L’AQUILA – “Ciò che sta accadendo in Regione Abruzzo è a dir poco sconcertante. Abbiamo lavorato in questi cinque anni per risanare un bilancio disastrato e dissestato, tagliando il superfluo e tutto ciò che era possibile eliminare, raschiando il fondo, spesso creando anche disagi e sofferenze, ma mai ci saremmo aspettati un atto di assoluta infedeltà al datore di lavoro”.

Questo il commento dell’assessore regionale alle Politiche agricole Mauro Febbo all’indomani della manifestazione organizzata nella sede del Cotir, in località Zimarino a Vasto (Chieti), dalle sigle sindacali.

“Oggi purtroppo – spiega Febbo – devo denunciare che la situazione di stallo che riguarda i corrispettivi spettanti ai dipendenti del Cotir, ma anche degli altri Centri di Ricerca, è chiaramente stata causata dall’atteggiamento di ostruzionismo da parte di alcuni dirigenti e funzionari regionali”.

“È inconcepibile  – rimarca Febbo – che una Legge regionale, e nello specifico la n. 59,  approvata in Consiglio Regionale il 18/12/2013 emanata e pubblicata addirittura sulla Gazzetta ufficiale, oggi viene disattesa proprio dagli stessi dirigenti regionali, alcuni dei quali guarda caso impegnati politicamente, che non hanno attuato il disimpegno di somme iscritte in bilancio che tra l’altro erano palesemente sovrastimate”.

“Non si è mai verificato nella storia legislativa di questa Regione che una Legge approvata, emanata e pubblicata, quindi in vigore con tutti gli effetti normativi, non venga attuata.  Il sottoscritto – specifica l’assessore alle Politiche agricole – unitamente a tutta la parte politica di questo governo regionale ha lavorato e fatto il proprio dovere trovando le somme nel Bilancio regionale, tra l’altro ben “nascoste” nei capitoli del Personale, destinandole ai Centri di Ricerca e ad altri interventi per un totale di oltre 7 milioni di euro”.

Febbo spiega che “è stato svolto un lavoro certosino dal sottoscritto con il Bilancio” per trovare e destinare ai centri di Ricerca questi fondi: 800.000 euro, Piano Sociale (rimborsi ai Comuni) 2.100.000 euro, Piani di Quartiere 1.500.000 euro, Aiuti Marineria Pescara e Ortona 810.000 euro,  Cultura l.r. 5 e l.r. 15 300.000 euro, Protezione Civile 400.000 euro, Abruzzo Engineering (liquidazione) 500.000 euro, Cons. Industriale L’Aquila 191.000 euro, Comune Poggiofiorito (scuola materna) 70.000 euro, Enoteca Regionale Ortona 55.000 euro, Ente Fiera 150.000 euro, Attività in continuità ex Arssa 77.000 euro, Abruzzo Lavoro (liquidazione) 170.000 euro.

“Per un totale di 7.193.000 euro – spiega ancora l’assessore – Ma questo lavoro, ahimè, è stato vanificato e disatteso da qualche dirigente regionale infedele e politicamente impegnato (amministratore del PD) che non applica, senza capirne le ragioni, una Legge regionale approvata e regolarmente in vigore. Su tutto questo chiaramente si dovrà fare chiarezza e soprattutto dovranno essere presi seri provvedimenti nei confronti degli inadempienti”.

“Oggi, il nostro impegno rimane quello di dare risposte ai lavoratori del Cotir – si legge ancora nella nota – come degli altri Centri di ricerca, e non solo (ribadisco l’intera variazione di bilancio di oltre 7 milioni di euro è stata resa vana dal mancato disimpegno) e soprattutto per trovare le risorse utili. Lavoro non facile anche alla luce degli ulteriori tagli operati dal Governo centrale producendo meno trasferimenti alle Regioni”.

“Inutile ribadire – continua Febbo – il buon lavoro fatto in questi cinque anni con il Cotir, Crab e Crivea avendo messo a loro disposizione sia risorse di bilancio (chiaramente non come ai tempi del debito pubblico) sia le tante risorse a disposizione nel PSR  con la misura 214. Infatti in questo modo le professionalità sono state esaltate e si sono date risposte sia al mondo agricolo, sia a quei detrattori che parlavano dei Centri come stipendifici. Spiace vedere colleghi consiglieri e il segretrio regionale del PD utilizzare, a ridosso di una imminente campagna elettorale, e ‘speculare’ sulle spalle dei lavoratori facendo chiacchiere e demagogia”.

“Pertanto – conclude l’assessore alle Politiche agricole – se veramente i consiglieri regionali vogliono risolvere il problema dei Centri di ricerca diano una prova in Consiglio regionale dove la mia legge sul Cria è ferma da 18 mesi: basta avere il coraggio di approvarla, io l’ho scritta, portata e fatta approvare in Giunta. Attendo”.