L’AQUILA – In Abruzzo riaprono anche le strutture sanitarie e socio-sanitarie per permettere di smaltire l’enorme mole di visite e controlli arretrati a causa del coronavirus.

Un ingorgo che sta provocando, ormai da giorni, liste d’attesa lunghissime e problemi nei vari Cup degli ospedali.

Il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, ha firmato un’ordinanza, la numero 75, con cui revoca una serie di divieti di accesso: i familiari potranno tornare nelle comunità terapeutiche e in quelle sociosanitarie; in queste ultime potranno entrare anche i conoscenti.

Riaprono anche le strutture che erogano, in regime residenziale, prestazioni sanitarie o sociosanitarie.

Infine viene revocata la sospensione dei trasferimenti delle salme e vengono prorogate fino al 31 luglio le esenzioni dalla compartecipazione alla spesa sanitaria in scadenza o scadute dallo scorso 1 marzo.

Le disposizioni dell’ordinanza sono immediatamente valide.

Ecco le nuove modalità per l’accesso alle strutture.

Per quanto riguarda le Rsa a o le comunità terapeutiche di recupero, i familiari dovranno attenersi alle seguenti procedure: entro 48 ore precedenti la data di visita, dovranno presentare alla direzione una richiesta di permesso, in cui riportare il nome dell’ospite e un’autocertificazione sul proprio stato di salute; l’ingresso deve essere approvato, concordato e programmato con la direzione della struttura, al fine di garantire accessi contingentati nel tempo nel rispetto delle misure di distanziamento sociale previste dalla normativa vigente.

La direzione dovrà predisporre, su base giornaliera, una lista degli accessi approvati. 

I responsabili delle strutture dovranno puoi garantire le seguenti misure: riorganizzare i percorsi di ingresso e di uscita e rimodulare l’accesso predisponendo corridoi diversificati, prevedendo un unico punto di ingresso destinato al controllo di soggetti in zona dedicata di “triage” e limitando il numero dei visitatori; rendere disponibile un adeguato numero di dispenser di gel idroalcolici per l’igienizzazione; attivare una procedura di “triage”, in “area filtro”, con un operatore dedicato per verificare la registrazione dell’utente, l’uso della mascherina, rilevare la temperatura corporea con il termoscanner, controllare che ciascun visitatore segua una corretta igiene delle mani. Bisognerà inoltre promuovere e facilitare il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro e favorire la differenziazione dei percorsi, con un’adeguata segnaletica.