L’AQUILA – I contagi in Italia sono gli stessi di oltre un anno fa. Nelle ultime 24 ore si registra un nuovo picco di casi che non accenna a diminuire: sono 28.632 i nuovi positivi al Covid, un dato simile non si verificava dal 26 novembre 2020. Quando però il numero delle vittime era stato di 822, a fronte delle 120 dell’ultimo bollettino.
Le conseguenze sono già evidenti nella nuova colorazione della mappa del Paese in vista del Natale, che vede la zona arancione all’orizzonte: il rischio è di un Capodanno sempre più blindato. A Calabria, Friuli Venezia Giulia e Bolzano si aggiungeranno da lunedì in zona gialla Liguria, Marche, Veneto e Trento, che superano la soglia di allerta dei parametri indicati per il passaggio al giallo, che riguarderà dal 20 dicembre 12 milioni le persone. Ma subito dopo Natale, dal 27, anche Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna potrebbero finire nella stessa fascia di rischio. Tutte regioni che potrebbero finire in arancione per la fine dell’anno.
Intanto in Abruzzo Sono 439 i nuovi casi di Covid-19 accertati nelle ultime ore in Abruzzo. Sono emersi dall’analisi di 4.877 tamponi molecolari: è risultato positivo il 9% dei campioni.
Si registra un decesso recente: il bilancio delle vittime sale a 2.514.
In lieve calo i ricoveri complessivi, anche se aumentano ancora quelli in terapia intensiva. Il tasso di occupazione dei posti letto è al 9% sia per le rianimazioni che per l’area medica, a fronte di soglie da zona gialla rispettivamente del 10 e del 15%, mentre l’incidenza dei contagi per centomila abitanti sale a 179 (soglia limite 50).
I numeri sono in aumento su base settimanale: 2.300 i contagi registrati in sette giorni, cioè il 53% in più rispetto alla settimana precedente. Le terapie intensive passano dalle 11 unità del 10 dicembre alle 17 di oggi.
Migliora il dato sui decessi: sette quelli dell’ultima settimana, dieci nella precedente. I nuovi positivi del giorno hanno età compresa tra 1 e 97 anni.
Gli attualmente positivi sono 6.382 (+299): 118 pazienti (-6) sono ricoverati in ospedale in area medica e 17 (+1) sono in terapia intensiva, mentre gli altri 6.247 (+304) sono in isolamento domiciliare. Il decesso riguarda una 91enne della provincia di Teramo.
I guariti sono 83.475 (+139). Dei 92.471 casi complessivamente accertati in Abruzzo, 23.155 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+98), 23.456 in provincia di Chieti (+121), 21.804 in provincia di Pescara (+93), 23.177 in provincia di Teramo (+119) e 737 fuori regione (+6), mentre per 142 (+2) sono in corso verifiche sulla provenienza.
A livello territoriale, la situazione peggiore resta quella della provincia di Teramo, dove l’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti sale a 225.
Segue il Chietino, con 176. Poi ci sono il Pescarese (164) e l’Aquilano (146). Intanto va avanti la campagna vaccinale, che da giovedì è aperta anche ai bambini: alcune centinaia le dosi somministrate a persone di età compresa tra 5 d 11 anni, a fronte di una platea composta da 76.431 utenti.
La somministrazione delle terze dosi, invece, va avanti a ritmi sostenuti. Al momento la copertura raggiunge il 56,1% per gli over 80, il 40,2% per la fascia 70-79 anni, il 34,86% per quella 60-69 anni, il 26,36% per quella 50-59 anni, il 18,6% per la fascia 40-49 anni, l’11,7% per quella 30-39 anni, il 9% per quella 20-29 anni e l’1,2% per la fascia 12-19 anni.
Tornando allo scenario nazionale il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro commentando in un videomessaggio, i dati del monitoraggio settimanale, ha sottolineato che “crescono i ricoveri nella fascia di età sotto i 20 anni. Inoltre confrontandoci con lo scorso anno, vediamo che i casi notificati di infezione hanno raggiunto lo stesso livello dei casi notificati nel 2020, mentre le ospedalizzazioni e i decessi sono, sebbene in crescita, inferiori a quelli dello scorso anno”.
Sono 331.968 gli attualmente positivi al Covid in Italia, secondo i dati del ministero della salute, 14.038 in più rispetto a ieri. Dall’inizio della pandemia i casi totali sono 5.336.795, i morti 135.421. I dimessi e i guariti sono invece 4.869.406, con un incremento di 14.457 rispetto a ieri. (
Ad aumentare sono anche i controlli. Nel Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha disposto un “ulteriore rafforzamento dei dispositivi di vigilanza sull’intero territorio nazionale in vista delle prossime festività natalizie”.
L’ultimo appello alla prudenza arriva invece dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza: “è bene, in vista delle vacanze natalizie, cercare di evitare grandi aggregazioni – dice – mantenere comportamenti prudenti ed effettuare la dose di richiamo di vaccino per aumentare la nostra protezione”. Il Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo, lancia un invito a “continuare a essere responsabili” perché “il Natale è un momento di compere e assembramenti”.
Lo scorso anno, con i numeri dei contagi più bassi (ma senza ancora alcun vaccinato), furono fissate per decreto alcune regole da rispettare durante le feste di Natale e con il limite di due adulti non conviventi da poter invitare a casa.
Per questo anche a casa, in occasione dei cenoni delle feste, restano i timori per l’aumento dei contatti tra le persone: su quest’ultimo tema non si può ancora escludere che una serie di riflessioni e raccomandazioni possano arrivare nei prossimi giorni a ridosso del Natale.
La netta risalita della curva è confermata dai dati dell’ultimo monitoraggio, che registra un aumento dell’incidenza con 241 casi per 100mila abitanti contro i 176 della settimana precedente. Salgono anche il tasso di occupazione in terapia intensiva, ora al 9,6% contro l’8,5% dei sette giorni precedenti mentre il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 12,1% contro il 10,6% (la soglia di allerta per ogni singola regione è fissata al 10% per le intensive e al 15% per i reparti).






