PESCARA – Cosa succederebbe se ci fosse un episodio come quello verificatosi negli Stati Uniti nel Mare Adriatico? Il gravissimo incidente alla piattaforma della British Petroleum nel Golfo del Messico ha rafforzato le preoccupazioni manifestate ormai da anni dall’ampio movimento che si batte contro la deriva petrolifera che sembra aver colpito l’Abruzzo.

Il Wwf, allarmato, chiede che si intervenga sulla situazione delle autorizzazioni che si stanno rilasciando nel mare antistante la costa abruzzese così come sulla terraferma, dove il 50 per cento del territorio abruzzese è interessato da richieste di ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi.

Il disastro che si verificherebbe emerge chiaramente dalla semplice sovrapposizione, nel rispetto delle proporzioni, della macchia petrolifera su una cartina del Mare Adriatico. Si comprende chiaramente che si assisterebbe alla morte di tutto il Mare Adriatico che, oltretutto, ha fondali molto più bassi e un ricambio molto più limitato di quello del mare antistante le coste della Louisiana.

 “Certamente – dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del Wwf Italia – le quantità e la profondità della piattaforma nel Golfo del Messico non sono paragonabili con le situazioni che interessano la nostra costa, ma è del tutto evidente quanto sarebbe devastante un incidente anche di più modeste dimensioni in un mare chiuso come il nostro Adriatico. Non solo la costa abruzzese sarebbe devastata, ma in pratica tutta la costa adriatica verrebbe compromessa per anni e anni”.