L’AQUILA – Al via i lavori in 41 scuole aquilane per adeguare i plessi che ospitano asili nido, materne, elementari e medie alla normativa e ai protocolli anti Covid. L’auspicio che in tutto l’Abruzzo venga accolto l’appello dell’Anci ha chiesto formalmente all’assessore regionale con delega all’Istruzione, Pietro Fioretti di posticipare l’avvio del nuovo anno scolastico alla settimana successiva a quella della tornata elettorale, ovvero dopo le elezioni del 20 e 21 settembre, rispetto alla data del 14 settembre.
Questi i temi al centro della conferenza stampa di oggi a cui ha partecipato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, l’assessore al Sociale e alla Scuola, Francesco Bignotti e alle Opere pubbliche, Vittorio Fabrizi.
“Il presidente regionale dell’Anci, il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto – ha detto Biondi – ha chiesto alla Regione Abruzzo di posticipare l’apertura delle scuole dopo elezioni. Nel caso dell’Aquila saranno interessati 26 plessi che sono sede di seggio quindi bisognerà aprire le scuole, poi subito chiuderle, per allestire i seggi. Consideriamo che il lunedì dopo la chiusura delle operazioni di voto ci sarà lo scrutinio, e il martedì le scuole rimarranno ancora chiuse per le sanificazioni e il disallestimento. Ritengo sensato dunque rinviare l’avvio dell’anno scolastico”.
I lavori in corso è stato spiegato, ammontano a 400 mila euro e interesseranno 41 edifici. Ad esempio per abbattere i tramezzi e ampliare così le aule, o per rendere adeguare altri locali alla didattica. Diventeranno nuove aule i refettori della De Amicis e la Celestino V. Non saranno interessate alla riconversione le palestre.
“Abbiamo stanziato 400mila euro e l’abbiamo fatto con una delibera di giunta del 12 agosto quindi abbiamo lavorato in periodo di ferie a pieno regime, interverremo su 41 plessi con interventi che sostanzialmente riguardano l’ampliamento delle aule quindi lo spostamento la rimozione di tramezzi, la modifica degli impianti e tutto il resto. In due casi sparirà l’aula refettorio, e i pasti verranno consumati in aula ma anche quello è stato concordato, è stato un lavoro molto lungo di concertazione fatto con i dirigenti scolastici”, ha spiegato Biondi.




