L’AQUILA – “L’Abruzzo è il Sud del Nord Italia oppure il Nord del Sud Italia”. C’è la conferma di questo vecchio adagio, ricordato dal direttore del Cresa, Francesco Prosperococco, nel primo rapporto sui consumi delle famiglie residenti in Abruzzo. Un’indagine per sapere quanto, come e per cosa spendono gli abruzzesi, commissionata alla società di rilevazione Doxa dal Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali delle Camere di commercio.
Oggi sono stati illustrati i risultati di una prima tranche dello screening, che in questa parte non si è occupato delle zone terremotate. Da settembre 2009 a febbraio 2010 sono state passate al setaccio le abitudini di consumo di 518 famiglie abruzzesi residenti fuori dal “cratere”, con risultati abbastanza confortanti secondo i vertici del Cresa. In regione la crisi continua a colpire, ma le statistiche non sfigurano affatto sulla media nazionale, anzi, spesso sono migliori.
Un nuovo step dell’indagine, stavolta comprensivo anche dei consumi inevitabilmente “drogati” nelle zone colpite dal terremoto del 6 aprile 2009, è in corso da marzo e si concluderà alla fine dell’anno.
SPESA COMPLESSIVA
La spesa media complessiva mensile delle famiglie abruzzesi è di 2.419 euro, nel mezzo di una forchetta che va dai 1.700 euro mensili della Sicilia ai 2.918 della Lombardia.
La parte più pesante di questa somma è occupata dalle spese per la casa, il 25 per cento circa, mentre la media nazionale è vicina al 30. L’Abruzzo si rifà con le spese per i generi alimentari e per il vestiario: in entrambe queste voci la regione stacca nettamente la media nazionale. Secondo il Cresa, è la dimostrazione che le famiglie abruzzesi hanno un maggior numero di componenti medi, 2,65 per famiglia il dato statistico.
ABITAZIONI
Le abitazioni sono prevalentemente di proprietà: l’83,1 per cento, dato ben superiore alla media nazionale che è del 73,7. L’affitto invece è uno strumento poco usato, al 9,8 per cento, contro il 17,2 nazionale.
Quanto al tipo di abitazione, prevale l’edilizia civile, economica e popolare, al 47 per cento. Ma è un dato molto inferiore alla media nazionale del 77,6 per cento, e il motivo è presto detto. In Abruzzo c’è una proporzione molto maggiore rispetto all’Italia di abitazioni signorili (17,7 per cento contro 10,4) e ville e villini (addirittura 32,1 per cento contro 8,4). “Noblesse oblige”, ha scherzato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, durante l’illustrazione dei dati.
BOLLETTE
Lo screening ha preso in esame l’ammontare delle ultime bollette. Dai dati emerge un’aderenza di fondo alla media nazionale, con due significative eccezioni.
L’ultima bolletta telefonica tra linea fissa e cellulari in Abruzzo viene pagata in media 105,5 euro, una somma ben più alta degli 80,1 italiani.
Viceversa per quanto riguarda le spese trimestrali condominiali: appena 67,7 euro la media abruzzese, ben 179,5 euro quella italiana.
ELETTRODOMESTICI
Nell’analisi degli elettrodomestici di cui le famiglie dispongono, alla scontata quasi totalità per quanto riguarda frigoriferi e lavatrici si affianca un dato interessante sulle lavastoviglie, usate dal 47 per cento delle famiglie (41 per cento in media italiana)
Ma il dato che rende merito alla fama dell’Abruzzo come regione con un’aria buona e lo scarso utilizzo dei condizionatori: ce l’ha appena l’11,9 per cento delle famiglie, contro una media italiana del 28,3.
IL CARRELLO DELLA SPESA
L’indagine Doxa è andata anche a esaminare le buste della spesa delle massaie abruzzesi. Nella spesa media mensile in euro, in Abruzzo si spende di più che in Italia per carni e salumi (116 euro contro 105) e soprattutto pesce (62 euro contro 41) e frutta (68 in Abruzzo, 41 in Italia).
Al contrario, si spende di meno in Abruzzo che in Italia latte, formaggi e uova (52 euro contro 62) e soprattutto per le bevande (26 euro contro 42).
MANGIARE FUORI
Un ultimo dato interessante, infine, viene fuori dalle abitudini di spesa degli abruzzesi per mangiare fuori. Stando allo studio del Cresa, la spesa media mensile in euro è clamorosamente maggiore in Abruzzo per bar, pasticcerie e chioschi: pesano il rito dell’aperitivo, le colazioni con cappuccino e brioche e la spesa lievita a 178 euro mensili, contro 45 di media italiana.
Dall’altra parte l’Abruzzo si rifà con una condotta virtuosa per quanto riguarda i pasti principali: per ristoranti, trattorie e tavole calde, in Abruzzo si spendono solo 43 euro mensili in media, contro i 145 dell’Italia. La crisi morde, e poi in Abruzzo si mangia bene.






