L’AQUILA – La curva dei ricoveri per Covid-19 in Italia accelera la sua salita, mentre frena la crescita della curva della percentuale dei positivi ai test molecolari, tanto da indicare che il picco dovrebbe essere raggiunto fra 7 e 21 giorni da oggi. È quanto emerge dalle analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’.

L’accelerazione è oramai conclamata anche in Abruzzo: i ricoveri sono cresciuti del 43,2% in sette giorni, e sono ora 174 in area medica e 5 in terapia intensiva.

Nell’ultimo bollettino abruzzese di ieri si sono registrati 1.015 i nuovi casi positivi e altri 4 morti,  con il bilancio salito a 3.387.

Il tasso di occupazione dei posti letto Covid è al 12,6% per l’area non critica e al 2,8% per la rianimazione.

E ancora in una settimana si registra un aumento del  72% dei contagi e del  63% delle vittime.

Va poi tenuto conto che esiste un “forte sommerso”, ovvero di persone che scoprono di essere postivi con i test fai da te, ma non lo comunicano per non essere obbligati alla quarantena in casa.

Ed il numero dei positivi è senza dubbio molto più altro rispetto ai  33.745 ufficiali.

Dure le parole di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale dell’Ordine dei Medici e della sezione di Bari: “La nostra preoccupazione sono i fragili, oggi la nostra libertà ci costa duemila morti al mese. Con l’allentamento delle misure di protezione individuale, se tutti togliamo le mascherine e liberamente ci baciamo, ovviamente il virus circola. Quindi questa nostra libertà si deve coniugare con il senso di responsabilità dei cittadini, una coscienza che andrebbe maggiormente stimolata”.

Non vuole sentir parlare di restrizioni il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa: “Ho sempre detto che l’obiettivo è arrivare a convivere con il virus e convivere significa, a mio avviso, prendere anche in considerazione l’ipotesi che chi è positivo e asintomatico possa evitare isolamento e la quarantena”; aggiungendo che quello su isolamento e quarantena, “è un ragionamento che andrà fatto più avanti, ma prima o poi dovremo porci il problema, altrimenti rischiamo di ribloccare il Paese. Oggi abbiamo non solo positivi asintomatici che sono in casa a fare la quarantena ma anche inconsapevolemente sono in giro”.