessità di correggere un’impostazione i cui squilibri sono dimostrati da alcuni dati: l’assistenza dei diabetici assorbe il 10% dell’intera spesa sanitaria nazionale e il 60% di tali costi è dovuta a un numero eccessivo e improprio di ricoveri ospedalieri.
L’attività ambulatoriale (al di fuori dell’ospedale) assorbe invece appena il 13,5% dei fondi e il materiale, utilizzato dai malati per controllarsi autonomamente quali ad esempio strisce glicemiche ed aghi, pesa per una percentuale molto modesta, attestata attorno al 6,2%.
Il sistema di intervento basato sul principio del “meno ospedale e più ambulatorio, gestione multidisciplinare e cure differenziate, miglioramento della rete delle attività sul territorio” sarà il filo conduttore del 26esimo congresso regionale dei diabetologi abruzzesi, in programma sabato prossimo a Celano (L’Aquila).
L’evento è promosso dal servizio di diabetologia dell’ospedale di Avezzano (L’Aquila), diretto da Vincenzo Paciotti, alla presenza di specialisti di caratura nazionale e internazionale: saranno oltre 100 gli studiosi del settore che si confronteranno.
Presenti anche l’assessore regionale Silvio Paolucci, il direttore dell’agenzia sanitaria regionale, Alfonso Mascitelli, il manager della Asl, Rinaldo Tordera.
Il servizio ospedaliero di Avezzano segue attualmente 15.000 malati, di cui 5.550 vengono visitati almeno una volta l’anno.
Di particolare importanza l’ambulatorio, all’interno dell’ospedale, dedicato al piede diabetico (una complicanza della malattia) che assiste circa 750 pazienti.
“Serve sempre più una gestione organizzata”, spiega Paciotti, “che migliori la qualità della vita dei malati, con trattamenti diversificati, in ambulatorio o in ospedale, e che riduca le degenze, quando necessarie, consentendo al paziente di essere curato al di fuori delle strutture sanitarie e con l’adozione di tragitti terapeutici ben definiti”.



