L’AQUILA – È in pieno svolgimento l’esame dei periti sulle rovine del condominio di via XX settembre 79 (nella foto), uno dei luoghi dell’orrore del terremoto del 6 aprile 2009, in cui sono morte nove persone.

Nominati quasi un mese fa, i periti Antonino Morassi dell’Università di Udine e Alberto Castellani del politecnico di Milano stanno esaminando con attenzione i ruderi e c’è una prima ipotesi che si affaccia, quella di differenze tra il progetto esecutivo dell’edificio e la sua realizzazione conclusiva.

Differenze che potrebbero essere risultate decisive, anche se, ovviamente, nessuno si azzarda a trarre conclusioni e i periti si prenderanno tutto il tempo possibile prima del deposito delle loro analisi, previsto per il 26 gennaio 2011.

Nella maxi perizia disposta dalla Procura, controlli accurati saranno svolti anche su un nuovo edificio adiacente a quello crollato ma che si affaccia in via Nicolò Persichetti. Secondo alcune interpretazioni, i lavori di scavo potrebbero aver minato la palazzina vicina, starà alla perizia chiarire se è vero oppure no.

Quanto agli indagati, le ipotesi di reato (non per tutti) sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. Le sette persone indagate per questo filone d’inchiesta sono Francesco Laurini e Armido Frezza, coamministratori della società Belvedere, proprietaria e realizzatrice dello stabile di via Persichetti, Diego Scoccia, progettista architettonico e direttore dei lavori, Pietro Paoloni, progettista architettonico, strutturale e direttore dei lavori, Enrico De Cristofaro, collaudatore statico, Luigi Giuseppe Maria Bonifacio, firmatario della relazione geologica-tecnica, e Renato Amorosi, dirigente pro tempore del settore Territorio sportello unico per l’edilizia del Comune dell’Aquila, “che firmava la concessione edilizia del 22 agosto 2004 relativa ai lavori per lo stabile di via Persichetti”.