L’AQUILA – Caos in Provincia dell’Aquila dopo il diktat arrivato direttamente da uomini vicini al presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi: “Luigi D’Eramo, segretario regionale della Destra, deve diventare assessore provinciale”.
La richiesta, o meglio, l’imposizione, è stata recapitata oggi al presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, che è stato anche convocato a Roma per ricevere l’ultimatum di persona.
“Vado a vedere cosa mi dicono – ha ammesso Del Corvo – anche per capire la strategia”.
Sarà anche un editto di Berlusconi, ma la notizia della decisione non è stata certo accettata con il sorriso nei corridoi della politica regionale. Anzi, si prepara la rivoluzione.
Primo, perché lo schieramento di Francesco Storace non ha rappresentanza in Consiglio provinciale.
Secondo, perché D’Eramo andrebbe a subentrare al posto di un assessore di Futuro e libertà per l’Italia, Vincenzo Patrizi, vicino al consigliere regionale finiano Daniela Stati: subito il vice coordinatore regionale di Fli, Emilio Nasuti, ha contattato il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, per bloccare l’intera operazione.
La minaccia finiana è molto chiara: se D’Eramo-assessore si farà, ci saranno inevitabilmente ripercussioni negative contro il Pdl anche in Regione.
Non è la prima volta che da Roma raccomandano il nome di D’Eramo: mesi fa per lui si era mosso addirittura lo stesso premier, chiamando Chiodi e chiedendogli di tenere conto del suo nome per il rimpasto di Giunta.
Il tutto inquadrato in una strategia nazionale che prevede il coinvolgimento dello schieramento di Storace nel governo per rafforzare la maggioranza.
E anche all’interno della stessa Destra le idee non sono troppo chiare: dalla base, il consigliere di circoscrizione L’Aquila centro Maurizio Dionisio e il consigliere della circoscrizione di Paganica Chiara Petrocco hanno bocciato l’investitura di D’Eramo.






