ROMA – Non cambia linea il premier Giuseppe Conte sulla Fase 2 sottolineando il rischio ancora alto di contagi.

Altri Paesi frenano e “riportare al lavoro 4,5 milioni di persone dal 4 maggio è già un rischio” – ha spiegato ieri dalla Lombardia -: un “rischio calcolato” e con un meccanismo d’emergenza pronto a scattare, con “chiusure mirate” per le aree o anche Regioni dove tornassero a salire i “focolai di contagio”.

Gli fa eco il ministro Roberto Speranza che invoca “prudenza” perchè “basta poco per tornare indietro”.

“Con la riapertura totale avremmo rischiato 151 mila ricoveri in intensiva e il lockdown in estate”, aggiunge Luigi Di Maio.

La task force valuta possibili aggiustamenti ma senza sottovalutare i rischi.