ROMA – Il Credito d’imposta per le Imprese rientra tra le misure a sostegno dell’economia e delle aziende introdotte dal recente Decreto Rilancio.

Questa agevolazione è finalizzata ad aiutare aziende di medie dimensioni che si sono trovate in difficoltà per la pandemia da coronavirus.

Ecco in cosa consiste la misura del credito di imposta Covid-19, come funziona e a chi spetta.

CREDITO D’IMPOSTA: COS’È?

Prima di approfondire quanto previsto dal Decreto Rilancio in tema di credito d’imposta per le imprese, vediamo in cosa consiste, in linea generale, tale agevolazione. Per credito d’imposta si intende qualsiasi credito di tipo fiscale che il contribuente, cittadino o azienda, vanta verso l’Erario dello Stato o altro ente pubblico, come amministrazioni locali e istituti governativi. Il credito d’imposta rappresenta, pertanto, un’agevolazione fiscale che supporta privati o aziende a fronte del sostenimento di costi di diverso tipo, tra cui acquisti, spese, investimenti in beni materiali.

CREDITO D’IMPOSTA: COME FUNZIONA?

Il credito d’imposta – si legge su ticonsiglio.com- può essere utilizzato in diversi modi: per compensazione, quindi per ridurre o estinguere eventuali debiti maturati nei confronti dello Stato; per ridurre o pagare tasse e tributi dovuti; come rimborso nella dichiarazione dei redditi, nei casi in cui è ammessa tale possibilità. 

Per quanto riguarda il settore aziendale, occorre sapere che esistono diverse forme di crediti d’imposta. Questi, in qualità di incentivi alle imprese, vengono previsti con appositi bandi e misure che stabiliscono, di volta in volta, il valore percentuale del credito e le spese ammissibili su cui può essere applicato.

Ad esempio, tra i principali crediti d’imposta per le aziende, figurano quelli per i beni strumentali, per la formazione e quello per gli investimenti in Ricerca & Sviluppo, solo per citarne alcuni. Accanto ad essi, nel contesto determinato dall’emergenza Coronavirus, il Decreto Rilancio introduce ulteriori tipologie di crediti d’imposta, tra cui quello legato al rafforzamento patrimoniale e oggetto del presente articolo.  

CREDITO IMPOSTA DECRETO RILANCIO

Nell’ambito peculiare del Decreto Rilancio, il credito d’imposta legato al rafforzamento del patrimonio delle imprese è introdotto e disciplinato dall’articolo 26, denominato “Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni”. L’obiettivo principale della norma consiste nel favorire l’aumento del capitale delle attività imprenditoriali italiane maggiormente danneggiate dagli effetti critici dovuti alla pandemia da Covid.

Nello specifico, viene prevista, per l’anno 2020, la detraibilità per le persone fisiche e la deducibilità per quelle giuridiche del 20% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più aziende.

BENEFICIARI

I soggetti che possono eseguire i conferimenti di capitale e, di conseguenza, beneficiare del credito d’imposta sono: investitori, persone fisiche che eseguono il conferimento di capitale; società, persone giuridiche che riceve l’aumento di capitale.

CREDITO IMPOSTA PER INVESTITORI 

Rispetto alle persone fisiche che, in qualità di investitori, provvederanno al conferimento in denaro alle aziende, l’investimento massimo in denaro sul quale calcolare il credito d’imposta del 20% non può superare i 2 milioni di euro.

CREDITO D’IMPOSTA PER SOCIETA’

I conferimenti di capitale assoggettabili al credito d’imposta previsto dal Decreto Rilancio possono essere effettuati nei confronti delle seguenti tipologie di società di capitali:

SpA – Società per Azioni;
SAS – Società in Accomandita Semplice;
SRL e SRLS – Società a Responsabilità Limitata, anche semplificata;
Società Cooperative.

Il credito previsto per le società è pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, al lordo delle stesse e fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale. In generale, comunque, il credito d’imposta per le società non potrà eccedere i limiti previsti dal decreto Rilancio e che sono così individuati:

120.000 euro per le imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura;
100.000 euro per le imprese che operano nella produzione primaria di prodotti agricoli;
800.000 euro per tutte le altre imprese.

L’agevolazione per le società è concessa a seguito dell’approvazione del bilancio per l’esercizio 2020.

UTILIZZO DEL CREDITO D’IMPOSTA

Entrambe le categorie di soggetti, possono utilizzare il beneficio nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui viene effettuato il conferimento ed anche nelle successive, fino a conclusione dell’utilizzo del credito. Può, inoltre, essere utilizzato a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo dell’investimento, anche in compensazione.

Sia per gli investitori che per le società, inoltre, il credito d’imposta non concorrerà alla formazione di reddito ai fini delle imposte sui redditi, né del valore della produzione ai fini IRAP. Non rileva nemmeno ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, c.5, del TUIR (rispettivamente, deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi).

REQUISITI

Per ottenere le agevolazioni previste dall’art. 26 del Decreto Rilancio, i soggetti beneficiari del conferimento di capitali dovranno rispettare i seguenti requisiti:

presentare un ammontare di ricavi 2019 compreso tra 5 e 50 milioni di euro; aver subito nei mesi di marzo e aprile 2020, causa emergenza COVID-19, una riduzione complessiva dell’ammontare dei ricavi non inferiore al 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; aver deliberato ed eseguito dopo l’entrata in vigore del DL ed entro il 31 dicembre 2020, un aumento di capitale a pagamento e integralmente versato; essere in situazione di regolarità contributiva, fiscale e in materia di normativa edilizia e urbanistica del lavoro, prevenzione degli infortuni e salvaguardia dell’ambiente.

CAUSE DI DECADIMENTO ED ESCLUSIONE DAL BENEFICIO

Per investitori e società, la distribuzione di qualsiasi tipo di riserve prima del primo gennaio 2024 da parte della società oggetto del conferimento, comporterà: la decadenza dal beneficio; l’obbligo di restituire l’importo, unitamente agli interessi legali.

Si specifica, inoltre, che sono escluse dall’accesso all’agevolazione le società che controllano direttamente o indirettamente la società conferitaria, quelle sottoposte a comune controllo o collegate con la stessa, ovvero da questa controllate.

APPLICAZIONE E FRUIZIONE DELL’AGEVOLAZIONE

I criteri e le modalità di applicazione e fruizione del credito d’imposta per le medie imprese saranno stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze. Tale provvedimento sarà adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto Rilancio.