L’AQUILA – “Siamo pronti a riaprire nei festivi come già facciamo nei giorni infrasettimanali. L’affluenza non è altissima ma comunque la gente arriva e siamo sicuri che poter tornare a lavorare a pieno regime e in tutta sicurezza possa giovare all’economia di tutta la città”.

Ci sono anche attività presenti all’interno del centro commerciale L’Aquilone, nel capoluogo, tra quelli che oggi, alle ore 11, hanno protestato contro le chiusure nei fine settimana: tutti i punti vendita hanno abbassato le saracinesche e fermato il lavoro per alcuni minuti. L’iniziativa, che sul territorio italiano coinvolge 30mila tra negozi e supermercati, è stata promossa dalle associazioni del commercio, Ancd-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, Cncc–Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali e Federdistribuzione.

Un gesto simbolico, per dare voce a oltre 60 attività, che si sono unite ai quasi 800mila lavoratori delle 1.300 strutture commerciali integrate presenti su tutto il territorio nazionale che, da oltre un anno, vivono in un clima di forte incertezza, aggravato dalle stringenti misure con cui il Governo ancora impedisce a migliaia di attività commerciali di lavorare nei nel weekend. In particolare, nel centro commerciale aquilano diretto da Valentina Bianchi, la crisi ha colpito una struttura che, specie a partire dal post sisma rappresenta una risorsa fondamentale per il territorio in termini economici e occupazionali. senza contare che la maggior parte degli imprenditori imprenditori che vi lavorano, infatti, sono locali, con piccole e medie aziende che tra mille difficoltà stanno cercando di sopravvivere salvaguardando l’occupazione.

“I giorni più importanti della settimana in termini di ricavi e fatturato – spiega ad AbruzzoWeb Marco Lovreglio, titolare del negozio di articoli da regalo Lovreglio Prestige situato all’interno del centro commerciale -, soprattutto considerando le ulteriori chiusure festive e pre-festive che abbiamo dovuto affrontare negli ultimi mesi”.

Tra queste quella dell’8 dicembre scorso e del primo maggio che, quest’anno, cadeva proprio di venerdì e che non ha fatto altro che comportare il prolungamento del fine settimana.

“Questa situazione continua a mettere in difficoltà non solo gli operatori ma anche l’indotto – aggiunge Lovreglio -, visto che in termini di fatturato è evidente come vada a penalizzare tutte le imprese che dopo un anno di emergenza Covid potrebbero invece tranquillamente risollevarsi. Soprattutto considerando che abbiamo degli standard molto rigidi per contrastare il contagio, pulizia continua di tutti i locali, aerazione o disinfettazione e che, per questo, potremmo tranquilamente ospitare i clienti in tutta sicurezza anche nel resto della settimana”.

Proprio in tema di sicurezza, la manifestazione di oggi è servita ai commercianti per ribadire che, sin dall’inizio della pandemia, i centri, i parchi e le gallerie commerciali hanno adottato protocolli rigorosi, garantendo che al loro interno non si registrasse alcun caso di focolaio. Ma il problema fondamentale continua a essere proprio quello di arrivare a fine mese e di certo, la retromarcia del Governo sulle riaperture inizialmente previste per il 15 maggio di certo non aiuta.

“Rispetto allo scorso anno l’affluenza non è che sia cambiata di molto – conclude inoltre Lovreglio -. Non abbiamo mai smesso di lavorare ma la situazione continua a essere lenta e, a più di 12 mesi dall’inizio della pandemia, senza nessuna prospettiva a breve termine”.