ROMA – “Su indicazione dei sanitari, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha disposto oggi il trasferimento – in via precauzionale – del detenuto Alfredo Cospito dal carcere milanese di Opera all’ospedale San Paolo”. Lo rende noto il ministero della Giustizia. Dalle 18,39 – fa sapere il dicastero – Cospito “si trova in una delle camere riservate ai detenuti in regime di 41bis. La salute di ogni detenuto costituisce priorità assoluta”.

Alfredo Cospito rischia aritmie “potenzialmente fatali”. L’elettrocardiogramma cui è stato sottoposto in carcere dal medico di parte che oggi lo ha visitato, mostra delle alterazioni importanti. Durante la visita è emerso che i parametri vitali tengono ma “la situazione è seria e ci vuole poco perché precipiti senza che ci siano segnali evidenti di particolare allarme”.

Da quando, nell’ottobre scorso, ha intrapreso lo sciopero della fame per ottenere l’abolizione del 41 bis, pesa ormai 71 chili e secondo il medico rischia un edema cerebrale, ma “è determinato ad andare avanti con la protesta. È lucido e cammina sulle proprie gambe”.

Nato a Pescara in Abruzzo ma trasferitosi a Torino, Alfredo Cospito è ritenuto uno degli elementi di spicco del mondo anarchico torinese ed è uno dei leader della Fai, la Federazione anarchica informale, e si è macchiato di almeno due gravi crimini nel corso della sua militanza terroristica. Cospito si trova in carcere perché ritenuto responsabile di due diversi episodi rivendicati dalla Fai: Cospito è stato condannato a oltre 10 anni di reclusione per aver gambizzato a Genova il 7 maggio 2012 il dirigente di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, ma soprattutto è stato ritenuto il braccio armato che ha piazzato le bombe davanti all’ex caserma degli allievi dei Carabinieri di Fossano in provincia di Cuneo con l’esplosione del 2 giugno 2006. L’esplosione non ha provocato morti o feriti, ma è costata 20 anni di condanna a Cospito.

Intanto sei poliziotti del Reparto Mobile di Milano sono rimasti feriti e si sono dovuti recare in ospedale per essere medicati: è questo il bilancio degli scontri avvenuti nel corso della manifestazione anarchica in solidarietà del detenuto Alfredo Cospito, che oggi pomeriggio ha preso il via da piazza XXIV Maggio e si è conclusa dopo alcune azioni di alleggerimento dei reparti inquadrati della Polizia di Stato. Undici manifestanti sono stati portati in Questura per valutarne la posizione e le responsabilità in ordine ai danneggiamenti di numerose vetrine di negozi.

La frangia più violenta del corteo che alle 17 era partito da piazza XXIV maggio ù stata inseguita da via Giulio Romano fino ad Alzaia Naviglio Grande dai reparti inquadrati di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Dopo le prime cariche in viale Bligny manifestanti e forze dell’ordine sono più volte venuti a contatto.

Nei giorni scorsi il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha respinto la richiesta di revoca del 41 bis, motivando la decisione con “l’immutata capacità” di Cospito di orientare la galassia anarchica e perché ha trasformato una forma di protesta, da sempre considerata pacifica, come lo sciopero della fame, in una battaglia capace di scatenare reazioni violente.

Nordio ha citato le azioni dimostrative che alcuni esponenti anarchici, non soltanto in Italia, hanno messo in atto per mantenere alta l’attenzione sul caso. E proprio in queste ore è stato identificato il presunto capo del gruppo che, lo scorso gennaio, ha vandalizzato il consolato d’Italia a Barcellona: si tratta di giovane che, nel 2021, era già stato arrestato per disordini a Barcellona, dopo l’arresto del rapper Pablo Hasel.

Il giovane, che è stato interrogato giovedì dai Mossos, è considerato il leader del gruppo di persone con il volto coperto che ha compiuto atti vandalici e infranto la vetrata d’accesso all’edificio che ospita il consolato, scrivendo slogan in catalano – ‘LLibertat Cospito’, ‘Estat Italia’ Assassi”, ‘Amnistia total’.

L’uomo era già stato arrestato nel febbraio 2021 per i disordini a Barcellona dopo l’arresto del rapper Pablo Hasel, in particolare per l’incendio a una camionetta della Polizia Urbana, sulle Ramblas, con un agente all’interno, che per un soffio riuscì a mettersi in salvo. Per quell’attentato, i Mossos fermarono otto persone di ambiente anarchico, tra le quali sei italiani. Per quanto riguarda gli atti vandalici al consolato italiano, i Mossos hanno aperto un’indagine per cercare d’identificare il resto delle persone che hanno partecipato all’incursione.