L’AQUILA – Rispetto a ieri si registrano in Abruzzo 30 nuovi casi di contagiati dal coronavirus (di età compresa tra 10 e 87 anni).
Il bilancio dei pazienti deceduti registra un nuovo caso, si tratta di una 97enne della provincia di Pescara, e sale a 482.
Del totale dei casi positivi, 671 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+10 rispetto a ieri), 1.092 in provincia di Chieti (+3), 1.947 in provincia di Pescara (+4), 853 in provincia di Teramo (+12), 37 fuori regione (invariato) e 7 (+3) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3.108 dimessi/guariti (+7 rispetto a ieri, di cui 16 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 3.092 che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).
Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 1017 (+24 rispetto a ieri).
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 209.580 test (+1.244 rispetto a ieri).
72 pazienti (+2 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 7 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 938 (+19 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
TRE STUDENTI CONTAGIATI IN PROVINCIA DI CHIETI
Sono 3 gli studenti contagiati dal Coronavirus che frequentano le scuole della provincia di Chieti, due del secondo anno e uno del primo.
L’ultimo è uno studente residente nel capoluogo teatino che frequenta un istituto di un’altra città. Per tutti sono scattate le misure previste dai protocolli di gestione dei casi di Covid19 negli istituti scolastici, e messi in quarantena i compagni delle tre classi interessate, circa 50 in tutto. Saranno in isolamento fiduciario per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto.
Per gli insegnanti, invece, è prevista l’esecuzione del tampone, e in caso di esito negativo il rientro in aula. Un gran lavoro, dunque, per il Dipartimento Prevenzione della Asl Lanciano Vasto Chieti, diretto da Giuseppe Torzi, e in particolare per la referente Covid Scuole Donatella Belfatto, impegnati in queste ore nella ricostruzione della catena dei contatti avuti dai ragazzi risultati positivi al test, la cui vita di relazione, come normalmente accade, abbraccia ambiti diversi, dentro e fuori la scuola.
Ma c’è un altro tema che rende complicata in queste ore la vita dei dirigenti scolastici da una parte e medici di medicina generale e pediatri dall’altra, e riguarda il rientro a scuola di alunni e operatori assenti per Covid19, sospetto o confermato.
A fare chiarezza ci ha pensato l’Ordine dei Medici della Provincia di Chieti, che ha stilato un documento, a firma del presidente Ezio Casale, inviato alle categorie professionali interessate e ai Dirigenti Scolastici, nel quale vengono richiamate procedure e percorsi per la gestione dei casi di infezione o sospetti tali a scuola, e puntualizzato l’aspetto delle certificazioni.
Più semplice il percorso delle persone risultate positive al test, che potranno tornare al proprio posto con l’attestazione di guarigione rilasciata dopo l’esito negativo di due tamponi eseguiti a distanza di 24 ore l’uno dall’altro.
Per quanti, invece, risulti negativo il test effettuato per sintomi di sospetto Covid19, il percorso sarà valutato da medici e pediatri, che comunque ne disporranno la permanenza nel proprio domicilio fino a completa guarigione clinica, da attestare poi ufficialmente in vista del rientro a scuola, specificando che è stato seguito il percorso diagnostico e terapeutico di prevenzione del virus previsto dai documenti regionali e nazionali.
Nel caso in cui uno studente sia stato in cura per una patologia come traumi, allergie, ferite e simili non riconducibili al Covid19 e in assenza di sintomi che facciano sospettare un contagio, va rilasciata da parte di medici di medicina generale e pediatri una certificazione di riammissione a scuola solo dopo un’assenza minima di 4 giorni per le scuole dell’infanzia, e di 6 giorni per tutte le altre scuole.
Precisate anche altre situazioni, come l’attestazione della condizione di fragilità, che non è di competenza del medico di medicina generale o del pediatra, ma compito delle Commissioni Medico Legali Inps, Inail e Asl, sia che si tratti di un operatore scolastico che di un alunno.
Allo stesso modo non lo è la certificazione dell’assenza dal lavoro di genitori di un alunno minore messo in quarantena perché contatto stretto di un compagno di classe o insegnante Covid positivo.
In tale situazione, infatti, si può far ricorso al lavoro agile per tutta la durata della quarantena, oppure alla richiesta di congedo straordinario.
ATRI, STUDENTE DEL LICEO “ILLUMINATI” POSITIVO AL COVID: E’ IN ISOLAMENTO FIDUCIARIO
Riscontrato il primo caso di positività riguardante uno studente, non residente in Atri, che frequenta il Polo Liceale “L. Illuminati”.
La dirigente scolastica e la Asl competente hanno tempestivamente attivato tutti i protocolli previsti collocando in isolamento fiduciario tutti gli alunni della classe interessata e i docenti entrati in contatto con il soggetto positivo che, nelle prossime ore, verranno sottoposti a tampone naso-faringeo.
