ROMA – “I fatti sono molto chiari e netti: l’Italia pubblica a 45 giorni di distanza tutti i verbali del proprio Comitato Tecnico Scientifico che è un organismo fondamentale per le decisioni che abbiamo assunto”.

Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo al question time in Aula alla Camera: “A me – ha sottolineato – non risulta che in nessun altro Paese europeo e del mondo avvenga un processo identico a quello italiano di tale trasparenza”.

“Fin dall’inizio della pandemia le istituzioni hanno assicurato la trasparenza dei processi decisionali e nelle informazioni ai cittadini e ai partner internazionali. Considero questo approccio un valore irrinunciabile e un punto di forza nell’approccio del rapporto tra le istituzioni e l’opinione pubblica”, ha detto all’interrogazione del deputato Marcello Gemmato di FdI circa “la mancata condivisione delle notizie relative alla gestione del Coronavirus, le decisioni, i verbali del Cts, l’esistenza o meno di un piano pandemico”.

“Spesso nel dibattito politico – ha continuato il ministro – si incrociano teorie, teoremi spesso volti ad alimentare incomprensibili dinamiche di altra natura. Poi i sono i fatti, che sono chiari e netti: il più rilevante è che l’Italia pubblica a 45 giorni di distanza tutti i verbali del Comitato tecnico scientifico, organismo fondamentale per tutte le decisioni che abbiamo assunto. Non mi risulta che ciò avvenga in nessun altro Paese. Questo valore dovremmo rivendicarlo tutti, perché positivo della nostra democrazia”.

Per quanto riguarda il ricorso al Consiglio di Stato, “rispettiamo il lavoro in corso della giustizia amministrativa, ma si tratta di resoconti informali interni non soggetti, dal nostro punto di vista, ad obbligo di pubblicazione. Eppure anche in questo caso abbiamo deciso di pubblicare tutto sul nostro sito”, ha risposto sul perché “stia impugnando davanti al Consiglio di Stato le sentenze di primo grado che obbligano alla pubblicazione delle decisioni relative alla pandemia”.

Il ministro ha aggiunto: “So che per pregiudizio politico direte di non essere soddisfatti dalla risposta, ma io continuerò ad insistere e a dire che davanti a una pandemia serve unità e non divisioni e polemiche”.