Nessun eccesso sui controlli di polizia presso i locali della Caritas dello scorso 4 maggio alla ricerca di un uomo che aveva aggredito in precedenza due cittadini marocchini. Lo afferma il prefetto uscente dell’Aquila, Franco Gabrielli, in un messaggio indirizzato all’arcivescovo Giuseppe Molinari e al suo vicario Giovanni D’Ercole. Il prossimo vice capo dipartimento della Protezione civile risponde a una lettera di chiarimenti che gli era stata mandata dal presule aquilano all’indomani dei controlli.

“L’iniziativa della Questura – spiega Gabrielli – ha un senso e una dinamica ben diversi da quelli paventati, a cominciare dal contesto generale in cui va iscritta, che è quello di un complesso di attività, di cui questa Prefettura s’è fatta promotrice, per contrastare lo sfruttamento degli immigrati da chiunque perpetrato”. “I controlli del 4 maggio scorso – continua – hanno tratto spunto dall’aggressione perpetrata, il precedente 24 aprile, ai danni di due cittadini marocchini da parte di altri connazionali e non hanno riguardato solo le strutture della Caritas. Prima era stata controllata l’area di piazza d’Armi”.

“Solo in un secondo momento – aggiunge Gabrielli – intorno alle 7.15, i controlli si sono estesi alla struttura della Caritas, dov’era stato accertato dimorare il più violento degli aggressori dei due cittadini marocchini, e sono stati effettuati solo dall’aliquota in borghese, mentre quella in divisa è rimasta all’esterno. Le modalità di svolgimento di quest’attività non sono state dunque caratterizzate da alcun eccesso”. Gabrielli esprime anche “disappunto” per aver saputo prima dai giornali dell’invio della lettera del vescovo.