CHIETI – Il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, ha ritirato le dimissioni dall’incarico e, pertanto, da oggi torna ad assumere appieno la sua carica.

“Mi era stata chiesta la disponibilità a una candidatura in Parlamento perché, secondo il partito, potevo rappresentare al meglio un territorio che mi ha visto nel ruolo attivo di amministratore pubblico dapprima come sindaco di Fossacesia per 10 anni, quindi come presidente della Provincia da oltre tre anni e mezzo”, dice Di Giuseppantonio.

“Negli ultimi giorni, per ragioni che personalmente non comprendo ma che non hanno compreso neppure dirigenti e amministratori abruzzesi dell’Udc, iscritti, simpatizzanti e cittadini – attacca poi – il Partito ha deciso di non avvalersi più della disponibilità a portare a Roma le istanze di questo territorio e i tanti problemi, specie di natura occupazionale, che deve affrontare quotidianamente”.

“Il mio rammarico nasce dal fatto che in Parlamento avrei potuto rappresentare – aggiunge – la Provincia di Chieti, la più importante per i numeri della sua economia oltre che per la consistenza demografica, e che all’Udc ha sempre garantito, anche rispetto alle altre province, percentuali elettorali in doppia cifra”.

Particolarmente invisa è stata a Di Giuseppantonio la decisione di candidare due non iscritti, Giorgio De Matteis (ex Movimento per le autonomie) e Nicoletta Verì (ormai ex Popolo della libertà) rispettivamente come numero 2 della lista della Vela alla Camera e come capolista della lista unica “Con Monti per l’Italia” al Senato.

Di Giuseppantonio si era dimesso lo scorso 29 dicembre, un giorno dopo il ‘collega’ presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, che pure puntava a una candidatura alle Politiche. Quest’ultimo ha ritirato prima le dimissioni, venerdì scorso.

CATTOLICI DEMOCRATICI SOLIDALI CON ”FRONDA”

“Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a quanti nell’Udc in queste ore, in provincia di Chieti, si stanno autosospendendo a causa dell’ennesimo inqualificabile comportamento dei vertici nazionali del partito nella predisposizione delle liste alle prossime elezioni nazionali”.

Lo afferma in una nota Carmine Paolini, coordinatore teatino del partito dei Cattolici democratici Abruzzo.

“In tempi non sospetti – ha aggiunto – molti di noi, ex dirigenti e militanti Udc, hanno preso le distanze da una ‘leadership’ come quella di Casini interessata solo al cieco soddisfacimento delle proprie snodate ambizioni personali alle quali, purtroppo, oggi fanno da paravento (per non dire ‘foglia di fico’) le tecnocrazie montiane che ancora pensano che il popolo sia così scemo da restituire, con il suo voto, una nuova presunta verginità a questi squallidi furbastri che da oltre trent’anni ammorbano e bivaccano nelle aule parlamentari. Agli amici Udc diciamo svegliatevi.. ci sono ancora altri modi onesti, corretti e puliti di articolare l’impegno politico dei cattolici alla luce del Magistero sociale della Chiesa. Basta solo togliersi ‘le bende dagli occhi’ – ha detto sempre Paolini – guardarsi intorno e tornare a fare politica tra la gente. Tra coloro che conoscono solo il sacrificio del cammino giornaliero, che sono disgustati da queste vecchie alchimie (leggasi l’ultima grande ‘trovata’ dei ‘fulminati sulla via di Damasco’ De Matteis-Verì); tra coloro che vorrebbero, una volta per tutte, liberarsi di queste nauseabonde caste se solo ci consentissero la possibilità di votare veramente”.