L’AQUILA – “In questa emergenza coronavirus, è il momento di lavorare per il futuro della sanità aquilana: dalle parole è ora di passare ai fatti. L’Abruzzo deve muoversi in un contesto il più possibile sinergico, preservando l’equità delle scelte e soprattutto il principio, sacrosanto, di garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini, nella stessa maniera”.
La lega lancia l’ultimatum alla coalizione regionale di centrodestra, di cui è azionista di maggioranza, in particolare a Fratelli d’Italia e Forza Italia, che, attraverso il governatore, Marco Marsilio, Fdi, e il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Fi, hanno chiuso la contestata operazione lampo del covid-hospital a Pescara che tra meno di 90 giorni prenderà corpo con 214 posti letto grazie ad una spesa di 11 milioni di euro, di cui 10 provieni da Roma, progetto percepito come un privilegio dagli altri territori abruzzesi e per questo causa di mal di pancia in seno ad un centrodestra già spaccato.
Sul dibattito, mai così forte e teso sulla sanità e sul suo futuro quanto mai impattante sui cittadini a livello mondiale, irrompe il vice presidente della Giunta regionale, l’aquilano Emanuele Imprudente: nel lungo messaggio l’ex assessore comunale dell’Aquila non indica i destinatari, quindi è lecito e logico pensare che la rivendicazione di un trattamento “equo” sia rivolto alla maggioranza regionale, di cui peraltro Imprudente è il numero due, che ha le mazze in mano, anche il salviniano non fa mai il nome del progetto pescarese.
Ma è certo che le parole di Imprudente, fedelissimo del deputato aquilano Luigi D’Eramo, segretario abruzzese di quella Lega che, pur avendo la delega alla sanità con l’assessore Nicoletta Verì, non ha mai preso posizione sul progetto, in questo senso un chiaro sintomo di disaccordo, siano un avviso ai naviganti, in particolare il governatore Marsilio: d’altro canto, non si saprebbe altrimenti a chi è rivolta la istanza che nell’immediato bisogna “correggere errori dove siano stati compiuti e con le strategie da adottare per affrontare nel migliore dei modi la “fase 2”, in modo da evitare una possibile recrudescenza”.
Anche se nel suo intervento, il leghista in più di un passaggio parla anche alle opposizioni “alla politica urlata, delle apparizioni e delle sensazioni ho sempre preferito la politica dei fatti” , soprattutto di centrosinistra, in queste settimane vera spina nel fianco contro la governance della emergenza.
Con una precisione chirurgica, il vice presidente presenta anche la lista della spesa quantomai ambiziosa e costosa: candida infatti l’ospedale San Salvatore a ruolo di hub regionale ed a covid free, “attraverso il completamento del Delta medico (che è a buon punto), un progetto essenziale affinché l’ospedale possa disporre di un padiglione nuovo, dotato delle migliori tecnologie: oggi per affrontare l’emergenza Covid, domani per essere riconvertito, magari, al Covid-free, a tutte quelle specialità e prestazioni che in questa fase sono state, gioco forza, messe da parte e che al più presto andranno riattivate. Il potenziamento del reparto di terapia intensive, a tutte quelle specialità e prestazioni che in questa fase sono state, gioco forza, messe da parte e che al più presto andranno riattivate”.
Ed ancora, nel chiedere “progetti e misure chiare”, il completamento del 118, il potenziamento della rianimazione e l’attivazione del laboratorio per i tamponi.
“In questo momento – scrive ancora Imprudente – in cui i dati dell’epidemia da coronavirus in Abruzzo cominciano ad essere confortanti, è giusto che la politica, intesa nel senso più ampio del termine, si interroghi con serietà e senza infingimenti sul futuro della sanità. Immediato, nel correggere errori dove siano stati compiuti e con le strategie da adottare per affrontare nel migliore dei modi la ‘fase 2’, in modo da evitare una possibile recrudescenza del virus in autunno, e anche più a lungo termine, per far sì che le decisioni di oggi abbiano una prospettiva certa. È per questa ragione che è opportuno che si superino divisioni, interessi politici e di parte”.
“Quanto all’Aquila, per l’immediato c’è la necessità, e siamo in prima linea per questo, anima e corpo, per riuscire a tracciare nel più breve tempo possibile i nuovi casi, in modo da isolarli precocemente ed evitare l’accensione di altri focolai. Per far questo ci sono progetti chiari e immediatamente valutabili. In particolare siamo finalmente pronti al potenziamento delle capacità diagnostiche attraverso l’implementazione dei tamponi che deve crescere continuamente , potenziando il laboratorio ospedaliero come centro di riferimento. Sarà fondamentale, poi, portare immediatamente a compimento l’iter per realizzare la centrale unica del 118, progetto che ha subito troppi ritardi e che ora deve necessariamente diventare realtà”, spiega ancora.
“È un’operazione di ampio respiro, destinata a migliorare la condizione di un servizio essenziale, ma soprattutto può candidare il San Salvatore a ruolo di hub regionale. Anche il completamento del Delta medico (che è a buon punto) è un progetto essenziale affinché l’ospedale possa disporre di un padiglione nuovo, dotato delle migliori tecnologie: oggi per affrontare l’emergenza Covid, domani per essere riconvertito, magari, al Covid-free, a tutte quelle specialità e prestazioni che in questa fase sono state, gioco forza, messe da parte e che al più presto andranno riattivate. Il potenziamento del reparto di terapia intensive, che superi ovviamente la grande funzione che sta avendo il G8, non può che essere un ulteriore obiettivo per la nostra sanità – continua -. Progetti chiari, concreti, sui quali si lavora in silenzio e che la politica deve contribuire a realizzare, possibilmente in chiave unitaria, senza divisioni e rivendicazioni. Solo così si riuscirà a preservare un altro tesoro del territorio, l’Università, che ha bisogno di strutture di eccellenza e della qualità dei servizi. In questo l’emergenza Covid potrà offrire, pur nella gravità della situazione, anche spunti positivi e prospettive per il futuro. Alla politica urlata, delle apparizioni e delle sensazioni ho sempre preferito la politica dei fatti. La gestione delle emergenze e la salute sono cose serie”, conclude. (b.s.)





