PESCARA – Sono 14 i nuovi positivi al Coronavirus in Abruzzo.
Di questi, 8 sono in provincia dell’Aquila 4 a Chieti e due a Pescara, tutti di età compresa tra i 21 e gli 87 anni.
Nessun decesso, 38 i ricoverati, di cui uno in terapia intensiva (invariato), 357 in isolamento domiciliare (+14), 2.872 dimessi/guariti, 395 gli attualmente positivi (+12).
In totale, dall’inizio dell’emergenza, sono stati eseguiti 154.590 test (+1.457).
Intanto in regione si continua a discutere sull’apertura delle scuole, prevista per il 14 settembre e che potrebbe essere positicipata al 24, dopo le elezioni.
Claudio D’Amario, direttore del dipartimento Salute della Regione Abruzzo, concorda con il presidente Marco Marsilio: “Non abbiamo ancora un quadro chiaro della situazione a livello nazionale perché le cose cambiano di ora in ora, ma l’idea di riaprire le scuole e poi richiuderle dopo pochi giorni con una tripla sanificazione, non è buona”, dice D’Amario al Centro.
“Un rinvio – aggiunge – darebbe anche maggiore possibilità di arrivare più preparati. C’è stata un po’ di indecisione per i test a cui deve essere sottoposto il personale scolastico. In Abruzzo l’iter è partito, ma siamo ancora ancora al 40 per cento della adesioni dei medici di base”.
E per quanto riguarda le mascherine in classe, D’Amario spiega: “Le mascherine riducono del 90 per cento il rischio di contagio. Questo vale anche per la scuola. Ma non darei nulla per scontato. Quindi l’unica certezza è che il primo mese sarà di prova. Sicuramente bisogna partire con le mascherine obbligatorie in classe, poi vedremo come vanno le cose e decideremo come continuare. È vero che basterebbe il distanziamento per evitare la mascherina, ma sappiamo che nelle scuole sarà molto difficile”.
Sul distanziamento, invece: “Le regole sono in corso e l’obiettivo è fare in modo che vengano rispettate. Però dobbiamo essere consapevoli che sarà un grande lavoro per insegnanti e personale scolastico. Potrebbe essere l’occasione e il momento opportuno per rilanciare in questa regione l’edilizia scolastica, magari applicando il bonus edilizio anche al sistema scolastico. Potrebbe essere la volta buona per un grande investimento su due settori fondamentali come sanità e istruzione”.






