L’AQUILA – “La Cassa di risparmio è non solo teoricamente ma concretamente una banca del territorio. La garanzia di questo è che ci lavorano colleghi che hanno familiari che vivono e risiedono in questo territorio. Mantenere questa presenza forte, significativa, è interesse di tutti”.

Questa l’assicurazione del direttore commerciale della Carispaq, Nerino Di Loreto, ai microfoni di AbruzzoWeb.

Da quasi un anno in carica, il dirigente spiega in un’intervista a 360 gradi a questo giornale tutte le prospettive future della Cassa e come sono destinati a evolversi gli scenari.

A partire dalla fusione dello storico istituto di credito del capoluogo con il gigante bancario che già ne era controllore, la Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper).

“Un’opportunità per la Cassa di risparmio e la Provincia dell’Aquila; un’esigenza per il gruppo bancario a causa della politica di contenimento dei costi che è in atto in tutto il mondo”, così il manager tratteggia l’operazione.

“Massima attenzione” viene invece promessa “ai colleghi che dovranno essere ricollocati ma non andranno via dal gruppo”.

“Saranno persi posti di lavoro? Assolutamente no – assicura Di Loreto – Anzi, superata questa fase, se il ciclo economico inverte, ci sarà possibilità di sviluppo ulteriore”.

“Circa 120 milioni di euro a 1.000 aziende e 44 milioni a 1.400 privati”, questi i numeri relativi all’ultimo esercizio diffusi dal dirigente per far capire che anche in questa difficile fase la Carispaq resta ‘banca del territorio’.

Quanto all’impegno specifico nel suo settore, il manager spiega che l’obiettivo sarà “potenziare l’area affari e commerciale”.

“Nei prossimi mesi avremo modo di rafforzare e riorganizzare la struttura per essere proattivi nei confronti del territorio”, ancora.