“Purtroppo – ha spiegato il sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti – era prevedibile che gli Istituti Scolastici presenti nella nostra città avrebbero dovuto affrontare questa problematica, ma si è fiduciosi circa l’efficacia delle misure di sicurezza adottate al fine di circoscrivere gli eventuali casi di positività accertati tra gli studenti e il personale scolastico. Nella situazione che viviamo in questo periodo non posso che rinnovare l’invito ad assumere comportamenti responsabili e a rispettare in maniera rigorosa le regole e i protocolli che costituiscono l’unica garanzia per la tutela della nostra salute. Si anticipa che qualora l’imminente DPCM non prevedesse l’obbligo dell’uso della mascherina all’aperto nelle aree pertinenziali delle scuole di ogni ordine e grado o antistanti a esse e in prossimità dei luoghi di attesa, salita e discesa del trasporto pubblico scolastico, provvederò con apposita ordinanza a prescrivere il relativo obbligo”.
267 MINORENNI POSITIVI IN ABRUZZO: 0,74 PER CENTO CON SINTOMI MODERATI
In Abruzzo sono stati 267 finora, i casi di Covid-19 tra i minori di 18 anni, rispetto a una popolazione pediatrica complessiva di 194.777 residenti, ma proprio perché in gran parte asintomatici o paucisintomatici, i bambini sono potenzialmente dei grandi diffusori del Coronavirus.
E’ quanto emerge da uno studio della Clinica Pediatrica della Asl e dell’Università di Chieti, diretta dal professor Francesco Chiarelli, che sarà illustrato il prossimo 7 ottobre, alle 18, in un seminario nazionale on line sul ”Covid-19 nei bambini in Abruzzo”, il primo evento formativo proposto sull’argomento dalla Società italiana di pediatria (Sip), che metterà a disposizione delle altre sezioni regionali l’esperienza dei pediatri abruzzesi.
In 164 casi (il 61,42%) si è trattato di pazienti asintomatici, altri 58 (21,72%) sono stati i paucisintomatici, 43 (il 16,10%) ha avuto sintomi lievi e due (lo 0,74%) sintomi moderati.
Dieci i pazienti ricoverati in ospedale.
Altri 257 sono stati seguiti a domicilio dai medici delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) e dai pediatri di libera scelta anche utilizzando la telemedicina e con il teleconsulto.
Il 17,6% dei casi in Abruzzo ha riguardato la provincia di Chieti, il 37,5% quella di Pescara, il 24,7% quella dell’Aquila e il 20,2% il Teramano.
Leggera la prevalenza dei maschi (53,6%) rispetto alle femmine (46,4%).
Quanto alle fasce di età, si evidenza il crescere dei contagi al crescere dell’età: il 7,49% erano bambini di meno di un anno; il 16,10% da 2 a 5 anni; il 20,22% da 6 a 10 anni; il 56,17% da 11 a 17 anni.
Dallo studio emerge inoltre che nella fase di lockdown la maggior parte delle infezioni a carico dei bambini si è verificata all’interno di cluster familiari.
Con la ripresa dei contagi dopo l’estate, i casi sono legati a cluster familiari, a rientri dall’estero o da vacanza e a migranti giunti in centri di accoglienza.
“E’ vero – spiega il professor Chiarelli – che nei bambini è raro un esito infausto. Si possono ammalare, in Abruzzo i sintomi sono stati lievi e moderati, ma in Italia e nel resto del mondo non sono mancati casi anche gravi e decessi. Ma proprio perché generalmente asintomatici o paucisintomatici, i bambini sono dei grandi diffusori di Coronavirus, tra di loro e, soprattutto, tra genitori e nonni. Per questo è fondamentale rispettare sempre, nella vita quotidiana, le precauzioni che tutti ormai dovremmo conoscere, dal distanziamento fisico, all’uso dei dispositivi di protezione, alla buona pratica del lavaggio delle mani”.
A SULMONA ANCORA OBBLIGO MASCHERINE ALL’APERTO, SINDACO FIRMA ORDINANZA
A Sulmona prosegue l’obbligo delle mascherine anche all’aperto per tutto il giorno su tutto il territorio comunale, tranne durante lo svolgimento di attività sportiva, fino all’11 ottobre prossimo.
E’ stata firmata oggi dal sindaco Annamaria Casini l’ordinanza numero 66 che rinnova l’utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, continuando l’applicazione della precedenti ordinanze (47 del 24 agosto 2020, 50 del 28 agosto 2020,59 del 17 settembre 2020 ), con la revoca della sospensione degli eventi pubblici, manifestazioni e spettacoli.
