L’AQUILA – Un sogno che si avvera dopo un lungo e faticoso percorso durato 7 giorni: è così che a 5.364 metri sul livello del mare, la dottoressa Domenica Canna, del Cai L’Aquila, 50 anni, ha firmato la sua impresa al campo base dell’Everest, portando con sé il cartello “Coppito (L’Aquila) c’è”.

Un’emozione unica quella vissuta da Canna ieri all’arrivo. Una spedizione straordinaria immaginata, studiata e preparata, portata avanti fino al traguardo con tenacia, nell’attesa di scalare le vette più iconiche della Terra.

A diffondere la notizia, con tanto di foto spettacolari, è stata Alessandra Canna, in contatto con la sorella Domenica.

Due campi da scoprire

Per arrivare sulla cima dell’Everest, spiega il National Geographic, ci sono due percorsi principali, ciascuno con il suo campo base e un assaggio unico dell’esperienza da campeggio. Il North Ridge, sul lato tibetano, è il più accessibile e raggiungibile con autoveicoli. Molte spedizioni partono da Kathmandu, in Nepal, per poi attraversare il confine con la Cina e arrivare alla montagna.

Al percorso South Col si arriva invece dal Nepal, in genere dopo una settimana di trekking per raggiungere le pendici della montagna, anche se la possibilità di muoversi in elicottero ha reso questo luogo molto meno remoto. Entrambi i campi si trovano in due incredibili vallate glaciali. A Nord il campo base tibetano è subito sotto la morena terminale del ghiacciaio Rongok. A Sud il campo base nepalese si trova in cima al roccioso ghiacciaio Khumbu.

Un campeggio fisiologicamente estremo

Entrambi i campi si trovano a oltre 5.000 metri d’altezza per un buon motivo. In un momento indefinito tra i 5.500 e i 5.800 metri il corpo umano entra in una condizione di decomposizione: al di sopra, la vita non è sostenibile a lungo. In parole semplici, ma scientifiche: non è una buona idea vivere là a lungo. Un campo base ben allestito offre agli escursionisti un punto di partenza dal quale possono partire per una spedizione di 3-5 giorni, per poi rientrare e riprendersi nel “conforto” di un’aria comunque più densa.