L’AQUILA – “La politica si è allontanata dai bisogni reali della popolazione, non ha saputo ascoltare i giovani, che avrebbero avuto e hanno ancora molte cose da dire; a loro non si è dato modo, spazio e luogo per parlare e condividere idee e progetti, questo ha creato un gap che adesso è difficile colmare”.

A fotografare la situazione del centrosinistra aquilano, che nel giugno dello scorso anno ha perso le elezioni comunali, è un giovane che nel “giro” del Pd c’è stato: si chiama Riccardo Ciuffetelli, 22 anni questo mese, che ha deciso di affiancare al suo impegno politico, “un impegno concreto e fattivo nel mondo dell’associazionismo, soprattutto per aiutare persone con disabilità”.

L’aquilano ha scelto di partecipare, dopo gli studi classici, ad un progetto europeo che riguarda l’informatica, componente effettivo della Consulta giovanile e attivo in politica sin dai tempi delle scuole superiori, anche se ad oggi “il mio impegno si è spostato verso un altro versante, pur continuando a fare politica con il centrosinistra”.

“Questo non perché sia un disilluso – ci tiene a precisare – ma perché credo fermamente che bisognerebbe tornare sui problemi veri della gente, aiutando le persone in difficoltà, dibattendo meno e agendo di più”.

Ciuffetelli, nonostante la sua giovane età, sogna in grande e vorrebbe “creare un’associazione che faccia da filtro di raccordo tra tutte le realtà aquilane che operano nel sociale, sensibilizzando tutti su questi temi, con un focus particolare sull’assistenza alle persone con disabilità. In particolare l’idea è quella di chiedere ai ragazzi di dedicare un’ora a settimana per visitare e ‘toccare con mano’ le tante attività che svolgono queste associazioni, per sfatare una volta per tutte il mito e i pregiudizi del ‘diverso’”, sottolinea ad AbruzzoWeb. 

Un progetto reale, messo nero su bianco dal 22enne: “Sono sei mesi che lavoro sulla realizzazione di questa associazione, speriamo che il prossimo anno possa realizzarsi”.

Cresciuto negli ambienti di centrosinistra con una prima esperienza come rappresentante di Istituto al liceo “Domenico Cotugno” dell’Aquila, dove si è diplomato, il giovane aquilano, componente anche della Consulta si è avvicinato ancora di più alla politica locale.

Ciuffetelli è uno di quelli che dal capoluogo d’Abruzzo non è andato via, credendo nella riuscita della città segnata dal terremoto di quasi dieci anni fa, e che ha vissuto quando era soltanto un ragazzino. 

“Conoscere da vicino gli ambienti politici del territorio mi ha appassionato sempre di più con il passare del tempo, ma allo stesso tempo mi ha fatto rendere conto anche delle criticità che a volte non vengono affrontate abbastanza dai nostri rappresentanti. In sostanza fin quando la politica parlerà solo di politica e avvenimenti ad essa legati, dimenticando le esigenze dei cittadini, la gente perderà fiducia nelle Istituzioni, prendendo le distanze da questo o quel partito”, spiega Ciuffetelli.

Inoltre, “spesso la politica giovanile si incastra con le necessità e le tematiche che riguardano l’associazionismo, ma se non si prendono in considerazione le loro idee, si guarda con superficialità anche alle realtà sociali e questo a lungo andare crea un danno alla società nel suo complesso, soprattutto in una città come L’Aquila, ancora alle prese con il processo di Ricostruzione fisica degli edifici, e dove si guarda ancora troppo poco a quella sociale, all’aggregazione, ai giovani e alle attività a loro dedicate”, conclude.