L’AQUILA, 4 GIUGNO – È stata rinviata al prossimo 25 giugno l’udienza preliminare nei confronti delle sette persone indagate con l’ipotesi di disastro colposo nell’ambito del filone d’inchiesta sui crolli alla facoltà di Ingegneria dell’Ateneo aquilano a Roio, frazione del capoluogo, nella notte del 6 aprile 2009.
La difesa ha richiesto un incidente probatorio per integrare la relazione tecnica della Procura. Nonostante l’opposizione dell’accusa, il Gup Giuseppe Grieco l’ha concesso, nominando come tecnico l’ingegner Paolo Venditti di Avezzano, esperto di questioni sismiche.
L’Università si è costituita parte civile e ha chiesto un risarcimento di oltre 9 milioni di euro complessivi: 5,6 milioni di euro per i danni patrimoniali e 4 milioni per i danni non patrimoniali, in particolare per le mancate iscrizioni dopo il crollo. Anche l’associazione onlus Cittadinanzattiva si è costituita parte civile, chiedendo un risarcimento di 100 mila euro: un atto contestato dalla difesa.
Il 6 aprile 2009 nella sede di Roio di Ingegneria non ci sono state vittime, ma per gli inquirenti avrebbero potuto essere moltissime se il terremoto avesse colpito di giorno, nelle ore di lezione. Di qui il reato di cooperazione in disastro colposo contestato agli imputati.
Secondo le accuse, alla base del crollo della struttura, realizzata nei primi anni novanta, ci sono “progetti incompleti dove mancavano dettagli architettonici costruttivi relativi all’ancoraggio e all’appoggio delle coperture inclinate e mancato controllo”.
A comparire dinanzi al Gup, tra gli altri, saranno i progettisti Gian Ludovico Rolli 77 anni, di Roma, Giulio Fioravanti, 65, di Roma, e Massimo Calda, 61, di Bologna. Sono accusati per avere redatto il progetto architettonico e variante dell’area di ingresso del corpo A in modo incompleto e carente, tra il 1988, quando fu assegnato l’incarico, e il 1994, periodo della realizzazione.
Nell’udienza preliminare dovranno comparire anche l’ingegnere Carmine Benedetto, 45 anni, aquilano; Ernesto Papale, 57, di Roma, direttore dei lavori; Sergio Basile, 76, e l’ingegnere Giovanni Cecere, 80, questi ultime due collaudatori.
Il Gip deve ancora decidere sulla richiesta di archiviazione presentata dai Pm nei confronti di Mauro Irti, direttore di cantiere dell’Associazione temporanea d’imprese (Ati) che ha realizzato l’edificio, e Alessandro Fracassi, direttore tecnico del cantiere.



