L’AQUILA – Proprio nel giorno del via libera del Cts allo stop alle mascherine già dal prossimo 28 giugno, l’Abruzzo registra il suo primo caso di variante delta.

Come si legge sul quotidiano Il Messaggero, è stato confermato un positivo alla mutazione del virus in provincia di Chieti. La variante delta del coronavirus è stata registrata. “Per il momento non risultano focolai attivi, si tratta solo di un caso isolato”, spiega però Nicola D’Alterio, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise (Izsam).

Sul fronte epidemiologico, sempre ieri in Abruzzo si sono registrati 5 nuovi contagi, di età compresa tra 16 e 39 anni, i nuovi casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo nelle ultime 24 ore, su 696 tamponi molecolari e 207 test antigenici, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 74622. Il totale risulta inferiore in quanto sono stati eliminati 11 casi risultati già in carico ad altra Regione. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 0.5 per cento.

Del totale dei casi positivi, 18949 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+2 rispetto a ieri), 19409 in provincia di Chieti (invariato), 18171 in provincia di Pescara (+1), 17377 in provincia di Teramo (+3), 589 fuori regione (-8) e 127 (-4) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Il bilancio dei pazienti deceduti non registra nessun nuovo caso e resta fermo a 2509. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 70896 dimessi/guariti (+52 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 1217 (-58 rispetto a ieri).

43 pazienti (-1 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 2 (+1 rispetto a ieri con 1 nuovo ingresso) in terapia intensiva, mentre gli altri 1172 (-58 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Via libera, intanto, allo stop alle mascherine già dal prossimo 28 giugno. “Il Cts ritiene che nell’attuale scenario epidemiologico a partire dal 28 giugno con tutte le regioni in zona bianca ci siano le condizioni per superare l’obbligatorietà dell’uso delle mascherine all’aperto salvo i contesti in cui si creino le condizioni per un assembramento (es: mercati, fiere, code, ecc.…)”, ha scritto in una nota il comitato.

“Dal 28 giugno superiamo l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto in zona bianca, ma sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali stabilite dal Cts”, ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza con un post su Facebook.

Il Comitato Tecnico Scientifico trova la quadra dopo un confronto durato oltre due ore.

Secondo gli esperti del Cts sarebbe opportuno comunque mantenere il distanziamento, se non si è congiunti, e la mascherina andrà comunque indossata nei luoghi a rischio assembramento all’aperto così come sui mezzi di trasporto ma non quando si è a tavola. Sulla decisione ha influito anche la percentuale di vaccini somministrati in Italia (al momento già oltre il 53% della popolazione ha almeno una dose e circa il 27% ha fatto completato il ciclo). Numeri costanti di somministrazioni che si spera rispettino il trend anche nel mese di luglio, quando però si registrerà un calo degli arrivi di Pfizer (il vaccino mRna che insieme a Moderna viene inoculato agli under 60, secondo le ultime disposizioni): dalle comunicazioni sugli arrivi nelle singole regioni, diversi governatori parlano di un taglio tra il 25 e il 30% rispetto a giugno mentre Moderna – le cui disponibilità sono sempre state esigue – raggiungerà in alcuni territori punte del -65%. In quest’ultimo mese infatti gli arrivi erano stati superiori alle attese a causa degli anticipi di alcuni carichi. Ma parallelamente, sul fronte Europeo, l’Ue rassicura: “sulla base di questi dati e delle previsioni disponibili entro il mese prossimo potremo raggiungere l’obiettivo di vaccinazione del 70% della popolazione adulta”.

Nuove risorse sui vaccini potrebbero arrivare anche da uno studio, secondo cui per i guariti sarebbe necessaria una sola dose anche dopo dieci mesi. Resta ora da affrontare l’ultimo tema su cui ancora non è stato fornito un parere, né una data: la questione sulla riapertura delle discoteche potrebbe essere affrontata nei prossimi giorni e, mentre sembra scontato l’accesso solo con green pass in questo tipo di locali e soltanto all’aperto, resta il nodo sull’utilizzo della mascherina una volta entrati. “Ovunque ci sono assembramenti e feste abusive in locali e lidi.

“Con il Green Pass mi auguro che si possano togliere le mascherine all’aperto, che non significa smantellare la struttura del commissario Figliuolo. E ciò non significa abbassare la guardia, ma un po’ di libertà non guasta”, ha detto il vicepresidente di FI Antonio Tajani dopo l’incontro con il premier Mario Draghi.

Nel frattempo oggi scade in tutta Italia la misura del coprifuoco, che incide però solo nella gialla Valle D’Aosta, poiché anche Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Provincia di Bolzano, Sicilia e Toscana entrano in zona bianca, dove non sono previsti orari per il rientro a casa.

Dovrebbe inoltre essere sciolta a breve la riserva sull’apertura delle discoteche, che dovrebbero poter ripartire dagli inizi di luglio e sicuramente con l’obbligo del green pass. L’utilizzo del certificato verde sarà operativo dal prossimo 28 giugno nel nostro Paese e dal primo luglio sarà utile per spostarsi in tutta Europa, con la possibilità di ottenere il Qr Code attraverso le app Immuni e su IO oppure stampandolo in farmacia o con il supporto del medico di base.