ROMA – È possibile che SARS-CoV-2 sia emerso da un laboratorio?
A questo interrogativo, ancora privo di una vera e propria risposta, la rivista Nature dedica un approfondimento, valutando e ripercorrendo le teorie e le ipotesi attualmente più accreditate sulle origini del virus che da oltre un anno e mezzo influenza la vita di miliardi di persone.
Il 26 maggio scorso, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha incaricato l’intelligence americana di unire le forze per rintracciare la genesi dell’agente patogeno. Allo stesso modo Australia, Unione Europea e Giappone hanno avviato un’indagine approfondita sulle origini di SARS-CoV-2. La stessa Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha richiesto informazioni aggiuntive per rispondere agli interrogativi legati alla pandemia e valutare la possibilità che la minaccia che ha provocato il decesso di milioni di persone sia frutto di diretti interventi antropici. Ma finora la maggior parte degli scienziati concorda sul fatto che non esistano prove sufficienti per stabilire un’origine artificiale del virus e che lo scenario più probabile preveda un’evoluzione naturale, con lo spillover da un pipistrello o un altro animale intermedio non ancora identificato.
Gli esperti che supportano la teoria della fuga dal laboratorio presentano diverse argomentazioni, che, come riporta Nature, si basano su una serie di congetture. Alcuni ritengono sospetta la difficoltà di rintracciare l’animale direttamente responsabile dello spillover, altri credono che l’identificazione dei primi focolai a Wuhan, proprio dove si trova un laboratorio specializzato nella ricerca di coronavirus, il Wuhan Institute of Virology (WIV), rappresenti una coincidenza ambigua. Una parte di queste teorie si basa poi sulle caratteristiche intrinseche di SARS-CoV-2, la cui trasmissibilità risulterebbe tanto elevata da suggerire un intento premeditato. Infettivologi e biologi evoluzionisti rispondono però che l’identificazione delle origini di epidemie rappresenta un campo molto complesso e spesso privo di soluzioni comprovate. Per stabilire gli albori della SARS, ad esempio, sono stati ad esempio impiegati 14 anni e il virus Ebola presenta ancora molti misteri per gli epidemiologi e i virologi.
Alcuni studi sembrano invece aver identificato un parente molto stresso di SARS-CoV-2 nelle popolazioni di pipistrelli che abitano la regione meridionale della Cina.
I ricercatori che hanno esaminato le caratteristiche del virus suggeriscono che l’eventualità di una manipolazione di SARS-CoV-2 risulta improbabile, perché non sono state riscontrate firme di ingegnerizzazione o bioingegneria. Durante le indagini sulle origini della pandemia guidate dall’OMS gli scienziati del WIV hanno riferito che i loro studi si concentravano solo su tre coronavirus, nessuno dei quali riconducibile direttamente a SARS-CoV-2.
La scorsa settimana, Anthony Fauci, capo consulente medico di Biden, ha chiesto ai funzionari cinesi di rilasciare i registri ospedalieri dei membri dello staff del WIV, ma la Cina non ha acconsentito a condividere tali informazioni. Zhao Lijian, portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese, ha affermato che alcune persone negli Stati Uniti “non hanno alcun interesse verso uno studio scientifico serio”. Nel frattempo, gli scienziati si preparano per un lungo percorso costellato di domande. “Vogliamo una risposta – sostiene Jason Kindrachuk, virologo dell’Università di Manitoba a Winnipeg, in Canada – anche se sappiamo che dovremo continuare a raccogliere frammenti di informazione per i prossimi mesi”.






