L’AQUILA – Crisi di governo, si aprono spiragli per una via d’uscita: in serata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella assumerà la sua decisione, che potrebbe essere comunicata già stasera, e che sarà l’incarico a un premier politico, ormai scontato il nome di Giuseppe Conte, se durante i colloqui in corso tra Pd e 5S emergerà una intesa forte, oppure un premier di garanzia se l’intesa non ci fosse e si dovesse andare a elezioni anticipate.
I democratici saliranno al Colle alle 12, dopo Liberi e Uguali e Fratelli d’Italia. Poi toccherà a Forza Italia alle 17, Lega alle 18 e, infine, M5s alle 19
Restano però nodi da sciogliere tra due forze politiche per la formazione di un nuovo governo giallorosso.
E’ iniziata alle 9.30 alla Camera la riunione fra le delegazioni di Pd e M5S sulle condizioni per la nascita di un governo sostenuto dalle due forze. Partecipano, fra gli altri, i capogruppo dem Graziano Delrio e Andrea Marcucci e del M5S Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva.
Il punto cruciale la richiesta – non accettata dal Pd – di Luigi Di Maio di fare il vicepremier. Su questo punto il dialogo tra dem e grillini sembra essersi arenato. “Non c’è un problema Di Maio – spiega il dem Andrea Orlando – ma c’è un problema di struttura di governo. Se c’è un premier del M5S è giusto che ci sia un vicepremier del Pd. Serve a fare comprendere che stiamo entrando in una fase effettivamente nuova”.
“È il capo politico del M5s, deve essere assolutamente nel governo e avere un ruolo”, ha detto in nottata Patuanelli, che in mattinata, mentre stava entrando alla Camera per il nuovo tavolo tra i due partiti, ha ribadito: “I veti non sono mai positivi”. Le dichiarazioni di Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato, prima di entrare alla Camera per sedersi al tavolo Pd-M5s, fanno pensare però che un punto d’incontro possa essere trovato: su Di Maio “non credo ci siano veti“, ha dichiarato. Lo scoglio Rousseau pare invece definitivamente superato: “Ognuno ha le sue procedure”.