“L’utilizzo obbligatorio della mascherina anche all’aperto è stata una delle misure restrittive, tra quelle che abbiamo adottato da agosto, che ha riscontrato efficacia nel contenimento del contagio del virus in un momento molto difficile che ha affrontato la nostra città”, spiega il primo cittadino.
“Nonostante nell’attuale evoluzione epidemiologica il numero delle persone affette da Covid-19 a Sulmona risulti inferiore alle 50 unità, ho ritenuto opportuno e necessario prorogare alcune misure restrittive, in modo precauzionale e per la salvaguardia della salute pubblica. E’ importante non abbassare la guardia in questo momento, in considerazione soprattutto della recente apertura delle scuole, che determina aumento delle occasioni di condivisione, di incontri e di socializzazione tra i giovani, e, dunque, possibile circolazione del virus”.
“E’ necessario mantenere queste abitudini e continuare ad assumere i comportamenti corretti come l’utilizzo della mascherina, il distanziamento di un metro, la sanificazione delle mani e il rigoroso rispetto delle normative e misure di sicurezza anticovid, in linea con quanto stanno disponendo il Ministero e la Regione al riguardo. Ho ritenuto in questa fase di dover revocare la sospensione degli eventi pubblici, in attesa di conoscere le determinazioni ministeriali previste nei prossimi giorni e l’andamento del contagio nella prossima settimana”, conclude Casini.
MASCHERINE ALL’APERTO OBBLIGATORIE IN DIVERSI COMUNI, ECCO QUALI
In attesa del nuovo Dpcm, sono diversi i comuni abruzzesi che impongono l’uso delle mascherine all’aperto o nei pressi delle scuole.
Oltre a Sulmona, stessa misura, fino al 15 ottobre, a Salle, paesino del Pescarese: l’ha disposta il sindaco appresa la notizia di un caso di positività.
A Pineto (Teramo), invece, mascherine obbligatorie nelle vie perimetrali gli istituti scolastici, in concomitanza con l’ingresso e l’uscita degli alunni.
Mascherine obbligatorie nei pressi delle scuole anche a Pescara, come annunciato dal primo cittadino nei giorni scorsi.
“ASSALTO” AI TAMPONI A ORTONA, INTERVENGONO FORZE DELL’ORDINE, “ESISTONO I CALMANTI”, CAMBIANO REGOLE
L’assalto che si è verificato nella giornata di oggi al Drive In di Ortona ha indotto la Direzione Asl a dare regole più stringenti per l’esecuzione di tamponi.
A partire da domani avranno accesso alla postazione mobile del 118 ubicata all’ingresso dell’ospedale solo le persone rientrate dall’estero e dalle regioni italiane a più alto rischio di contagio da Coronavirus, e assistiti per i quali sia stata inoltrata richiesta di tampone dal medico di medicina generale o dal pediatra.
Comune a tutti l’obbligo di essere domiciliati o residenti in un comune della provincia di Chieti.
“Le scene viste oggi a Ortona hanno dell’incredibile – sottolinea il direttore generale della Asl Thomas Schael – perché la fila di auto che si è generata per accedere al Drive In va ben oltre la necessità di porre sotto sorveglianza i compagni di classe e gli insegnanti del ragazzo contagiato. Esistono procedure e protocolli condivisi che regolano la gestione di un caso positivo che si verifica in una classe, che certamente non prevedono tamponi a ruota libera per tutta la scuola o per chi non si sente tranquillo. L’esecuzione dei tamponi segue criteri che sono inderogabile, e non possiamo permetterci di farli a chiunque voglia essere rassicurato. Per quello esistono i calmanti. Desidero comunque ringraziare il sindaco Leo Castiglione, la Polizia locale di Ortona e le Forze dell’Ordine intervenute per garantire oggi l’ordine pubblico davanti all’ospedale”.
GOVERNO: IPOTESI STRETTA SU FESTE PRIVATE E MOVIDA
Feste private ridotte a pochi partecipanti, battesimi e matrimoni a numero chiuso, verifiche costanti nelle zone della movida, con possibili chiusure anticipate dei locali. Nuove restrizioni allo studio del governo, oltre all’obbligo di mascherine all’aperto, potrebbero aggiungersi alla bozza del nuovo decreto che sarà varato mercoledì.
Con i contagi giornalieri a quota 2.578 casi, l’Esecutivo è “al lavoro per evitare un nuovo lockdown che non dobbiamo permetterci”, spiega il ministro della Salute, Roberto Speranza, il quale chiude alla possibilità di aumentare la soglia massima di mille tifosi allo stadio per le partite di serie A e, di fronte al moltiplicarsi di contagi tra i banchi, assicura: “vogliamo tenere le scuole aperte nonostante ci saranno ulteriori contagi”.






