PESCARA – “I dati che attestano una ripresa economica seppur timida in Abruzzo, sono condizionati dalle buone performance di poche grandi aziende, ma l’Abruzzo è fatto di tante piccole medie imprese. E per loro, la situazione è ancora drammatica”.

A dirlo il segretario regionale della Cgil Sandro Del Fattore, in un passaggio dell’intervista realizzata da AbruzzoWeb nei giorni in cui sono stati resi pubblici i dati, sconfortati, sull’occupazione che nei primi tre mesi del 2016, ha perso 13 mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, passando da 494 mila unità a 481 mila; tra coloro che hanno perso il lavoro ben 9 mila sono donne.

Continua a crescere, invece, l’utilizzo dei voucher, passati da 629.157 del primo trimestre del 2015 a 908.189 dello stesso periodo di quest’anno, con un incremento pari al 44,4 per cento.

Dati che sono in forte distonia con quelli del Cresa della Banca d’Italia, che registrano segni postivi di fatturato produzione e anche occupazione, ma a seguito di una media che è fatta schizzare in alto dalle poche gradi aziende che tirano, in primis quelle dell’automotive della Val di Sangro, vedi Sevel, ed anche il settore farmaceutico.

Ma per del Fattore non è più tempo di consolarsi con pochi decimali di percentuali con segno più.

E con il considerare come pressoché imminente la ripresa economica, come avviene oramai da un paio d’anni.

“Bisogna tornare ad avere una politica industriale, altrimenti l’emorragia di giovani dal mercato del lavoro e anche dal territorio non si arresta. Dobbiamo far tesoro delle risorse a disposizione, come i fondi del 4 per cento per le aree del cratere sismico. Con la Regione va intensificato il confronto, la crisi economica deve essere nell’agenda politica al primo posto, l’emergenza da affrontare”.

Altra leva è quella dell’innovazione, ma, tiene a sottolineare Del fattore, non quella che si limita ad automatizzare la produzione sostituendo robot e macchine automatizzate ai dipendenti.

“La vera innovazione è quella die prodotti, non del processo, non è automazione, bisogna creare e brevettare prodotti da immettere nel mercato che siano competitivi, puntando sulla ricerca”.

E il segretario fa anche un esempio concreto.

“In Abruzzo come altrove c’è il problema dell’invecchiamento della popolazione, e dunque aumenta il bisogno di assistenza per gli anziani e con esso è destinato a crescere il mercato per prodotti ad alto valore aggiunto tecnologico, nel campo della domotica, che rendono più semplice la vita quotidiana agli anziani”.

Insomma bisogna tornare a fare industria, prodotti veri per creare occupazione, perché del resto misure previste nel job act, si sono rivelate pezze a colori.

“Una volta esauriti i corposi incentivi statali assegnati alle imprese, i contratti stabili sono diminuiti sensibilmente, il Jobs Act non ha avuto alcun effetto sul lavoro”.