PESCARA – “L’analisi della situazione ha portato ad evidenziare marcate differenze tra le quattro province e anche all’interno dei Dipartimenti tra i diversi Centri di Salute Mentale. Così, le prestazioni in forme individuali domiciliari sono rarissime, alcuni Centri hanno addirittura sospeso le attività ambulatoriali limitandosi alle urgenze e ai pazienti non resta che un accesso telefonico; le attività riabilitative continuano, a distanza, solo grazie agli sforzi degli Enti del Terzo Settore”. 

Così in uuna nota le associazioni Altri Orizzonti, ARCI Abruzzo – Molise, 180amici l’aquila, Cittadinanzattiva, Cosma, Percorsi, UNASAM e i sindacati CGIL Abruzzo Molise, CISL Abruzzo – Molise, UIL Abruzzo, in una lettera inviata  alla Regione e alle quattro Asl.

Le proposte/richieste per la fase 2 si sviluppano, principalmente, su due livelli. Ai Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale viene chiesto che i Centri di Salute Mentale funzionino normalmente (così come previsto dall’Ordinanza del Presidente della Regione n.3 del 9 marzo 2020), che garantiscano l’apertura anche nelle fasce orarie pomeridiane e nella giornata di sabato, che venga mantenuta la possibilità di accesso diretto non programmato in caso di necessità clinica e/o per eventuali urgenze e che le attività di gruppo sia per utenti che per familiari vengano garantite, anche attraverso il contatto telefonico ed altre modalità di telecomunicazione”, si legge nella nota.

“Al Presidente della Regione, all’Assessore alla Salute e alle Pari Opportunità e al Direttore del Dipartimento Salute e Welfare della Regione, d’altro canto, viene chiesto di convocare con assoluta urgenza il Tavolo di lavoro tecnico sulla Salute Mentale e di fornire delle linee guida alle Pubbliche Amministrazioni cui è affidata la gestione dei servizi sanitari e sociali per la conversione dei servizi semi-residenziali con l’attivazione di prestazioni in via alternativa, attraverso il passaggio della coprogettazione fra le Pubbliche Amministrazioni, le Aziende Sanitarie o gli Enti Locali e l’ente gestore. Si afferma, ancora una volta, la necessità di una rete fattiva tra territori e istituzioni: la richiesta forte è quella di aumentare gli sforzi per la tutela e la cura della salute mentale, ancor più in questo periodo di isolamento forzato e, in proiezione, guardando alle conseguenze che il lockdown e il protrarsi dell’emergenza avranno sulla popolazione”, conclude la nota.