BERLINO – “Il nuovo Covid-19 proviene dal Nord Italia e il virus non è stato bloccato malgrado gli avvertimenti della Cina. Sarebbe bastato utilizzare i loro metodi. Ma non sono stati presi in considerazione”.
Lo sostiene il virologo tedesco Alexander Kekulé, direttore dell’Istituto di microbiologia medica dell’Universitätsklinikum Halle all’emittente televisiva tedesca Zdf.
La sua convinzione è che la seconda ondata di epidemia, non proviene dalla famigerata città di Wuhan in Cina, il 99,5 per cento di tutti i casi può essere fatto risalire mutante “G”, e proveniente dalle regioni settentrionali dell’Italia.
“Nei primi giorni del 2020 è esplosa un’epidemia non rilevata del virus originale per diverse settimane. Fino a quando non è stato scoperto a febbraio – spiega il virologo -, il virus ha avuto abbastanza tempo per cambiare geneticamente. Ora è più contagioso della variante originale di Wuhan. La differenza è che a Wuhan non sapevano di cosa si trattava, mentre nel nord Italia vi erano già state avvisaglie da parte di Pechino, ma queste sono state ignorate per molto tempo. In Cina, il virus originale è stato bloccato con una certa rapidità, cosa che sarebbe potuta avvenire anche da noi, bastava solo utilizzare i loro metodi che non sono stati presi in considerazione”.
L’esperto ha affermato che “la colpa dell’espansione del Covid-19 è determinata della superficialità nella gestione del problema da parte dell’Italia sugli avvertimenti ricevuti dalla Cina e della mancanza di contromisure, altrimenti il virus originale avrebbe potuto essere tenuto sotto controllo”.






